Per un anno niente appalti con la Pa

Consip, per la Romeo gestioni interdittiva con scappatoia

di Ivan Cimmarusti

Alfredo Romeo

2' di lettura

La Romeo Gestioni «interdetta per la durata di un anno dal contrarre lavori con la Pubblica amministrazione».

Lo ha deciso il gip di Roma, Gaspare Sturzo, che ha accolto la richiesta della Procura capitolina sulla base dell'imputazione per corruzione di cui risponde l'imprenditore partenopeo Alfredo Romeo in concorso col dirigente di Consip, Marco Gasparri.

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Restyling del modello organizzativo
Tuttavia il giudice, in accoglimento di una istanza dei difensori di Romeo, ha dato la possibilità al gruppo imprenditoriale di sospendere la misura interdittiva qualora nel termine di sette giorni, presenti un modello organizzativo imprenditoriale. In sostanza, il magistrato chiede che la società applichi una serie di nuove regole che possano arginare il rischio del compimento di reati. Inoltre il gruppo dovra versare una somma pari a 309mila euro a titolo di cauzione. La società entro il termine di 60 giorni dovrà dimostrare l'effettiva messa in atto del nuovo modello organizzativo.

No all'interdittiva per Manutencoop
L’interdittiva Romeo si lega all’odierna pronuncia del gip di Napoli. Per l’inchiesta sulla presunta corruzione negli appalti partenopei dell’Azienda Ospedaliera Santobono-Pausilipon, il giudice ha rigettato la richiesta di interdittiva per Manutencoop, l’altro colosso italiano nel Facility Management assieme alla Romeo Gestione. Dalla società fanno sapere che «escludono categoricamente qualsiasi condotta non conforme ai principi di correttezza». Manutencoop è tra le società che ha partecipato al maxi appalto Consip Facility Management 4 da 2,7 miliardi di euro. Sulla commessa sta indagando la Procura di Roma con le ipotesi di turbativa d’asta e corruzione.

La corruzione
Intanto la Procura di Roma ha formalizzato la richiesta di giudizio immediato per Romeo e per Gasparri. Stando all'accusa Gasparri «nella sua qualità di dirigente apicale di Consip (direttore Sourcing Servizi & Utility)» avrebbe «posto in essere una serie di atti contrari ai suoi doveri d'ufficio, diretti in particolare a favorire e ad avvantaggiare le società di servizi riconducibili al Romeo Alfredo nell'aggiudicazione di appalti pubblici gestiti dalla suddetta Consip». In particolare, i magistrati ritengono che Gasparri avrebbe passato «notizie e informazioni riservate dirette a favorire la formazione di “cartelli” di imprese, ovvero contribuendo a preconfenzionare bandi e atti “cucendoli su misura” e adattandoli alle caratteristiche delle medesime società del Romeo». Per questa operazione il dirigente avrebbe ottenuto una tangente da 100mila euro.

Il patteggiamento
Tuttavia la posizione di Gasparri potrebbe venire meno dall'imminente processo. Il dirigente della Centrale acquisti, infatti, sarebbe in procinto di presente una istanza di patteggiamento ai magistrati. La richiesta è suffragata dall'ampia collaborazione che l'indagato ha offerto nel corso dell'indagine preliminare, confermando di essere stato pagato da Alfredo Romeo per compiere atti contrari ai doveri d'ufficio.

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