Bruxelles

Consiglio europeo, il caso Polonia tiene banco. Draghi: fare in fretta su crisi energetica

Nella prima giornata del vertice i 27 hanno discusso del conflitto fra Bruxelles e Varsavia, di commercio e del rialzo dei prezzi energetici

Aggiornato il 22 ottobre 2021, ore 11:45

Lo scontro tra Ue e Polonia esplode al parlamento europeo

5' di lettura

Il rialzo monstre dei prezzi dell’energia e il conflitto fra Bruxelles e Polonia sullo stato di diritto. Sono stati i due temi più caldi sul tavolo della prima giornata del Consiglio europeo riunito a Bruxelles il 21 e il 22 ottobre, forse l’ultimo con Angela Merkel nelle veste di cancelliera tedesca.

A tenere banco è stata soprattutto la contesa scatenata da una sentenza della Corte costituzionale di Varsavia sulla supremazia del diritto nazionale rispetto a quello europeo. Ma c’è stato spazio anche per il confronto sulla crisi energetica e le misure di contenimento che dovrebbero essere approntate da Bruxelles.

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Il presidente del Consiglio italiano, Mario Draghi, ha chiesto di agire subito contro i rincari energetici per tutelare la ripresa economica e preservare la transizione ecologica. Nella seconda giornata, quella di oggi giovedì 22 ottobre, l’attenzione del Consiglio vira su migrazione e digitale.

Bozza Ue: si finanzino azioni su tutte le rotte migratorie

Tra i punti centrali della discussione sul dossier migrazione in agenda al vertice dei leader Ue, il finanziamento e l’attuazione dei piani d’azione con i Paesi terzi, in particolare «col finanziamento di azioni su tutte le rotte», «un controllo efficace delle frontiere esterne», oltre al tema dei «movimenti secondari». Questo almeno emerge dalla bozza di conclusioni, di cui l’Ansa ha preso visione.

«Il Consiglio europeo si attende che i piani d’azione» con i Paesi terzi «siano sostenuti da scadenze concrete e da un sostegno finanziario adeguato e ribadisce la richiesta alla Commissione di riferire al Consiglio sulle sue intenzioni», si legge nella bozza.

Orban a vertice Ue contro pacchetto green

Nella prima giornata del vertice il premier ungherese, Viktor Orban, si è scagliato contro il pacchetto per la transizione verde proposto dalla Commissione Ue, Fitx55, come ha reso noto il portavoce del governo di Budapest, Zoltan Kovacs, su Twitter. Secondo quanto si legge, Orban ha affermato che il vicepresidente della Commissione Ue, Frans Timmermans, col pacchetto Fitx55, sta «distruggendo» la classe media in Europa. Quanti aumentano i prezzi del gas e dell’elettricità «oltre il tetto» - è stato affermato - minacciano la democrazia europea. Questi piani devono essere ritirati e ripensati.

A lungo termine misure per sicurezza approvvigionamento

In nottata le conclusioni sull’energia approvate dal Consiglio europeo: «Il Consiglio europeo invita la Commissione e il Consiglio a prendere rapidamente in considerazione misure a medio e lungo termine che contribuiscano a prezzi dell’energia accessibili per le famiglie e le imprese, aumentino la resilienza del sistema energetico dell’Ue e del mercato interno dell’energia, garantiscano la sicurezza dell’approvvigionamento e sostengano la transizione verso la neutralità climatica, tenendo conto della diversità e della specificità delle situazioni degli Stati membri».

Il Consiglio invita poi «la Banca europea per gli investimenti ad esaminare come accelerare gli investimenti nella transizione energetica, all’interno della sua attuale capacità di capitale, al fine di ridurre i futuri rischi di interruzione e andare incontro alle ambizioni di connettività globale dell’Europa».

Discussione sulla Polonia. Michel: cerchiamo il dialogo

Le prime battute del vertice nella prima giornata hanno però riguardato soprattutto il «caso polacco», dopo il botta e risposta che ha visto fronteggiarsi Varsavia e la Commissione europea davanti alla plenaria dell’Europarlamento a Bruxelles. Lo stesso presidente dell’Eurocamera, David Sassoli, è intervenuto in apertura di riunione dichiarando che «l'Unione non è mai stata messa in discussione in modo così radicale», mentre il 20 ottobre lo stesso Parlamento ha annunciato che ricorrerà alla Corte di giustizia Ue contro la Commissione per non aver attuato ancora il regolamento sulla condizionalità dei fondi Ue.

Fra i leader, il premier olandese Mark Rutte sposa la linea della fermezza, sostenendo che «bisogna essere duri» contro Varsavia e procedere con l’attivazione dell’articolo 7, oltre al blocco del Recovery Plan polacco fino a che Varsavia non sarà tornata sui suoi passi. La replica arriva sia dallo stesso premier polacco Mateusz Morawiecki («Non cederemo a ricatti») sia da uno dei suoi principali alleati, il leader ungherese Viktor Orban (qualsiasi sanzione contro la Polonia sarebbe «ridicola»). Più accomodante la posizione del premier spagnolo Pedro Sanchez («Cerchiamo un dialogo costruttivo») e del presidente stesso del Consigilio europeo, Charles Michel: «Abbiamo strumenti legali da usare, ma dobbiamo essere impegnati anche sul dialogo».

Il primo a prendere la parola è stato proprio il premier polacco, Mateusz Morawiecki. Fonti diplomatiche europee descrivono un dibattito senza particolari sbavature emotive, dove si sostiene la linea del dialogo, ma allo stesso tempo i leader chiedono l’utilizzo dei meccanismi sanzionatori, dall’articolo 7 alla condizionalità sullo stato di diritto, che lega l’erogazione dei fondi Ue al rispetto dei principi fondanti dell’Unione.

Merkel: diluvio di cause non è la soluzione

Anche la cancelliera tedesca Angela Merkel ha mantenuto la linea della prudenza, schierandosi contro l’ipotesi di un «diluvio di cause» fra Bruxelles e Varsavia. Nel Consiglio Europeo, ha detto, «discuteremo dello Stato di diritto, a causa della situazione in Polonia». Lo Stato di diritto è una componente chiave dell’Ue, ma «d’altra parte dobbiamo trovare il modo di riavvicinarci ancora, perché un diluvio di cause in Corte di Giustizia non è la soluzione».

Gli altri temi

I 27 hanno affrontato anche gli ultimi sviluppi della situazione epidemiologica e dell'avanzamento nelle campagne vaccinali, con una attenzione specifica di fronte a possibili nuove varianti. Il Consiglio Europeo ha ribadito anche l'impegno a contribuire alla risposta internazionale alla pandemia e alla solidarietà internazionale in materia di vaccini.

L'Italia, come ricordato mercoledì dal premier nel suo discorso alle Camere, sta facendo la sua parte e rimane impegnata, come Presidenza G20 e nel «Global Health Summit» del 21 maggio scorso, a superare le pandemie sul piano sanitario, economico e sociale con uno sforzo coordinato globale.

Draghi: fare in fretta sull’energia, servono linee d’azione

Sul fronte della crisi energetica, il presidente del Consiglio italiano Mario Draghi ha invitato a «fare in fretta», a quanto rivelano fonti diplomatiche all’agenzia Ansa. Il premier ha sollecitato linee di azione urgenti, sia sulla strategia dell’Ue sulle riserve di gas che sull’interconnessione, invitando Bruxelles a presentare al più presto una bozza di regolamento per lo stoccaggio del gas. Le compagnie stanno acquistando stoccaggio ed il mercato si muove rapidamente e non nella buona direzione.

L’obiettivo, per Draghi, è che tutti i 27 siano egualmente protetti. Draghi ha ringraziato la presidente della Commissione von der Leyen per il toolbox presentato, ma ha detto che bisogna essere più ambiziosi e accelerare sui prossimi passi.

Sanchez: vigilare su speculazione mercato emissioni

Anche il premier spagnolo Sanchez si è soffermato sull’emergenza energetica, spiegando che i 27 stanno valutando come agire «su tre aspetti - ha detto - Il primo riguarda la formazione del prezzo dell’elettricità che ora è distorto dall’aumento del prezzo del gas. Il secondo quello che riguarda l’acquisto congiunto di gas per migliorare il potere di acquisto degli Stati membri e in terzo luogo vigilare da vicino qual è l’evoluzione della speculazione che si sta avendo nel mercato delle emissioni».

«La Spagna in queste settimane ha adottato diverse misure di protezione dei consumatori vulnerabili - ha aggiunto Sanchez - Dobbiamo vedere in che modo questi benefici che hanno alcune imprese possono contribuire ad ammortizzare dal punto di vista sociale l’impatto che sta avendo il prezzo dell’energia nelle bollette della luce. L’aumento del prezzo dell’energia sta avvenendo in tutta Europa».

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