L'ESTETA

Consigli d'autore e indirizzi da non perdere: lo stile secondo Patrick Reymond

La passione musicale, il gusto minimal, il disegno della luce. Il designer fondatore di Atelier Oï si muove fra estetica giapponese e ispirazioni lacustri

di Lisette Ribic

Patrick Reymond (l'ultimo a destra), Aurel Aebi e Armand Louis, i tre fondatori di Atelier Oï.

4' di lettura

I SEGNI DISTINTIVI DEL MIO STILE Una cintura morbida in pelle, semplicissima, senza fibbia, ma con un foro in cui far passare la striscia per chiuderla. L'ho trovata per caso in un piccolo negozio a Tokyo, anni fa, e la uso sempre. È super minimal e non è firmata. Un altro segno distintivo è il mio orologio: disegnato da Shigeru Uchida per la maison svizzera Pierre Junod.

“Kaleidoscope”(2001) di Olafur Eliasson, al Palazzo d'Inverno del Principe Eugenio di Savoia, a Vienna, nel 2015.

LA MIA ICONA DI STILE Shigeru Uchida, il mio maestro di design, di cui ho molto ammirato il senso estetico e la creatività. È stato lui a disegnare alcuni memorabili negozi per Issey Miyake e Yohji Yamamoto. Sono stato suo alunno e, in seguito, abbiamo anche lavorato insieme; purtroppo è mancato quattro anni fa. Mi ha profondamente influenzato e ispirato, ma, come icone di stile, non posso non citare anche il cantautore francese Jacques Dutronc e Marcello Mastroianni.

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Nirva Furniture (1981), UCHIDA DESIGN.

LA VISTA CHE MI ISPIRA Sono fortunato, perché la vista che mi ispira è fuori dalla finestra del nostro atelier: il lago di Bienne, in Svizzera. Insieme a Aurel Aebi e Armand Louis, i miei due soci di Atelier Oï , abbiamo ristrutturato un vecchio motel a La Neuveville, che ora è diventato Moïtel, la nostra sede. Io vivo proprio qui accanto. L'acqua del lago è una grande ispirazione: la luce, la mobilità, il cambiamento continuo, sensazioni che sono anche alla base del nostro ultimo lavoro per WonderGlass , una collezione, in edizione limitata, di sculture di luce in vetro, che abbiamo chiamato Gaïa.

L'orologio disegnato da Shigeru Uchida per PIERRE JUNOD.

UN OGGETTO DA CUI NON MI SEPAREREI MAI Il mio plettro: sì, quel piccolo oggetto che serve per accordare e suonare una chitarra. Ce l'ho sempre in tasca. Perché suono appena ho un momento libero, anche in viaggio. Mi è capitato di farlo a Milano, in qualche festa per il Salone del Mobile, e a Tokyo, dove suono con amici nei jazz club. Forse quel piccolo oggetto sempre in tasca è anche un portafortuna, un talismano.

IL LIBRO SUL COMODINO Zen and the japanese culture di Daisetz T. Suzuki (in Italia, il volume è pubblicato da Adelphi, con il titolo Lo Zen e la cultura giapponese).

UN PIACERE A CUI NON RINUNCEREI MAI Vedere Poppy, il mio gatto, dormire. Mi rilassa sempre.

L'ARTISTA (O DESIGNER) CHE COLLEZIONEREI SE POTESSI Olafur Eliasson. La capacità di questo artista nordico di giocare con la luce, la natura e l'ambiente circostante, è stupefacente. Ricordo in modo particolare il suo sole irradiante alla Tate Modern nel 2003, con The Weather Project, o i suoi Kaleidoscope.

Sneaker in pelle, ONITSUKA TIGER (140 €).

IL MIGLIOR RICORDO CHE HO PORTATO A CASA DA UN VIAGGIO Non amo i souvenir, preferisco l'immaterialità. Il miglior ricordo dei miei viaggi è sicuramente suonare, con gli amici, in qualche club. Forse per questo amo le improvvisazioni jazz: le condividi con il pubblico, con chi ti ascolta, e non lasciano traccia.

Il cd From this Place di Pat Metheny (16 € su Amazon).

NEL MIO FRIGO NON MANCA MAI Ahimè, il mio frigo è uno spettacolo desolante. Direi che ho quasi sempre latte e formaggio, ma per il resto è sempre sconsolatamente vuoto.

L'ULTIMO PASTO CHE MI HA DAVVERO IMPRESSIONATO Una pasta con i ricci di mare che ho mangiato in Italia, in Puglia, in un piccolo ristorante sul mare, vicino a Santa Maria di Leuca, e che ho ordinato di nuovo a Milano. Non ricordo i nomi dei ristoranti, ma il sapore era squisito.

Moïtel, l'head quarter di Atelier Oï, a La Neuveville.

L'ULTIMA MUSICA CHE HO SCARICATO Pat Metheny, il chitarrista e compositore jazz americano. Uso Apple Music, ma in realtà sono un entusiasta del vinile: ho una bella collezione di vecchi LP.

L'ULTIMO PEZZO AGGIUNTO AL MIO GUARDAROBA Un paio di sneakers Onitsuka Tiger, il brand giapponese fondato nel 1949. Sono di pelle bianca, ma più le uso, più diventano belle, assumono un riflesso argentato.

Chitarra American UltraLuxe Stratocaster® Floyd Rose®Hss 2021, FENDER (2.599 €).

L'OGGETTO CHE CONSERVO DA TRAMANDARE Un'automobile! Una Jaguar E-Type rosso vinaccia, del 1968. La passione per le automobili è sempre stata di famiglia, mio nonno era un collezionista di auto d'epoca. Io ho comprato questa Jaguar, che è stata a lungo un mio sogno, quindici anni fa.

L'ULTIMA COSA CHE HO COMPRATO E AMATO Una bottiglia speciale di rum Plantation che celebra i vent'anni del marchio: Plantation XO 20th Anniversary, con un terroir delle Barbados.

Poltrona Genea, creata da Atelier Oï per PASSONI, vincitrice del Premio Nazionale per l'Innovazione 2020 - Premio dei Premi (a partire da 571 € + Iva).

E IL PROSSIMO ACQUISTO Sogno un'altra macchina vintage, stavolta una Lamborghini Miura degli anni Settanta, ma... non l'ho ancora trovata.

UNA SCOPERTA RECENTE Un orologio vintage da polso di Bulova: un modello digitale, con il meccanismo visibile.

UN POSTO INDIMENTICABILE VISITATO DI RECENTE Il Giappone, sempre il Giappone. Ci sono stato quindici volte negli ultimi cinque anni e ogni volta scopro cose nuove. Portare avanti dei progetti in Giappone, come l'albergo The General Kyoto che abbiamo completato a Kyoto, è un piacere e un onore.

IL REGALO PIÙ BELLO CHE HO FATTO DI RECENTE La mia esperienza. Penso che avere dei maestri, dei mentori, sia molto importante, così cerco sempre di regalare tempo e opinioni a giovani studenti di design. Se me li chiedono, ovviamente!

IL REGALO PIÙ BELLO CHE HO RICEVUTO Anche in questo caso, il tempo, i consigli e l'esperienza del mio maestro, Shigeru Uchida.

LA MIA STANZA PREFERITA È la stanza dedicata alla musica, nel basement di casa: qui posso suonare, qui ci sono le chitarre, dalla mia Gibson 347 (perfetta per il jazz, la più cara) alla Fender. Ora ne ho quasi dieci, compresa una chitarra che mi è molto cara: era di Shigeru Uchida e l'ho suonata all'opening dell'albergo in Giappone che abbiamo disegnato insieme al suo studio. Piccolo particolare: divido questo spazio con mio figlio, che purtroppo è appassionato di techno.

L'ULTIMO PROGETTO PREMIATO Si tratta della poltrona Genea che abbiamo realizzato per Passoni e che ha vinto il Premio per l'Innovazione ADi Design Index 2019. Per questo, lo scorso dicembre, siamo stati insigniti del riconoscimento da parte del Presidente della Repubblica, in occasione dell'XI edizione del Premio Nazionale per l'Innovazione 2020 - Premio dei Premi, nella categoria Industria e Servizi, Design Italiano.

SE DOVESSI LIMITARE LO SHOPPING A UN QUARTIERE DI UNA CITTÀ SCEGLIEREI Daikanyama a Tokyo. Anche per la libreria Tsutaya, un gioiello di architettura tra gli alberi, con dentro negozi, bistrot, un wine bar, e un angolo musica con un jazz concierge.

SE NON VIVESSI A LA NEUVEVILLE, VIVREI A Tokyo, per l'energia della città, e delle persone, 24 ore al giorno: energia infinita, senza sosta.

SE NON FACESSI QUELLO CHE FACCIO Non ho dubbi, sarei un musicista!

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