Medio Oriente

Conflitto Israele-Palestina, il Piano Trump, spacca i Paesi Arabi

Abu Mazen infuriato: «Gerusalemme non è in vendita». L’Iran : « Un’idea destinata al fallimento»

di Redazione Esteri


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Il presidente dell’Autorità palestinese, Abu Mazen (Ansa)

2' di lettura

La “soluzione del secolo”, così è stata definita da Trump la proposta di pace per il conflitto israelo-palestinese, ha ricevuto reazioni immediate. Il mondo arabo e musulmano si spacca, ancora una volta. Da una parte Oman, Emirati Arabi e Bahrein, le monarchie. Dall'altra i Palestinesi che protestano e si appellano alla Lega araba, mentre il presidente Abu Mazen incoraggia i giovani a scendere nelle strade e a bruciare i ritratti di Donald Trump. Abu Mazen dice che «risponderà schiaffo su schiaffo» ed è pronto ad accettare l'aiuto di Hamas. Ci sono stati 13 feriti negli scontri in Cisgiordania ma la vera preoccupazione della dirigenza di Ramallah è l'isolamento. «Gerusalemme non è in vendita», ha dichiarato il presidente palestinese Abu Mazen. Hamas ha parlato di «discorso aggressivo che creerà molta rabbia» e rifiutato la soluzione prevista per la città santa.

Il principale punto di attrito, evidentemente rimarcato dall'Autorità nazionale palestinese, è quello di non essere stati consultati.
Reazione forte anche dall'Iran. Il piano di Trump è «destinato al fallimento». Così Teheran boccia senza appello la proposta del presidente americano per una pace in Medio Oriente tra israeliani e palestinesi. «Il vergognoso piano americano imposto ai palestinesi è il tradimento del secolo ed è destinato al fallimento», afferma il ministero degli Esteri in un comunicato. Sulla stessa linea gli alleati sciiti libanesi, Hezbollah, secondo cui il piano Trump è «un tentativo di eliminare i diritti del popolo palestinese».

Intanto il governo francese continua a premere per una soluzione a due Stati «in conformità con il diritto internazionale». In un comunicato del ministero degli Esteri Parigi «esprime la sua convinzione che la soluzione a due Stati è necessaria a stabilire una pace giusta e duratura in Medio Oriente».

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