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Congedi famigliari, sostegno al reddito, stop a fisco e contributi: cosa c’è nel decretone anti coronavirus

Dopo la prima sospensione una proroga lunga non per filiere ma per fatturato. Credito d’imposta per autonomi che svolgono l’attività in affitto. Sconti alle donazioni per l’emergenza. Lega contro il rinvio delle nomine

di Marco Mobili

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Dopo la prima sospensione una proroga lunga non per filiere ma per fatturato. Credito d’imposta per autonomi che svolgono l’attività in affitto. Sconti alle donazioni per l’emergenza. Lega contro il rinvio delle nomine


3' di lettura

Congelati per l’emergenza coronavirus tutti versamenti di imposte e contributi del 16 marzo almeno per una settimana. Fatta chiarezza sulle deleghe di pagamento da riscrivere e salvare scatterà una proroga lunga dei versamenti di Iva, ritenute e contributi sulla base del fatturato e non più solo per alcune filiere. Sul tavolo anche bonus fiscali per le donazioni in favore dell’emergenza sanitaria e per gli autonomi che svolgono la loro attività in affitto. Si potrebbe chiudere così il capitolo fiscale del decreto legge di sostegno a imprese, famiglie e lavoratori rinviato a più riprese e atteso per oggi in Cdm.

Cosa c’è nel decretone anti coronavirus
Una messa a punto complicata quella delle misure d’urgenza per far fronte alla crisi economica che ormai corre di pari passo con quella sanitaria. E proprio il primo capitolo del Dl sarà dedicato alla sanità con le misure per le assunzioni di medici, infermieri e personale specializzato, nonché per per aprire alla requisizione di immobili e presidi sanitari per fronteggiare l’emergenza.

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Sostegno al reddito, congedi parentali, bollette
L’altro capitolo è quello del sostegno al reddito con la Cigs per tutti i settori in difficoltà e per tutto il territorio nazionale. Un capitolo particolarmente complesso e oneroso che dovrebbe richiedere ben 5 dei 15-16 miliardi che il Governo intende mettere in campo per sostenere lavoratori e imprese, sia piccole che grandi.

Per le famiglie arrivano i congedi familiari per i lavoratori che hanno i figli a casa e in alternativa un voucher per ripagare i costi sostenuti per le babysitter. Un aiuto, ma il conto salato ne determinerà la portata, potrebbe arrivare sul fronte delle bollette. Ci sono anche le misure concordate con il mondo bancario, la Banca d’Italia e la Cdp per una moratoria generalizzata, ma pur sempre a richiesta, di mutui, prestiti e finanziamenti.

Sospensione dei versamenti per le imprese
L’obiettivo di garantire la liquidità alle imprese passa anche con la sospensione dei versamenti di imposte e contributi. Una sospensione arrivata in ritardo rispetto alla vita professionale di imprese e consulenti che nella giornata di venerdì hanno atteso fino alle 19 di sera prima di apprendere da un comunicato stampa della sospensione dei pagamenti previsti per domani. Dunque, non dovrà essere effettuato nessun versamento di ritenute dei lavoratori dipendenti, autonomi, Iva, accise, nonché contributi previdenziali e quelli Inail per gli infortuni sul lavoro.

Per recarsi alla cassa con le deleghe di pagamento ci sarà una settimana di tempo. Quel giorno, però, saranno chiamati a saldare i conti con il Fisco e con gli istituti di previdenza solo imprese, autonomi e professionisti con fatturati sopra un tetto di fatturato molto alto. Tutti gli altri, sotto la soglia di ricavi che sarà fissata solo all’ultimo in relazione alle quantificazioni della Ragioneria (uno o due milioni di euro), si vedranno rinviare di almeno due mesi i pagamenti che erano dovuti per il 16 marzo.

Credito d’imposta per lavoratori autonomi
In questo modo, i contribuenti con maggiore capacità finanziare potranno garantire all’Erario le risorse necessarie per sostenere i costi di stipendi e pensioni. A completare il capitolo fiscale del decreto potrebbe arrivare anche l’introduzione di un credito d’imposta per sostenere i lavoratori autonomi che svolgono la loro attività in affitto, ma sono stati costretti alla chiusura per rispettare le misure di contenimento adottate dal Governo per frenare il contagio. Spazio anche a una «deduzione coronavirus» dal reddito d’impresa per chi sostiene l’emergenza sanitaria così come è già avvenuto in passato per le calamità naturali che hanno colpito l’Italia in più regioni.

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Protezione dei settori strategici
Nel Dl dovrebbero trovare posto anche misure per il rinvio delle assemblee, anche se la Lega ha manifestato contrarietà. Stop agli atti amministrativi con cui potrebbero essere formalizzate azioni ostili su imprese di settori strategici del Paese, una sorta di golden power rafforzata. Rinviate di 60 giorni successivi alla fine dello stato di emergenza (31 luglio) le nomine del garante della Privacy e dell’Agcom, mentre sul fronte giustizia slitteranno all’inizio di aprile sia il rinvio delle udienze civili e penali con la sospensione dei termini.

In discussione anche un tema estremamente delicato come le carceri, con la possibilità di liberazione anticipata per chi ha ancora da 2 a 4 mesi di pena da scontare e il passaggio agli arresti domiciliari per chi è in semi libertà, fatta salva sempre una valutazione dell’autorità giudiziaria.

Per approfondire:
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