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Consob, risparmio e spinta alle Ipo nel piano di Savona

di Antonio Criscione

(Imagoeconomica)

2' di lettura

Anticipare i fenomeni patologici sui mercati finanziari, anziché aspettare che si realizzino. Dare fiducia ai risparmiatori anche attraverso un’accelerazione dell’azione di vigilanza. Favorire l’innovazione tecnologica, senza sacrificare la tutela dell’investitore. Il piano strategico Consob per il triennio 2019-2021, il primo pubblicato sotto la presidenza di Paolo Savona, fa esplicitamente riferimento alla continuità rispetto alle linee varate per il triennio 2016-2018.

Un punto di sicura continuità è quello che riporta la volontà dell’authority per sostenere l’accesso delle imprese alla quotazione. Un compito che la Consob si prefigge di raggiungere anche rimuovendo gli ostacoli che attualmente le imprese trovano sulla strada della Borsa. Un passaggio importante riguarda la Governance delle società già quotate per «incrementarne l’attrattività per gli investitori soprattutto istituzionali». Tra le modalità concrete ipotizzate a questo fine passano anche innovazioni tecnologiche, come il direct listing.

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Gli operatori del mercato sicuramente guarderanno con favore al fatto che l’authority annunci un’applicazione delle norme sul market abuse, con l’aggiornamento delle Linee guida sulla gestione delle informazioni privilegiate, che «saranno adeguate, nel rispetto del principio di proporzionalità, per tener conto delle caratteristiche dimensionali e di attività di specifiche categorie di emittenti (Pmi, emittenti minibond, società di gestione di OICR quotati, piccoli emittenti bancari)».

Se il tema del momento nel mondo della Finanza è quello della sostenibilità, neanche la Consob poteva sottrarsi a questo trend. Molto importante è un annuncio contenuto nel piano d’azione: a giugno infatti ci saranno delle «modifiche alle linee guida della Commissione Europea previste per il giugno 2019 volte a standardizzare le Dichiarazioni non finanziarie per rendere il contenuto delle stesse più confrontabile». Uno degli elementi più rilevanti del dibattito sulle informazioni non finanziarie è stato proprio quello sulla scarsa confrontabilità delle dichiarazioni.

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La standardizzazione delle informazioni è un tema che torna in tutta la sezione dedicata alla tutela del risparmio e degli investitori. Dove ampia importanza è data al tema di un «approccio proattivo sulla vigilanza sulla correttezza della condotta degli intermediari». In particolare sotto il tiro il «fenomeno del self-placement e delle correlate conseguenze in termini di rischio di concentrazione dei portafogli della clientela». Molti dei risparmiatori truffati dalle banche sono stati interessati proprio da fenomeni di questo tipo. Per i risparmiatori invece è previsto un potenziamento delle iniziative di educazione finanziaria.

Infine il piano prevede un potenziamento dell’Arbitro per le controversie finanziarie, che viene collegato ancora più strettamente all’azione di vigilanza della Consob, visto che si sottolinea come «dati e le informazioni, anche in forma aggregata, risultanti dall'attività dell'Arbitro, sono utilizzabili anche per le azioni di vigilanza».

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