revocato il carcere

Consip, per la Cassazione non c’è il «sistema Romeo»

di Ivan Cimmarusti

(ANSA)

2' di lettura

La Corte di cassazione mette in dubbio il «sistema di Alfredo Romeo», l'imprenditore partenopeo arrestato nell'inchiesta Consip. Non si comprendono, scrivono i magistrati, «le modalità concrete» con cui sia stato attuato il «metodo», o il «sistema» di gestione dell'attività imprenditoriale da parte del Romeo, «cui si fa riferimento per giustificare l'ipotizzato esercizio di una capacità d'infiltrazione corruttiva».

Le motivazioni
Le conclusioni sono della VI sezione (presidente Giacomo Poloni, relatore Gaetano De Amicis), nella motivazioni con cui hanno revocato il carcere per l'imprenditore, già sotto processo con l'accusa di aver corrotto l'ex dirigente di Consip Marco Gasparri. Gli ermellini hanno passato al setaccio gli atti, individuando alcuni aspetti che ora saranno rianalizzati dal Tribunale del Riesame di Roma.

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Il «sistema Romeo»
Sul fronte relativo al presunto «sistema Romeo» gli ermellini spiegano che «in ordine alla consistenza del pericolo di recidiva, deve anzitutto rilevarsi come l'indagato sia incensurato, sicché non si comprende (…) di quali contenuti operativi consista ed in quali forme e modalità concrete s'inveri il “metodo”, o il “sistema” di gestione dell'attività imprenditoriale da parte del Romeo, cui si fa riferimento per giustificare l'ipotizzato esercizio di una capacità d'infiltrazione corruttiva in forme massive nel settore delle pubbliche commesse, tenuto conto del fatto che sulle attività d'indagine in corso non sono esplicitati nella motivazione precisi riferimenti dai quali ricavare l'esistenza del periculum libertatis e che su quelle ormai espletate l'esposizione è solo genericamente illustrata».

Intercettazioni
Sul fronte intercettazioni telefoniche, infine, la Corte ha affermato che queste pur non essendo «inutilizzabili» devono essere rimandate al Tribunale del Riesame, per una nuova «valutazione». Negli atti si legge che «il Tribunale del riesame dovrà svolgere le già richieste, ma non effettuate, verifiche sul materiale indiziario emerso dalle operazioni di intercettazione ambientale espressamente utilizzate dal pm a sostegno della propria richiesta (ossia quelle oggetto dell'arco temporale ricompreso fra il 3 agosto ed il 29 novembre 2016) ed in seguito valutate dal gip ai fini della decisione sull'applicazione della misura cautelare oggetto dell'ordinanza impositiva».

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