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Congedi, spazio ai padri e più tutele agli autonomi

Il recepimento della direttiva Ue 2019/1158 riscrive le regole sull’astensione obbligatoria dei neo-papà e sui congedi parentali

di Valentina Melis

(DrUGO_1.0 - stock.adobe.com)

5' di lettura

Più spazio ai padri lavoratori nella fruizione dei congedi per i figli, nove mesi di astensione facoltativa per i genitori indennizzati al 30% e fino ai 12 anni del bambino, più tutele per i lavoratori autonomi e una corsia preferenziale nell’accesso allo smart working per genitori e caregiver familiari. Sono le misure chiave del decreto che recepisce in Italia le regole della direttiva Ue 1158 del 2019 sull’equilibrio fra attività professionale e vita familiare. Il decreto legislativo è stato approvato in via definitiva dal Consiglio dei ministri del 22 giugno e attende solo la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale.

Congedo obbligatorio ai padri

La prima novità sostanziale, anche a livello culturale, è che i padri lavoratori acquistano a regime un “loro”, autonomo congedo obbligatorio (che si chiama proprio «congedo di paternità obbligatorio», disciplinato dal nuovo articolo 27-bis del Testo unico sulla maternità e paternità, il Dlgs 151/2001): dieci giorni lavorativi non frazionabili a ore, coperti da una indennità pari al 100% della retribuzione, da usare anche in via non continuativa, a partire dai due mesi precedenti la data presunta della nascita del figlio ed entro i cinque mesi successivi. In caso di parto plurimo, la durata del congedo aumenta a 20 giorni.

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Il padre può fruire del congedo anche durante il periodo di maternità della madre lavoratrice e il diritto si applica anche ai padri adottivi o affidatari.

Il rifiuto, l’opposizione o l’ostacolo dei datori a fruire del congedo di paternità per i lavoratori sono puniti con la sanzione da 516 a 2.582 euro e, se rilevati nei due anni precedenti la richiesta da parte dell’azienda della certificazione della parità di genere o di altre certificazioni analoghe previste dalle Regioni o dalle Province autonome, impediscono di ottenere le certificazioni.

Oggi il congedo per i neo-papà, introdotto per la prima volta dalla legge 92/2012 e con un numero di giorni che è stato progressivamente portato a dieci, è utilizzato da 135mila lavoratori, in lenta crescita.

Si chiamerà invece «congedo di paternità alternativo» quello fruito dal padre lavoratore in sostituzione dell’astensione obbligatoria della madre, in casi particolari (quali morte o grave infermità della madre stessa, o abbandono del figlio da parte di lei).

Nuovi congedi parentali

Diventa più paritaria anche l’articolazione dei congedi parentali, i periodi di astensione facoltativa dal lavoro disponibili per entrambi i genitori. I mesi indennizzati al 30% della retribuzione passano da sei a nove, fruibili entro i 12 anni di età del figlio (anziché sei). Così, ciascun genitore lavoratore potrà avere tre mesi di congedo parentale non trasferibili all’altro, e aggiungere poi, in alternativa all’altro genitore, tre mesi di ulteriore congedo. Oggi i sei mesi di congedo parentale indennizzati al 30% sono fruiti per il 75% dalle madri.

Passa da 10 a 11 mesi la durata totale del diritto al congedo parentale che spetta al genitore solo (anche per affidamento esclusivo del figlio). Il genitore solo potrà avere il congedo indennizzato al 30% per un periodo massimo di nove mesi, in linea con quanto accade per le coppie.

Più tutele agli autonomi

L’indennità di maternità per le lavoratrici autonome e le libere professioniste si estende ai periodi di astensione anticipata per gravidanza a rischio. La parità nella fruizione dei congedi parentali si applicherà anche ai lavoratori autonomi: alle lavoratrici e ai lavoratori iscritti alla gestione separata Inps spetta un’indennità per tre mesi ciascuno entro i primi dodici anni di vita del figlio, ai quali potranno aggiungersi, in alternativa tra i genitori, tre mesi di congedo.

Smart working

Infine, il decreto modifica le regole sullo smart working della legge 81/2017, prevedendo una via preferenziale per i lavoratori genitori di figli fino a 12 anni (e non più solo per le madri lavoratrici nei tre anni successivi alla fine del congedo di maternità, come è oggi), genitori di figli con disabilità, lavoratori disabili gravi o che siano caregiver familiari.

I prossimi passi nel Family Act

Secondo la ministra per le Pari Opportunità e la Famiglia Elena Bonetti «il principio della condivisione fra genitori e della corresponsabilità nella cura dei figli è stato già fissato dal Family Act, la legge 32/2022 in vigore dal 12 maggio. Il recepimento della direttiva europea 1158 - continua - è il primo passo di un percorso che continuerà con i decreti di attuazione dello stesso Family act, a partire dall’aumento della durata del congedo obbligatorio per i padri».

Il Family Act prevede anche di innalzare a 14 anni l’età dei figli entro la quale i genitori possono usare i congedi parentali e, tra i criteri di delega al Governo, contiene quello di aumentare l’indennità obbligatoria per il congedo di maternità.

«Il recepimento della direttiva Ue - continua la ministra Bonetti - è fondamentale e avrà un effetto benefico sull’occupazione femminile ma prevederemo ulteriori interventi per arrivare a equiparare il costo del lavoro maschile a quello femminile».

Che cosa cambia

1 - Per i padri lavoratori
A regime dieci giorni di paternità da fare

Entra a regime il nuovo congedo di paternità, obbligatorio, retribuito e della durata di dieci giorni lavorativi, che deve essere fruito dal padre lavoratore dai due mesi precedenti ai cinque mesi successivi alla nascita del figlio. È un diritto autonomo del padre, distinto dai cinque mesi di congedo di paternità «alternativo», che spetta solo in caso di morte o grave malattia della madre.

2 - Più congedi pagati
Nove mesi pagati al 30% dello stipendio

Il congedo parentale coperto al 30% della retribuzione passa da sei a nove mesi in totale fra i due genitori. Ciascun genitore lavoratore avrà infatti diritto, fino al dodicesimo anno di vita del figlio, a una indennità del 30% della retribuzione, non trasferibile all’altro genitore. I genitori hanno anche diritto, in alternativa tra loro, a un ulteriore periodo di congedo di tre mesi, pagati al 30 per cento

3 - Genitori soli
Più tutele ai nuclei monoparentali

Passa da dieci a 11 mesi la durata totale del diritto al congedo parentale che spetta al genitore solo (anche per affidamento esclusivo del figlio). Inoltre, il genitore solo potrà avere il congedo parentale indennizzato al 30% per un periodo massimo di nove mesi, in linea con quanto accade per le coppie. Queste norme puntano a tutelare di più i nuclei monoparentali.

4 - Adozioni
Indennità del 30% fino a 12 anni del figlio

Il congedo parentale spetta anche in caso di adozione, nazionale e internazionale, e di affidamento, entro i 12 anni dall’ingresso del minore in famiglia (entro i 18 anni del figlio). Passa da sei a 12 anni l’età del bambino entro la quale i genitori adottivi e affidatari, possono fruire del congedo parentale indennizzato al 30%, con le nuove regole valide per gli altri genitori.

5 - Autonome
Gravidanza a rischio indennizzata
L’indennità di maternità per le lavoratrici autonome e le libere professioniste si estende ai periodi di astensione anticipata per gravidanza a rischio. Alle lavoratrici e ai lavoratori iscritti alla gestione separata Inps spetta un’indennità per congedo parentale per tre mesi ciascuno entro i primi 12 dodici anni di vita del figlio ai quali possono aggiungersi, in alternativa tra i genitori, tre mesi di congedo.

6 - Smart working
Accesso facilitato a genitori e caregiver

I datori di lavoro pubblici e privati che stipulano accordi con i lavoratori per l’adozione dello smart working devono dare priorità alle richieste avanzate da lavoratrici e lavoratori con figli fino a 12 anni di età o senza limiti di età nel caso di figli con disabilità. La stessa priorità è riconosciuta dal datore alle richieste dei lavoratori che siano caregiver familiari.

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