L'esteta

Consigli d'autore e indirizzi da non perdere: lo stile secondo Gherardo Felloni

Il direttore creativo di Roger Vivier è alla costante ricerca di autenticità. Nei suoni - ha studiato da cantante lirico -, nei colori e nei profumi. Perfino nel relax, in un faro all'isola del Giglio.

di Mariangela Rossi

Gherardo Felloni, Creative Director Roger Vivier. (Foto Van Mossevelde)

4' di lettura

I SEGNI DISTINTIVI DEL MIO STILE È preciso, personale, classico, basico. La mia uniforme è: camicia, T-shirt, sneakers e l'immancabile gioiello, in base a cui cambio il colore dell'outfit. Mi piace vestirmi di nero, bianco o azzurro.

Parure di gioielli parte della collezione personale di Felloni. (Foto DEPASQUALE+MAFFINI)

LA MIA ICONA DI STILE Manuela Pavesi, fotografa e tra le più influenti stylist della moda. È stata al fianco dei grandi della fotografia, da Guy Bourdin a Newton, a Barbieri. Ci eravamo conosciuti 15 anni fa, abbiamo lavorato insieme da Miu Miu, le volevo molto bene.

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Il Mont-Blanc, signature pastry di Angelina, iconica sala da tè di Parigi.

L'OGGETTO DA CUI NON MI SEPAREREI MAI I miei gioielli, ho una collezione di pezzi italiani e francesi che risale al XIX secolo. Tendo ad acquistare parure intere e uso spesso collier, camei e, a volte, anche tiare di diamanti al posto della cravatta, quasi ad abbracciarmi il collo. Li acquisto quasi sempre dalla Gioielleria Pennisi , a Milano, solo di rado in qualche asta: ho iniziato proprio da loro scegliendo il primo bracciale, 20 anni fa, e sono stati importanti nell'aiutarmi a scoprire meglio questo mondo.

Il Museum of Islamic Art, a Doha.

L'ULTIMA COSA CHE HO COMPRATO E AMATO Alcune candele di Cire Trudon , maison francese che mi piace molto. La mia preferita è La Marquise, con note di verbena e limone accostate alla sensualità delle rose e dei fiori bianchi.

La borsa Viv' Choc, ROGER VIVIER (modelli da 2.500 €). (COURTESY ROGER VIVIER)

LA VISTA CHE MI ISPIRA DI PIÙ Quella dalla finestra del mio faro, all'isola del Giglio. L'ho acquistato e restaurato nel 2014 ed è diventato il mio rifugio. Risale all'Ottocento e fu costruito ai tempi del Granducato di Toscana, immerso in un bosco di pini, a cinque minuti dal mare.

Il faro di Felloni all'isola del Giglio.

LA MIA BEAUTY ROUTINE È basica, uso solo la crema idratante, ma curo molto i capelli. Amo, invece, indossare il mio profumo preferito, Zagara Zuma , un'acqua di Colonia nata nel 1943. Un po' rétro, stile barbiere, è la classica zagara di Sicilia con note agrumate.

Candela La Marquise, CIRE TRUDON (80 €).

I MIEI SITI E LE APP PREFERITE Quelle delle case d'asta, in particolare di design e di modernariato. Come Wannenes , Piasa Auction House , Cambi Aste e Pandolfini .

“Tre sorelle”, Anton Čechov, Einaudi editore (10,45 €).

L'ULTIMA MUSICA CHE HO SCARICATO Floodland, un brano che ho scritto, composto e cantato in collaborazione con un giovane musicista, Dario Tatoli. Si può scaricare da Spotify. Ho anche creato un gruppo, Wuthering Cats, ispirato alla mia passione per i gatti (ne ho tre, due al faro e uno a Parigi), oltre che per la musica. Sono cantante lirico, ho studiato al Conservatorio e ascolto tanta opera.

Sciarpa in seta, CHARVET (300 €).

L'ULTIMO PASTO CHE MI HA DAVVERO IMPRESSIONATO Sono due. Uno al ristorante Lu Focarò a Torre di Palme, nelle Marche, gestito da una signora che crede nella cucina realmente casalinga, convinta che la temperatura delle mani sia in grado di migliorare qualsiasi impasto. Ma anche una cena organizzata a casa a Parigi, attraverso ONA At Home , un servizio di private chef che propone i migliori cuochi, anche stellati: quella sera, in particolare, era l'israeliano David Raziel.

“Still Life”, di Nicolas Party. (Courtesy Nicolas Party, Galerie Gregor Staiger, Zurich. Isabelle Arthuis)

L'ULTIMO PEZZO AGGIUNTO AL GUARDAROBA E QUELLO DA TRAMANDARE Una sciarpa in seta stampata di Charvet , storico negozio in Place Vendôme a Parigi, dove spesso acquisto camicie, pigiami, foulard. Da tramandare: la mia collezione di gioielli.

Uno degli abiti in organza riciclata della collezione couture di TOMO KOIZUMI. (COURTESY TOMO KOIZUMI)

UN CAPO O ACCESSORIO MODA CHE CONSIDERO “ARTE” Il modello Belle Vivier , un'icona senza tempo. Le décolleté con fibbia che Catherine Deneuve ha reso celebri indossandole nel film Belle de jour di Luis Buñuel del 1967. Ma anche un abito couture del designer giapponese Tomo Koizumi .

Sling back Belle Vivier, in nappa con fibbia in metallo, ROGER VIVIER (690 €). (COURTESY ROGER VIVIER)

UNA SCOPERTA RECENTE La città di Doha, dove sono andato perché ero nella giuria del Fashion Trust Arabia, organizzazione no profit che premia i talenti emergenti della regione MENA (Middle East/North Africa). Una doppia scoperta, direi. La città, in grande sviluppo, con musei molto interessanti, in particolare dal punto di vista architettonico, firmati da nomi come Jean Nouvel (National Museum of Qatar) e I.M. Pei (Museum of Islamic Art). E anche il franco-sudanese Abdelgarder El Tayeb, vincitore del Franca Sozzani Debut Talent Award: a parte la sua bella collezione, ha referenze che spaziano dalle tradizioni della sua Africa e dal savoir-faire artigianale alla cultura pop.

L'OPERA D'ARTE CHE AVREI VOLUTO CREARE Tua (Portrait of Dolly Parton after Palma il Vecchio and Ambrosius Bosschaert) di Francesco Vezzoli, stampa a inchiostro su tela battuta all'asta a 245mila dollari. Amo le icone che integra nei suoi ritratti, il modo in cui la cultura popolare viene elevata a ispirazione e diventa arte.

L'ARTISTA CHE COLLEZIONEREI SE POTESSI Colleziono autori diversi, ma in linea con la mia visione estetica. Tra le opere, Superficie bianca di Enrico Castellani, un olio su tela di Victor Vasarely, Due Martelli dello svizzero Nicolas Party, che forse è l'artista vivente che preferisco. Ma, se non avesse quotazioni irraggiungibili, mi piacerebbe acquistare un Uovo di Lucio Fontana, color rosa.

Acqua di Colonia Zagara Zuma, PROFUMI ZUMA (26 €).

L'ULTIMA MIA CREAZIONE La borsa Viv' Choc, di cui sono molto orgoglioso. Nasce in vitello naturale, poi realizzata anche in colori come il blu elettrico, non facili da trovare nella pelle. Ho aggiunto anche nuove varianti, 20 pezzi con ricami fatti a mano e ispirati al caleidoscopio. Sono modelli preziosi, credo molto nell'unicità.

SE DOVESSI LIMITARE LO SHOPPING A UN QUARTIERE DI CITTÀ, SCEGLIEREI Parigi, in particolare il Marché aux Puces de Saint-Ouen. Da Marc Maison e al Marché Paul Bert Serpette, per il miglior antiquariato e modernariato.

I LIBRI SUL COMODINO Sto rileggendo Tre sorelle, l'opera composta da Anton Čechov nel 1900: ho studiato teatro e questo genere di letture drammatiche mi appassiona.

UN PIACERE A CUI NON SAPREI RINUNCIARE Il Mont-Blanc di Angelina , da sempre una delle migliori pasticcerie e sale da tè di Parigi.

SE NON VIVESSI A PARIGI, VIVREI… A Napoli, una delle poche città che, nonostante la globalizzazione, è rimasta unica. Mi piace il suo ambiente autentico, il fatto che le persone siano vere, la sua stratificazione che consente a vari aspetti di convivere tra di loro: quartieri popolari ma anche abiti meravigliosi, bell'artigianato (sono appassionato degli ombrelli fatti a mano di Mario Talarico ) e luoghi d'arte notevoli. Come il Museo Archeologico Nazionale .

SE NON FAC ESSI QUELLO CHE FACC IO… Forse farei tante altre cose per cui ho studiato, come il cantante lirico o l'attore. O magari l'architetto.

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