L'ESTETA

Consigli d'autore: lo stile secondo Francis Kurkdjian

Lo champagne bevuto solo in coppe Baccarat. Le melodie franco-tunisine. Le installazioni olfattive 3D. Il maître parfumeur ricerca il dettaglio che trasforma la materia in emozione.

di Mariangela Rossi

Il maître parfumeur Francis Kurkdjian.

4' di lettura

I SEGNI DISTINTIVI DEL MIO STILE

È casual chic. Camicia bianca su misura di Charvet, storica maison parigina fondata nel 1838, e poi sneakers bianche o stivali neri e jeans scuri con una giacca scura. In estate, di solito, preferisco una T-shirt con i bermuda. È una sorta di uniforme. Il modo in cui indossi un capo definisce chi sei, in quel preciso istante.

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Pianoforte.

UN OGGETTO DA CUI NON MI SEPAREREI MAI

Il pianoforte a coda, l'ho ereditato dal mio prozio, che era un compositore. Ci tengo molto e l'ho posizionato al centro del living. La musica è fondamentale per me, ha giocato un ruolo importante nella mia formazione e, forse, anche nella mia vita professionale. Suono il pianoforte da quando avevo sette anni e l'ho sempre avuto con me, ovunque vivessi.

Vasi in argilla di Atelier Vierkant.

L'ULTIMO OGGETTO CHE HO ACQUISTATO E APPREZZATO

Di recente, quando mi sono trasferito a Parigi, dopo quattro anni a New York, ho acquistato dei vasi in argilla di Atelier Vierkant per il mio terrazzo. Sono fatti a mano, con una colorazione data da ossidi naturali e, quindi, con effetti cromatici e materici particolari.

LA MIA BEAUTY ROUTINE

Non rinuncio mai alla mia crema Nivea nella confezione blu di metallo, pur avendo accesso a molti prodotti cosmetici di lusso. La uso da 15 anni, su consiglio del dermatologo in un momento preciso in cui avevo dei problemi cutanei. Da allora non ne ho più avuti.

I MIEI SITI WEB E LE APP PREFERITE

Trovo Spotify un'applicazione fantastica per scoprire nuove tracce sonore legate ai miei gusti.

L'ULTIMO BRANO MUSICALE CHE HO SCARICATO

Dis, quand reviendras-tu? della cantante tunisina Dorsaf Hamdani, originariamente eseguita dalla cantautrice francese Barbara, per me leggendaria. Una sorta di dialogo tra le due cantanti e tra due universi lirici lontani.

Piatto Wild Turbot, cucinato alla “meunière”, con zucchine di Mathieu Cuendet, salsa infusa con mandarino, calendula, chartreuse verde e shiso, del ristorante Le Maison Pic.

L'ULTIMO RISTORANTE CHE MI HA COLPITO

La Dame de Pic a Parigi, della grande chef Anne-Sophie Pic, tre stelle Michelin. Ho avuto la possibilità di chiacchierare a lungo con lei, in particolare di cucina, ma anche di profumi, perché è davvero un'appassionata. Sono stato anche a trovarla, in ottobre a Valenza, nel suo ristorante di punta, La Maison Pic. Un'esperienza imperdibile.

Vega flutissimo, Baccarat.

NEL MIO FRIGO NON MANCA MAI

Una bottiglia di champagne Krug, il mio preferito, che amo bere in bicchieri Baccarat. È un piccolo, grande piacere: ho l'impressione che il sapore ne venga addirittura potenziato.

L'ULTIMO ACCESSORIO MODA CHE HO AGGIUNTO AL GUARDAROBA

Un paio di sneakers Celine che ho ricevuto per il mio compleanno, le Triomphe Low Lace Up con la stampa Telepathic Love dell'artista Anneli Henriksson. Sono un vero sneakersaddicted.

Baguette profumata, FendiFrenesia by Francis Kurkdjian.

UN CAPO O UN ACCESSORIO CHE CONSIDERO ARTE

La moda è la moda, l'arte è l'arte. Di recente, però, ho partecipato a FendiFrenesia, rivisitando l'iconica Baguette disegnata da Silvia Venturini Fendi: la profumazione, un'eau de parfum con note di cuoio e muschio avvolte in sentori di iris, che, non a caso, richiamano la pelle Selleria creata dai loro artigiani, è preservata attraverso la struttura interna e diffusa per tre anni. Si può anche spruzzare sulla pelle. La fotografa Christelle Boulé ha catturato l'anima dell'essenza, trasformandola in un'opera stampata su dieci borse Baguette. Una bella conversazione artistica, a più voci.

“Les Demoiselles d'Avignon” di Pablo Picasso.

L'OPERA D'ARTE CHE MI SAREBBE PIACIUTO CREARE

Les Demoiselles d'Avignon di Pablo Picasso: la scena era classica, ma la tecnica particolarmente moderna e in linea con i nostri tempi. In fondo è un po' come la mia profumeria: la base può essere percepita come semplice, ma l'elaborazione è molto più complessa.

L'ULTIMA INSTALLAZIONE OLFATTIVA CHE HO CREATO

Éden, un'esperienza immersiva e interattiva del duo Hugo Arcier e Cyril Teste, in scena al Théâtre Vidy di Losanna, sino al 21 novembre.

IL PROFUMO CHE MI SAREBBE PIACIUTO REALIZZARE

La prima eau de Cologne della storia. È per lo più una miscela di agrumi, fiori d'arancio e note verdi. La vera innovazione è che la versione originale, Aqua Mirabilis, aveva proprietà medicinali. Composta interamente da ingredienti naturali, serviva, sorseggiandola, per migliorare la digestione e curare vari disturbi. Ne ho tratto ispirazione per la mia Aqua Universalis .

IL PRIMO CHE HO INDOSSATO

Carven Vetiver, era un regalo di mia madre. Avevo 14 anni. Mi ha aperto un mondo. A 15 anni, ho deciso di diventare un creatore di fragranze, nonostante non conoscessi questa professione.

Il profumo L'Homme À la rose, Francis Kurkdjian.

L'ULTIMO CHE HO CREATO

L'Homme À la rose, un'eau de parfum floreale, esaltata da note di fondo legnose e ambrate. È la mia libera interpretazione della rosa, per lo più presente negli accordi al femminile, ma in questo caso per gli uomini. Mi piace dar loro l'opportunità d'indossare un fiore come la rosa.

Un'opera dell'artista JR all'interno della mostra collettiva in programma fino al 31 gennaio 2021, al Watari-Um, Watari Museum of Contemporary Art, a Harajuku, Tokyo.

SE DOVESSI LIMITARE LO SHOPPING AL QUARTIERE DI UNA CITTÀ

Sceglierei Harajuku a Tokyo. Mi piacciono le sue strade animate, le boutique contemporanee, i negozi tradizionali. Ma anche la sua architettura e i luoghi di cultura, come il Watari-Um, il museo di arte contemporanea, progettato da Mario Botta, che ospita mostre d'avanguardia.

I LIBRI SUL MIO COMODINO IN QUESTO MOMENTO

The Glass of Fashion di Cecil Beaton, Aphorisms di Oscar Wilde e Gio Ponti. Loving Architecture di Maristella Casciato e Fulvio Irace.

L'ARTISTA CHE MI PIACEREBBE COLLEZIONARE SE POTESSI

Rothko. Lo amo particolarmente per il suo lavoro con i colori. Non ho ancora potuto acquistare una delle sue opere, ma ho creato una parete di luci al neon, una sorta di reinterpretazione della sua arte, con toni astratti e luci che cambiano a seconda dei miei desideri.

SE NON VIVESSI A PARIGI, VIVREI…

Non in una città, ma su una barca nel Mediterraneo. Dal mare, la vista non è mai la stessa, cambia la luce e si riesce sempre ad avere nuove prospettive. E poi, circondati dall'acqua, il senso di libertà è immenso, con la possibilità di ancorare e fermarsi ovunque.

Il teatro dell'Opéra di Parigi.

SE NON FACESSI CIÒ CHE FACCIO…

Per un po' ho sognato di diventare l'Étoile dell'Opéra di Parigi, poi di fare l'archeologo. Ma la mia vera strada, l'ho sempre saputo, era questa.

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