Giallo sulla vicenda

Congo, italiano arrestato insieme ad altri due uomini d’affari. La moglie: «Scioccata»

Paolo Persico, Alexander Zingman (bielorusso con passaporto Usa) e Oleg Vodchits portati in carcere venerdì scorso. Scarse le informazioni

di Roberto Bongiorni

Congo, un’immagine dell’arresto dei tre uomini d’affari: Alexander Zingman, Paolo Persico e Oleg Vodchits

3' di lettura

La vicenda ha assunto i contorni di un giallo. Perché da venerdì scorso, giorno di questo misterioso arresto, le autorità della Repubblica democratica del Congo non hanno rilasciato alcuna informazione.

I tre uomini arrestati

Tre uomini d'affari, tra cui un cittadino italiano, sono stati arrestati venerdì mattina dalle autorità congolesi mentre si trovavano all'aeroporto di Lubumbashi, capitale della provincia sudorientale dell'Haut Katanga. Si tratta di Alexander Zingman, businessman con passaporto americano, bielorusso, presidente e fondatore della società bielorussa AFTrade, del suo collega Oleg Vodchits e il businessman italiano Paolo Persico, di Milano secondo le prima informazioni.

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La moglie di Persico: scioccata

Raggiunta telefonicamente a Dubai Leen Persico, la moglie di Paolo Persico, ha raccontato gli ultimi concitati giorni. «L'ultima volta che ho sentito mio marito è stata venerdi scorso alle sei del mattino. Doveva imbarcarsi anche lui per Harare. Da allora non ho più avuto notizie. Sono molto scioccata. Non dormo da quatto giorni».
Persico, chimico specializzato nel settore fertilizzanti, vive tra Johannesburg e Dubai e collabora con Af Trade e, sembra, il gruppo Kemex. «Non era certo la prima volta che mio marito andava in Congo Rdc. È una persona molto corretta e onesta. Sono stata informata che oggi (lunedì, ndr) l'ambasciata italiana ha stabilito contatti con mio marito».

Contattato via Zoom dal Sole 24 Ore Henadzi Mosesau, direttore dell'ufficio di rappresentanza in Bielorussia di Af Trade Dmcc ha così spiegato quanto avvenuto. «Mr Zingaman aveva effettuato degli incontri con dei partner locali nella citta di Lubumbashi. Terminati gli incontri, giunto in aeroporto stava per imbarcarsi alla volta di Harare, quando gli è stato confiscato il passaporto e messo in una stanza insieme ai suoi due colleghi per diverse ore senza potersi sedere, senza acqua, senza contatti con l'esterno».

«Nonostante numerosi tentativi effettuati per conoscere il loro stato di salute da parte dalle famiglie, da Af Trade così come da indagini del consolato dello Zimbabwe e degli Stati Uniti – ha continuato Henadzi Mosesau, da venerdì non c'è stato finora alcun segno di vita. Non è stato emesso alcun ordine di arresto ufficiale. Né è stata data dalle autorità alcuna spiegazione di questa vicenda».

Il momento dell’arresto

Cinquantaquattro anni Zingman, che è anche console onorario in Bielorussia per lo Zimbabwe possiede anche un passaporto diplomatico. Molto vicino al presidente bielorusso Alexander Lukashenko da quindici anni lavora in Africa ed ha contatti di alto livello con leader politici di almeno 15 Paesi africani. Fondatore e proprietario di Af Trade, una compagnia che lavora soprattutto nel settore agricolo, specializzata nel commercio di macchinari agricolo e minerari. Si trovava nella Repubblica democratica del Congo con Vodchits, il rappresentante per l'Africa di Af Trade e Persico.

Italiano arrestato in Congo con due colleghi

Viaggiavano su un jet privato. Sembra che mentre ai suoi due colleghi sia stato subito sequestrato il telefono, Zingman sia riuscito ad esibire il passaporto diplomatico e a trattenere il telefono. Con la scusa di prendere documenti importanti sarebbe riuscito a risalire sul suo jet privato da cui avrebbe effettuato una serie di telefonate per informare del suo arresto. Sul jet sarebbero arrivati in suo soccorso anche diplomatici dello Zimbabwe (notizia tuttavia poco chiara nella sua dinamica).

La visita del consolato americano

Poco più tardi l'aereo sarebbe stato circondato dalle forze congolesi, Zingman e i suoi due colleghi sarebbero stati portati su un aereo militare nella capitale Kinshasa, e da lì portati in un carcere, hanno raccontato fonti vicine all'arresto. L'avvocato nominato per occuparsi della situazione non saprebbe di più. Circola tuttavia voce – anche senza conferme ufficiali - che il motivo dell'arresto dato dalle autorità congolesi sia stato un presunto complotto dei tre uomini finalizzato a rovesciare il Governo congolese.

Secondo fonti che hanno conservato l'anonimato il Consolato americano avrebbe avuto accesso al luogo dove è detenuto il businessman bielorusso e avrebbero constatato le sue buone condizioni di salute. Non si sa nulla delle altre due persone né delle motivazioni che hanno portato all'arresto.

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