l'inchiesta

Consip, gli sms del capitano Scafarto: così ha «incastrato» Tiziano Renzi

di Ivan Cimmarusti

(ANSA)

3' di lettura

Ci sono dei messaggi negli atti dell'inchiesta Consip che potrebbero ulteriormente incrinare la posizione del capitano del Noe Gianpaolo Scafarto. Sms su Whatsapp, che dimostrerebbero come il militare fosse perfettamente a conoscenza che Tiziano Renzi e l'imprenditore partenopeo Alfredo Romeo non avevano mai avuto contatti.
Scafarto è stato interrogato mercoledì dal procuratore capo Giuseppe Pignatone, dall'aggiunto Paolo Ielo e dal sostituto Mario Palazzi. Stando a quanto emerso gli sarebbe stato contestato il contenuto di alcuni messaggi Whatsapp che Scafarto ha avuto con due carabinieri suoi collaboratori.

L'accusa
Ma andiamo con ordine. Scafarto è accusato di falso, in quanto «redigeva nell'esercizio delle sue funzioni l'informativa n.246/557 nella quale, riferendo il contenuto di una conversazione ambientale intercettata all'interno dell'ufficio di Roma della Romeo Gestioni spa il giorno 6 dicembre 2016, contrariamente al vero, affermava che "Romeo (...) dice: 'Renzi l'ultima volta che l'ho incontrato'"». Secondo la Procura di Roma, invece, questa affermazione sarebbe stata pronunciata dal consulente Italo Bocchino e non da Romeo, facendo così cadere tutto il castello accusatorio messo su da Scafarto.

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I messaggi
Il militare si è sempre difeso affermando che si era trattato di un «errore» privo di «dolo». Tuttavia i pubblici ministeri gli hanno contestato uno scambio di sms con due suoi collaboratori. In particolare, Scafarto chiede di verificare quella intercettazione del 6 dicembre 2016. I due collaboratori rispondono che non è Romeo a pronunciare la frase incriminata («Renzi l'ultima volta che l'ho incontrato») ma Bocchino. Scafarto, così, chiede comunque una ulteriore verifica. Ma ancora una volta i due collaboratori confermano che quella frase è pronunciata da Bocchino e non dall'imprenditore. Secondo i pm di Roma, questo accertamento dimostra che Scafarto era venuto a conoscenza dell'errore e che, dunque, avrebbe dovuto modificare l'informativa. Invece l'atto finisce sulla scrivania dei pm di Roma il 9 gennaio, con una analisi di Scafarto che non avrebbe dovuto lasciare alcun dubbio sulle responsabilità di Tiziano Renzi: «Questa frase - scrive il militare - assume straordinario valore e consente di inchiodare alle sue responsabilità il Tiziano Renzi in quanto dimostra che effettivamente il Romeo ed il Renzi si sono incontrati, atteso che il Romeo ha sempre cercato di conoscere Matteo Renzi senza però riuscirvi».

L'interrogatorio di Marroni
Intanto nel pomeriggio di mercoledì si è svolto l'interrogatorio dell'ad di Consip Luigi Marroni. Il manager è il principale testimone nel filone d'indagine sulla presunta rivelazione del segreto d'ufficio imputata al ministro Luca Lotti, al comandante generale dell'Arma, Tullio Del Sette, e al comandante della Legione Toscana, Emanuele Saltalamacchia. Nel suo precedente interrogatorio, rilasciato ai pm di Napoli Henry John Woodcock e Celeste Carrano, Marroni aveva detto che he a luglio 2016 «Lotti mi informò che si trattava di un'indagine (quella su Consip, ndr) che era nata sul mio predecessore Casalino (Domenico, il quale risulta stretti rapporti con l'imprenditore Alfredo Romeo, ndr) e che riguardava anche l'imprenditore campano Romeo». Aggiunge che «ho fatto effettuare la bonifica del mio ufficio in quanto ho appreso in quattro differenti occasioni da Filippo Vannoni (presidente di Publiacqua, ndr), dal generale Emanuele Saltalamacchia (comandante Legione Toscana, ndr), dal Presidente di Consip Luigi Ferrara e da Luca Lotti di essere intercettato (...). Con il generale Saltalamacchia intercorre un rapporto di amicizia da diversi anni e anche lui mi disse che il mio telefono era sotto controllo, anche in questo caso l'informazione la ricevetti prima dell'estate 2016. (...) Luigi Ferrara mi ha notiziato di essere intercettato lui stesso e che anche la mia utenza era sotto controllo per averlo appreso direttamente dal Comandante Generale dei Carabinieri Tullio Del Sette; questa notizia l'ho appresa dal Ferrara non ricordo con precisione ma la notizia la colloco tra luglio e settembre 2016 e comunque non ad agosto in quanto ero in ferie».

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