le inchieste

Consip, 21 indagati per l’appalto da 2,7 miliardi Chiesto il processo per la commessa Scuole Belle

di Ivan Cimmarusti

(ANSA)

2' di lettura

«Manipolato l’appalto Consip Fm4 da 2,7 miliardi di euro». Lo ritiene la Procura della Repubblica di Roma che ha notificato gli avvisi di chiusura delle indagini preliminari - atto solitamente propedeutico alla successiva richiesta di rinvio a giudizio - per 21 persone, tra le quali gli imprenditori Alfredo Romeo ed Ezio Bigotti, entrambi già citati nella maxi indagine sulla Centrale acquisti della pubblica amministrazione. Nel mirino dei magistrati sono finite le società Cns, Sti spa, Gestione Integrata srl, Exitone spa, Cofely Italia spa, Siram spa, Dussmann service spa, Manital, Mfm, Romeo Gestioni spa.

Turbata libertà degli incanti
Secondo il sostituto procuratore di Roma, Mario Palazzi, il maxi appalto di Facility, una commessa per la gestione dei servizi integrati di tutti i palazzi della Pubblica amministrazione, sarebbe stato turbato dalla cordata di società, che avrebbe costituito un presunto «cartello». «In concorso tra loro - si legge negli atti notificati alle parti - mediante collusioni e accordi preordinati alla ripartizione dell’oggetto dei lavori banditi nonché al mantenimento sostanziale delle quote di mercato preesistenti» tali da «impedire l’ingresso di altri competitor nel settore» avrebbero pianificato una presunta strategia. Così si scopre che le offerte delle società coinvolte, sarebbero state fatte sulla base di accordi tali da evitare «sovrapposizioni competitive sui singoli lotti di gara». Inoltre, avrebbero alterato i punteggi di gara, promettendo subappalti alla società concorrenti che invece non dovevano partecipare alla gara.

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Appalto “Scuole belle”: chiesto il processo
La Procura, inoltre, ha chiesto il rinvio a giudizio dei sei tra titolari e rappresentanti legali delle società Cns, Manutencoop e Roma Multiservizi spa, per sospetti illeciti legati all’aggiudicazione di lotti dell’appalto Consip da 1,6 miliardi di euro per i servizi di pulizia negli istituti scolastici (cosiddetto Scuole Belle). Al centro dell’inchiesta i presunti accordi tra le tre società, attraverso scambi reciproci di informazioni, per l’aggiudicazione di otto dei tredici lotti di cui si componeva la gara per l’assegnazione dei lavori di pulizia nelle scuole.

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