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Consiglio Ue: ok al tetto per il contante a 10mila euro

Limite ora previsto solo per Sos antiriciclaggio e dichiarazioni doganali

di Valerio Vallefuoco

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2' di lettura

Il Consiglio Ue prende una posizione netta sull’ampliamento delle regole antiriciclaggio, se del caso anche colmando le lacune dei singoli Paesi. A cominciare da quelle sui pagamenti in contanti,con una soglia comunitaria di 10.000 euro oltre la quale le transazioni diverranno impossibili.

La materia del pagamento in contanti in ambito Ue è attualmente disciplinata dalla normativa Doganale di cui al Regolamento UE 2021/776, che prevede l’obbligo di una dichiarazione doganale per singola persona che trasporti con sé al confine somme superiori a 10.000 euro.

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Le regole sull’antiriciclaggio

Anche la normativa unionale antiriciclaggio - Direttiva UE 2015/849 - prevede che i pagamenti in contanti di importo elevato si espongano sensibilmente al pericolo del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo. In ambito antiriciclaggio al fine di aumentare la vigilanza e mitigare i rischi associati a tali pagamenti in contanti, anche attraverso le segnalazioni di operazioni sospette, il limite rilevante è individuato quando si effettuano o accettano pagamenti in contanti di importo pari o superiore a 10 000 euro.

L’intervento del Consiglio è importante perché si tratta di un organo legislativo e politico dell’Unione, formato dai ministri competenti per materia, che ha titolo sulle proposte della Commissione Europea e sulla bozza di nuova Direttiva antiriciclaggio.

Le normative degli Stati

Sui limiti al contante sono varie e diverse le normative nazionali in ambito Ue, poiché il limite omogeneo dei 10.000 euro è attualmente previsto solo per le segnalazioni di operazioni sospette antiriciclaggio e per le dichiarazioni doganali di valuta. I pagamenti anche di importi elevati senza una specifica soglia e comunque superiori ai 10.000 euro sono ancora permessi in Austria, Cipro, Estonia, Finlandia, Germania, Ungheria, Irlanda, Lussemburgo, Olanda. Tra i Paesi che hanno imposto un tetto, la soglia più alta è in Croazia, con 15mila euro, mentre in Repubblica Ceca e Malta è a 10mila euro. In Italia nel 2010 la soglia del contante era stata portata a 5mila euro, da 12.500, poi dimezzata nell’agosto 2011 e infine abbassata a 1.000 euro a partire da gennaio 2012. Innalzata a 3mila euro dal gennaio 2016, la soglia è stata successivamente ridotta a 2mila dal 1° luglio 2020 e, a legislazione vigente, era prevista un’ulteriore riduzione a 1.000 euro a partire dal 1° gennaio 2023.

Il richiamo della Bce

E proprio l’ultima riduzione è stata oggetto di una lettera di richiamo della Banca Centrale Europea ricordando per ben due volte (nel 2019 e nel 2020) che in materia di pagamenti in contanti i Governi sarebbero tenuti a richiedere un parere preventivo proprio alla stessa Bce.

Il richiamo normativo era stato fatto in conformità agli articoli 127, paragrafo 4, e 282, paragrafo 5, del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea, ed in particolare al considerando 19 del regolamento (CE) n. 974/98 del Consiglio2 e all’articolo 2, paragrafo 1, secondo trattino, della decisione del Consiglio 98/415/CE3 , secondo cui le autorità nazionali sono tenute a consultare la Bce su progetti di disposizioni legislative che rientrano nelle sue competenze, comprese, in particolare, quelle relative a mezzi di pagamento.

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