L’inchiesta della Procura di Roma

Consip, la fuga di notizie nell’Arma: confronto tra l’ex ad Marroni e il generale Saltalamacchia

di Ivan Cimmarusti


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2' di lettura

Confronto all’americana tra l’ex ad di Consip Luigi Marroni e il comandante della Legione Toscana dei carabinieri Emanuele Saltalamacchia. L’incontro rientra negli accertamenti della Procura di Roma, che sta definendo l’indagine sulla Centrale acquisti della Pa e sulla presunta rivelazione del segreto d’ufficio. Marroni, infatti, ha detto di essere stato avvertito che la Procura di Napoli - all’epoca competente – stava indagando sugli appalti dall’ex ministro Luca Lotti, da Saltalamacchia, dall’ex presidente di Consip Luigi Ferrara e da Filippo Vannoni, presidente di Publiacqua.

I procedimenti in corso di istruzione: la rivelazione del segreto
In ballo ci sono tre filoni. Il primo è sulla fuga di notizie, ossia la «catena di comunicazione all’interno della struttura gerarchica dell’Arma» che ha consentito all’ex ad di Consip Marroni di rimuovere tutte le microspie dagli uffici della Centrale acquisti. È stato lo stesso manager a chiarire ai pm di aver saputo dell’indagine dal ministro Lotti e dal comandante della Legione Toscana Emanuele Saltalamacchia. Per questo i due sono indagati in concorso con l’ex comandante generale dei carabinieri Tullio Del Sette e con il presidente di Publiacqua Filippo Vannoni (Luigi Ferrara, ex presidente di Consip, indagato per false dichiarazioni ai pm).

«Lotti mi informò che si trattava di una indagine»
In particolare, Marroni ha detto che «Lotti mi informò che si trattava di un’indagine (quella su Consip, ndr) che era nata sul mio predecessore Casalino (Domenico, il quale risulta stretti rapporti con l’imprenditore Alfredo Romeo, ndr) e che riguardava anche l’imprenditore campano Romeo». Aggiunge che «ho fatto effettuare la bonifica del mio ufficio in quanto ho appreso in quattro differenti occasioni da Filippo Vannoni (presidente di Publiacqua, ndr), dal generale Emanuele Saltalamacchia (comandante Legione Toscana, ndr), dal Presidente di Consip Luigi Ferrara e da Luca Lotti di essere intercettato (...). Con il generale Saltalamacchia intercorre un rapporto di amicizia da diversi anni e anche lui mi disse che il mio telefono era sotto controllo, anche in questo caso l’informazione la ricevetti prima dell’estate 2016. (...) Luigi Ferrara mi ha notiziato di essere intercettato lui stesso e che anche la mia utenza era sotto controllo per averlo appreso direttamente dal Comandante Generale dei Carabinieri Tullio Del Sette; questa notizia l’ho appresa dal Ferrara non ricordo con precisione ma la notizia la colloco tra luglio e settembre 2016 e comunque non ad agosto in quanto ero in ferie».

I rapporti tra l’imprenditore Romeo e Tiziano Renzi
Un secondo filone «attiene alla natura degli accordi illeciti» tra l’imprenditore Alfredo Romeo, Tiziano Renzi, Carlo Russo e l’ex politico Italo Bocchino. Risulta coinvolto anche Domenico Casalino, ex ad di Techno Sky spa (controllata da Enav). L’ultima tranche dell'inchiesta che la Procura intende definire, riguarda la sospetta turbativa di un appalto per Grandi Stazioni spa

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