l’inchiesta

Consip, verifiche sul verbale di Marroni al capitano dei carabinieri indagato

di Ivan Cimmarusti

(ANSA)

2' di lettura

Il cuore dell’informativa Consip - cinque capitolini che tirano in ballo Tiziano Renzi e il ministro Luca Lotti - finisce sotto accertamento dei magistrati della Procura della Repubblica di Roma. Il timore è che ci siano state «manipolazioni» per creare prove finalizzate a «incastrare» pezzi del Governo. Nel registro degli indagati figura, allo stato, solo il capitano dei carabinieri del Noe di Roma Gianpaolo Scafarto. Per il procuratore capo Giuseppe Pignatone, l’aggiunto Paolo Ielo e il sostituto Mario Palazzi, avrebbe falsificato due prove per associare il padre dell’ex premier ad Alfredo Romeo - l’imprenditore partenopeo arrestato a marzo scorso per corruzione - e creare ombre sul presunto coinvolgimento dei servizi segreti, falsamente impegnati nel controllare l'indagine Consip.

I cinque capitoli dell’informativa
La questione ora si complica. Perché il capitano Scafarto risulta l’autore dei cinque capitoli più delicati della maxi informativa n.246/557 depositata il 9 gennaio scorso, quelli che sollevano ombre non solo sul ruolo di Tiziano Renzi, ma anche sulla ipotizzata rivelazione del segreto d’ufficio imputata all'allora sottosegretario Luca Lotti, al comandante generale dell’Arma Tullio Del Sette e al comandante della Legione Toscana Emanuele Saltalamacchia. In particolare, il capitano del Noe si è occupato di redigere le seguenti parti: «Capitolo 12: I rapporti tra Alfredo Romeo, il Tiziano Renzi, attraverso il faccendiere toscano Carlo Russo e Marco Gasparri, in relazione alle commesse bandite da Consip e da altre stazioni appaltanti (pag.490)»; «Capitolo 13: I rapporti tra Alfredo Romeo e Daniela Becchini, Direttore Generale del patrimonio dell’Inps (pag. 586)»; «Capitolo 14: Ultime emergenze investigative sul conto di Luigi Marroni (ad di Consip) (pag.602)»; «Capitolo 15: Le ulteriori evidenze emerse nel corso dell'attività investigativa (pag.624)»; «Capitolo 16: La figura di Filippo Vannoni e i suoi rapporti con Luigi Marroni e con membri del “governo Renzi” (pag.630)»; «Capitolo 17: Le ultime emergenze: il presunto coinvolgimento di personaggi dei servizi segreti (pag.637)».

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I due verbali di Marroni
Le attenzioni ora sono sui due verbali rilasciati dall’amministratore delegato di Consip, Luigi Marroni, che ha ricostruito di essere venuto a conoscenza di una indagine sulla stessa Consip da Lotti, tanto da indurre i magistrati a iscrivere nel registro degli indagati il ministro. Leggendo i documenti si scopre che Marroni è ascoltato il 20 dicembre scorso negli uffici di Consip per due volte: alle 15:05 e alle 20:55. Ma ad attirare l’attenzione è soprattutto il colloquio delle 15:05, tenuto proprio dal capitano Scafarto assieme al maresciallo dei carabinieri Schito e al capitano della Guardia di finanza Sebastiano Di Giovanni. Già in quella prima audizione Marroni, incalzato nelle domande, rivela di aver saputo dell’esistenza delle indagini da Lotti. Al secondo verbale delle 20:55 partecipano anche i pm di Napoli Henry John Woodcock e Celeste Carrano, giunti a Roma per riascoltare quelle rivelazioni esplosive sul coinvolgimento dell’allora sottosegretario Luca Lotti.

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