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Consob, ok all’aumento Carige ma rilievi su modalità e ripercussioni

La Commissione ha preteso dalla banca di rendere noti chiarimenti in un comunicato stampa ad hoc e di specificare che il titolo potrebbe non tornare a Piazza Affari se alla fine della ricapitalizzazione il flottante si ridurrà sotto la soglia del 10% del capitale.

di Laura Serafini


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2' di lettura


La Consob ha dato via libera all'aumento di capitale da 700 milioni di euro di banca Carige. La disamina del prospetto informativo, però, non è stato un processo indolore: il collegio dell'Autorità ha mosso una serie di rilievi sulle modalità della ricapitalizzazione e sulle ripercussioni per i piccoli azionisti.

Assieme alla pubblicazione del prospetto, la Consob ha preteso dalla banca di rendere note in un comunicato stampa ad hoc (ex articolo 114 del Testo unico della finanza) chiarimenti su una serie di aspetti. In particolare, vanno spiegate le motivazioni che hanno portato a comprimere l'operazione di aumento in 15 giorni (la ricapitalizzazione parte il 4 dicembre per concludersi entro il 20 dello stesso mese) invece che nei 40 giorni canonici.

E questo perchè buona parte dell'aumento è risevato a nuovi soci (Fitd e Cassa centrale banca) che non hanno diritto di opzione. Diritto che invece mantengono i precedenti azionisti, ai quali è riservata una quota complessiva di 86 milioni dell'aumento (garantita dal Fondo interbancario) e che dovranno decidere in pochi giorni (nonostante un prospetto di centinaia di pagine) se sottoscrivere o meno.

E questo è un altro aspetto sul quale l'Autorità ha imposto alla banca di dare ampia pubblicità e chiarimenti nel comunicato: la probabilità, cioè, che alla fine della ricapitalizzazione il flottante (ovvero le azioni negoziate sul mercato) si riduca sotto la soglia del 10 per cento del capitale.

Carige dovrà rendere noto che la Borsa Italiana ha comunicato nei giorni scorsi che in tale evenienza non riammetterà i titoli a negoziazione. Questo significa che i piccoli soci (se non aderiranno in blocco alla ricapitalizzazione) si ritroveranno in mano titoli illiquidi che non possono rivendere sul mercato.

Altro punto sul quale torna a essere puntato il faro dell'Authority è la semestrale del 2018, nella quale l'allora management non svalutò e classificò crediti deteriorati posizioni definite dubbie dalla Bce per circa 200 milioni di euro. Nei giorni scorsi Consob aveva già chiesto ai commissari di Carige di affermare se quella semestrale fu redatta nel rispetto dei principi contabili.

I commissari hanno replicato di «non essere in condizione di affermare che la relazione sia stata determinata in conformità con i principi contabili di riferimento».


Nel frattempo il rappresentante comune degli azionisti di risparmio Carige, Michele Petrera, ha impugnato al tribunale di Genova la delibera dell'assemblea della banca ligure che il 20 settembre ha approvato l'aumento di capitale per 700 milioni di euro dell'istituto. L'impugnativa chiede l'annullamento o la dichiarazione d'inefficacia della delibera dell'assemblea, riservandosi di chiedere che il tribunale ne sospenda l'esecuzione.

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