ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùLA RIUNIONE di dicembre

Consiglio Bce, perché Christine Lagarde manterrà la «rotta Draghi»

Prima riunione di politica monetaria e prima conferenza stampa per la nuova presidente che confermerà la linea di Draghi, aprendo la discussione sulla nuova strategia della Bce, con qualche sfumatura green.

di Riccardo Sorrentino

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(EPA)

Prima riunione di politica monetaria e prima conferenza stampa per la nuova presidente che confermerà la linea di Draghi, aprendo la discussione sulla nuova strategia della Bce, con qualche sfumatura green.


3' di lettura

È il debutto. Quello vero. Christine Lagarde ha già presieduto una riunione del consiglio direttivo, non dedicato alla politica monetaria; ha partecipato a un’audizione al Parlamento europeo; e ha fatto conoscere il suo pensiero in qualche discorso pubblico. La riunione di dicembre segnerà però la sua prima conferenza stampa nella quale, attraverso i giornalisti, parlerà agli investitori, attenti a cogliere se sotto la sua leadership la Bce intende modificare la sua “funzione dir eazione”, come viene chiamata in gergo.

Curva dei rendimenti in calo

LA CURVA DEI RENDIMENTI SPOT - BREVE TERMINE

Dati in percentuale. (Fonte Bce)...

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Salvo sorprese - Mario Draghi esordì con un inatteso taglio dei tassi - la Banca centrale europea resterà in modalità «wait and see» in attesa che il pacchetto di settembre dispieghi i suoi effetti. Le condizioni monetarie, del resto, sembrano aver reagito piuttosto bene al nuovo stimolo monetario, anche se sarà importante la valutazione che ne verrà data dal consiglio. La curva dei rendimenti è più bassa rispetto a inizio anno e rispetto a ottobre, ma è leggermente salita rispetto ai livelli di settembre, quando le attese per un’iniziativa “forte” li avevano portati molto in basso.

L’euro in leggera flessione

L'EURO SOTTO LA MEDIA DI LUNGO PERIODO

Base 1° trimestre '99 = 100. (Fonte: Bce)...

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Ha reagito - con dispetto, probabilmente, di Donald Trump - anche l’euro (che però pesa molto meno dei rendimenti nella definizione delle condizioni monetarie). Il cambio effettivo, dopo una fase di stabilità, potrebbe scendere sotto quota 96,37 - quota 100 è il livello del primo trimestre ’99 - e tornare ai valori del 2017.

Output gap molto piccolo

OUTPUT GAP

Dati in percentuale. (Fonte: elaborazione su dati Eurostat)...

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Non ci sono dubbi, del resto, sul fatto che la Bce mantenga un orientamento espansivo, malgrado le perplessità di tanti governatori all’ambizioso pacchetto di stimoli voluto da Draghi.  Anche se Christine Lagarde ha ora il compito di riparare le spaccature in seno al consiglio, ha già manifestato l’intenzione della Bce - nei limiti di quanto può ora fare la politica monetaria - di sostenere l’attività economica. Il rallentamento di Eurolandia non va però troppo enfatizzato: la crescita è ora appena sotto il trend, malgrado le difficoltà tedesche e la lentezza italiana (che però è ormai strutturale) e anche alla luce degli ultimi dati - più incoraggianti - non sembra richiedere ulteriori sforzi monetari.

Prestiti ancora brillanti

LA CORSA DEI PRESTITI ALLE AZIENDE

Dati in miliardi di euro. (Fonte: Bce)...

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L’andamento dei prestiti - che decollarono dopo il primo quantitative easing di Draghi, che aveva esattamente questo scopo - non ha mai conosciuto del resto un vero rallentamento (anzi, registra una leggerissima accelerazione nel tempo). In questo senso le perplessità sull’ultimo programma di acquisti di titoli non sono del tutto infondate e sostengono la scelta di mantenere ferma a lungo la politica monetaria.

Aspettative di inflazione molto basse

LE ASPETTATIVE - INFLATION RATE SWAPS 5Y5Y

Dati in percentuale. (Fonte: Bloomberg)...

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Il vero nodo restano le aspettative di inflazione, che sono ancora molto basse: non superano, misurate offerta dagli inflation rate swap, l’1,25% e hanno suscitato il timore che possano ancorarsi a livello più basso. Le indicazioni fornite dal mercato, nel breve periodo, possono però essere fuorvianti - senza segnalare inefficienze - senza contare il rischio di un “loop” informativo: gli operatori guardano attentamente a questi swap perché la Bce lo fa, e viceversa. Più interessanti saranno allora le proiezioni di dicembre dello staff e le previsioni che daranno sulla dinamica dei prezzi, per la prima volta fino al 2022.

Il segno della Lagarde
Christine Lagarde vorrà sicuramente lasciare il segno, e da subito. C’è qualche attesa, allora, per la nuova revisione della strategia monetaria della Bce: l’esame inizierà a gennaio, ma è possibile che la presidente - che pure spinge per un esame “a mente aperta” - voglia dare qualche indicazione di massima. È molto probabile anche qualche riferimento alla politica monetaria ”verde”, che diverse banche centrali vogliono implementare: un nobile motivo per quello che è però uno sconfinamento verso la politica fiscale.

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    Riccardo SorrentinoRedattore

    Luogo: Milano

    Lingue parlate: Italiano, francese, inglese

    Argomenti: Economia internazionale, politica monetaria, dati macroeconomici, Francia

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