IL RECOVERY FUND

Consiglio Ue, la partita per il fondo per la ripresa si intreccia a quella del nuovo bilancio Ue

Si rafforza l’idea che a mobilitare le risorse per arginare lo shock economico sarà il bilancio comunitario. Il Consiglio darà mandato alla Commissione europea per presentare una proposta articolata

di Andrea Carli

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Da sinistra a destra, la presidente della Commissione europea Ursula Von der Leyen e il premier italiano Giuseppe Conte (foto Ansa)

Si rafforza l’idea che a mobilitare le risorse per arginare lo shock economico sarà il bilancio comunitario. Il Consiglio darà mandato alla Commissione europea per presentare una proposta articolata


3' di lettura

La partita per il fondo per la ripresa che parte nel pomeriggio con il Consiglio europeo, organo politico di vertice dell’Unione europea che riunisce i capi di Stato e di Governo dei paesi membri, si intreccia a quella del nuovo bilancio Ue. Tutte le cancellerie europee sembrano infatti concordare sulla necessità che il Recovery Fund, il nuovo strumento che dovrà finanziare il rilancio delle economie europee, e il nuovo bilancio Ue pluriennale (2021-2027) procedano in parallelo.

Commissione Ue propone Recovery Fund da 300 miliardi
Una delle principali proposte contenute in un documento interno della Commissione europea elaborato in vista del vertice Ue di questo pomeriggio prevede di aggiungere al prossimo bilancio Ue pluriennnale (2021-2027) un fondo temporaneo e mirato per la ripresa (Recovery fund) dotato di 300 miliardi di euro. Nel documento viene indicato un pacchetto di iniziative destinato a integrare il bilancio pluriennale Ue e a mobilitare almeno 2000 miliardi di euro per ridare slancio alle economie colpite dalla crisi.

I 27 daranno mandato alla Commissione europea di preparare una proposta che vada nella direzione di far viaggiare in parallelo il nuovo fondo e il nuovo bilancio Ue. Von der Leyen potrebbe proporre non sovvenzioni ma prestiti a lunga scadenza, da un fondo che nasca all’interno del perimetro del bilancio europeo ma che funzioni in modo autonomo come il vecchio piano Juncker per gli investimenti, o il nuovo Invest EU. «Una cosa è chiara: dovremo essere pronti a dare contributi chiaramente più alti per il bilancio europeo», ha detto Angela Merkel, parlando al Bundestag.


Verso un’intesa politica sul Recovery Fund
Si rafforza così l’idea che a mobilitare le risorse per arginare lo shock economico sarà il bilancio comunitario. Dal vertice dei capi di Stato e di governo dei 27 di oggi, rigorosamente in videoconferenza, è attesa un’intesa politica sul fondo per la ripresa economica. Dopodiché partirà un negoziato per decidere l’ammontare delle risorse, le modalità di utilizzazione, la durata e soprattutto, come collegare il Recovery Fund al nuovo bilancio comunitario. Su quest’ultimo punto, lo scenario che si delinea in queste ore è quello che vede il Consiglio dare mandato alla Commissione europea per presentare una proposta articolata. La proposta è attesa per il 29 aprile.

Potenziare il bilancio Ue per gestire l’emergenza economica
Attualmente il bilancio settennale ha un valore di circa mille miliardi di euro, pari all’1% del prodotto interno lordo dell’Unione europea. L’obiettivo è raddoppiare il budget, così da gararantire le risorse economiche per gestire quella che si va configurando come un’emergenza economica. Secondo l’ultima stima della Commissione europea,l’impatto dell’emergenza si dovrebbe tradurre in una riduzione di 2,5 punti percentuali del tasso di crescita del prodotto interno lordo dell’Ue nel 2020. Il Fondo monetario internazionale prevede una contrazione dell’attività economica del 7,1% nel 2020 per l’Unione europea e del 7,5% per la zona euro.

Il pressing di von der Leyen
Come ha sottolineato la presidente della Commissione europea von der Leyen, «il prossimo bilancio europeo dovrà impersonificare la nostra risposta alla crisi del corona virus». A settembre i 27 non sono riusciti a mettersi d’accordo su una bozza di bilancio 2021-2027. La Commissione europea starebbe lavorando su nuove proposte, che potrebbero essere presentate il 29. Tra le ipotesi, quella di aumentare il tetto delle risorse proprie e degli stanziamenti di impegno dell’Unione al 2 per cento del reddito nazionale lordo (RnlL) degli Stati membri per un periodo massimo di quattro anni. Questa soluzione fornirebbe alla Commissione una capacità di indebitamento addizionale sui mercati finanziari, che potrebbe tradursi in un’accresciuta capacità di spesa e investimento per gli Stati membri.

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