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Consob, vigilanza a tutto campo «con mezzi limitati»

Forte attività di prevenzione. Nel 2019 ricevuti 2.838 esposti (in linea con quanto avvenuto nel 2018, quando erano stati 2.866). Abusi di mercato: 398 segnalazioni di operazioni sospette (358 nel 2018). Negli ultimi undici mesi oscurati 218 siti internet

di Antonio Criscione

(IMAGOECONOMICA)

4' di lettura

Vigilanza a tutto campo quella della Consob, anche se nella relazione al Mercato il presidente Paolo Savona ha lamentato una sproporzione di mezzi a disposizione delle authority, a favore di quelle bancarie. L'attività di supervisione va dai controlli sulle informazioni ai risparmiatori (un'attività nuova resa possibile dalle tecnologie informatiche) ai siti truffaldini su Internet, dagli abusi di mercato alla correttezza dei comportamenti degli intermediari. In tutte queste attività il motto della Consob sembra essere: prevenire è meglio che reprimere. In materia di sanzioni la Consob ha sempre preferito un approccio per il quale il “successo” dell'azione di repressione dei comportamenti illeciti per la cui repressione è competente, non si misurasse sul numero di sanzioni inflitte. Anzi il successo è piuttosto visto nella correttezza dei comportamenti diffusi. Oltretutto nella relazione per il 2019 la Consob prende atto anche del fatto che è venuto meno il controllo diretto sui consulenti finanziari, fatto che inevitabilmente riduce il numero delle sanzioni inflitte e dei soggetti controllati.

La vigilanza sull'informazione ai risparmiatori

Una novità importante resa possibile dalla tecnologia è rappresentata dal controllo sulle informazioni ai risparmiatori, fornite dagli intermediari finanziari. Per questo l'autorità guidata da Paolo Savona ha messo in campo strumenti di intelligenza artificiale. Si tratta di un passaggio fondamentale per i risparmiatori, perché in pratica tutti gli strumenti informativi (i kids, le schede che accompagnano i prodotti di investimento) sono passati al setaccio. Dal 2020 è in uso un prototipo per l'automazione dell'estrazione e dell'analisi delle informazioni contenute nei KIDs dei PRIIPs (i prodotti di investimento “preassemblati”, in pratica quasi tutti). E la Consob annuncia che il prototipo verrà affiancato da nuovi sistemi per l'automazione delle analisi delle informazioni basati anche sull'utilizzo di tecniche di machine learning. Questa attività rientra nel piano di vigilanza sulla correttezza delle informazioni pubblicate o ricevute, con riferimento sia all'adempimento degli obblighi di trasparenza pre- e post-negoziazione sia alla tempestività e alla correttezza del transaction reporting. L'authority informa che sono stati messi a punto modelli di vigilanza più sofisticati, basati anche sull'utilizzo di nuovi strumenti informatici per l'estrazione e l'analisi delle segnalazioni quotidianamente ricevute da intermediari italiani (in media circa 650 mila) e dalle omologhe Autorità dell'UE (in media circa 1,7 milioni). Sono state condotte circa 190 tipologie di test di tipo sia tecnico (errori di tipo semantico) sia analitico (errori di contenuto) sui dati del transaction reporting e dei flussi anagrafici. Attività che ha portato all'identificazione di potenziali anomalie nei flussi informativi provenienti da oltre 30 intermediari e 15 autorità europee.

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La vigilanza sui siti abusivi

Un'attività importante è quella della repressione dei siti abusivi, non autorizzati a proporre investimenti ai cittadini e che spesso sono il veicolo di pesanti truffe. Nel corso dell'anno passato i poteri della Consob si sono ampiati e così anche gli strumenti per interventire. E per questo negli ultimi undici mesi la Consob ha oscurato 218 siti internet in base al cosiddetto “potere di oscuramento”, cioè la possibilità di ordinare ai fornitori di servizi di connettività a internet la rimozione delle iniziative di chiunque in Italia offra servizi di investimento senza esservi abilitato. È quanto emerge dalle slide di presentazione delle attività della Commissione nel 2019. In questo caso, il dato sui siti oscurati è aggiornato a fine maggio 2020. Limitando l'analisi allo scorso anno, Consob ha avviato 380 istruttorie (208 nel 2018) su ipotesi di abusivismo per violazione delle disposizioni in materia di emittenti (offerta al pubblico di prodotti finanziari in assenza di pubblicazione del prospetto) e di intermediari (prestazione abusiva di servizi di investimento). Le istruttorie si sono avvalse anche delle evidenze raccolte nell'ambito dell'attività di accertamento svolta dall'Istituto, che ha comportato in tutto 427 verifiche su 846 siti web. I provvedimenti adottati a seguito delle istruttorie sono stati 426 (a fronte di 271 nel 2018). In particolare, tra luglio e dicembre 2019, la Commissione ha esercitato il potere di oscuramento su 117 siti web, già oggetto del provvedimento di cessazione, per aver offerto servizi di investimento senza la prescritta autorizzazione.


Gli esposti dei risparmiatori

Nel corso del 2019, la Consob ha ricevuto 2.838 esposti (in linea con quanto avvenuto nel 2018, quando erano stati 2.866). Gli esposti, effettuati in prevalenza da residenti nelle regioni settentrionali, si riferiscono soprattutto a banche, imprese di investimento senza succursale e soggetti non autorizzati coinvolti in istruttorie di abusivismo. Gli esposti, inoltre, riguardano anomalie nei servizi d'investimento e ipotesi di abusivismo rispettivamente in circa il 46% e il 28% dei casi, mentre risulta “sensibilmente ridimensionato” il numero di segnalazioni relative a consulenti finanziari abilitati all'offerta fuori sede (come detto di questi ultimi ora si occupa l'Organismo di vigilanza e tenuta dell'albo unico dei consulenti finanziari).

La vigilanza sugli abusi di mercato

In tema di abusi di mercato sono, nel corso del 2019 sono arrivate alla Consob in totale 398 segnalazioni di operazioni sospette (358 nel 2018). In gran parte (276) sono state trasmesse da soggetti italiani, obbligati ai sensi del Regolamento europeo sugli abusi di mercato, 100 da omologhe autorità estere, principalmente la Fca britannica, e 22 da altre fonti (investitori qualificati, emittenti, collegi sindacali). La Consob a sua volta ha trasmesso ad omologhe autorità estere 29 segnalazioni ricevute da soggetti italiani relative a condotte sospette verificatesi su mercati esteri (di queste, 20 all'Esma e nove ad altre autorità, soprattutto la Sec statunitense). In linea con il 2018, le segnalazioni ricevute hanno riguardato condotte riconducibili in prima analisi soprattutto all'abuso di informazioni privilegiate (57% dei casi) e ipotesi di manipolazione operativa (34%). In linea con gli ultimi anni, gli strumenti finanziari oggetto di segnalazione sono stati in prevalenza azioni (70%), seguiti da obbligazioni (16%) e derivati (9%). Il numero di sanzioni conseguente a questa attività è relativamente ridotto, oltre ad alcuni casi trasmessi all'autorità giudiziaria, sono stati avviati procedimenti sanzionatori amministrativi per abusi di mercato nei confronti di 18 persone fisiche, due enti per responsabilità solidale e quattro enti, sia per responsabilità solidale sia per responsabilità in proprio. Inoltre sono state inviate 420 richieste di notizie, dati e documenti in materia di abusi di mercato: le richieste hanno coinvolto intermediari autorizzati, soggetti privati e pubbliche amministrazioni rispettivamente in 165, 109 e 102 casi; le richieste sono state indirizzate ad autorità estere in 21 casi ed effettuate per conto di tali autorità in 17 casi.

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