in commissione alla camera

Conflitto di interessi, proposta di legge più «soft»: non si perde la carica di governo ma l’incarico incompatibile

È una delle novità contenute nel nuovo testo base della proposta di legge sul conflitto di interessi (da sempre cavallo di battaglia del M5s), che è stato presentato il 30 settembre in commissione Affari costituzionali della Camera, presieduta dal Giueseppe Brescia (M5s)

di Andrea Gagliardi

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(IMAGOECONOMICA)

È una delle novità contenute nel nuovo testo base della proposta di legge sul conflitto di interessi (da sempre cavallo di battaglia del M5s), che è stato presentato il 30 settembre in commissione Affari costituzionali della Camera, presieduta dal Giueseppe Brescia (M5s)


2' di lettura

Abrogazione totale della legge Frattini ancora in vigore. Modifiche alla decadenza nei casi di astensione e di mancato esercizio dell'opzione tra la carica di governo e incarico pubblico o privato incompatibile, con il titolare della prima che decadrà dall'incarico con cui è incompatibile e non più dalla carica di governo (come previsto nel vecchio testo base). Una modifica questa adottata anche per evitare possibili rilievi di incostituzionalità. Entrata in vigore che passa dal 1 gennaio al 1 luglio 2021. Sono alcune delle novità contenute nel nuovo testo base della proposta di legge sul conflitto di interessi (da sempre cavallo di battaglia del M5s), che è stato presentato il 30 settembre in commissione Affari costituzionali della Camera, presieduta dal Giueseppe Brescia (M5s). Un nuovo testo (che sarà adottato martedì 6 ottobre) adottato dopo il confronto all’interno dei partiti della maggioranza, nonché con Anac e Antitrust (quest’ultima continua ad avere il ruolo centrale per la valutazione dei potenziali conflitti d'interesse).

L'incompatibilità generale

Restano due le fattispecie principali di incompatibilità per i titolari di cariche di governo nazionali: generale e patrimoniale. Rientra nell'incompatibilità generale, qualsiasi ufficio o carica pubblica, diverso dal mandato parlamentare, nonché l'esercizio di attività professionale o di lavoro autonomo, di qualsiasi natura, e qualsiasi tipo di impiego o lavoro pubblico o privato.

L'incompatibilità patrimoniale

Il caso più interessante è però forse quello dell'incompatibilità patrimoniale nel quale rientra la proprietà, il possesso o la disponibilità «di partecipazioni, da parte del titolare della carica, del coniuge o dei parenti entro il secondo grado, superiori al 2% del capitale sociale di un'impresa che svolga la propria attività in regime di autorizzazione o concessione rilasciata dallo Stato, dalle regioni o dagli enti locali; sia titolare di diritti esclusivi o che operi in regime di monopolio; operi nei settori della difesa, del credito, dell'energia, delle comunicazioni, dell'editoria, della raccolta pubblicitaria o delle opere pubbliche o svolga altra attività di interesse nazionale».

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