Il brevetto

Serafino Consoli senza competitor con il gioiello multi-taglia

di Silvia Pieraccini

Anello multi-taglia in oro rosa e diamanti

2' di lettura

Ora che le vendite gli hanno dato ragione Ivan Consoli, erede del marchio Serafino Consoli fondato dal padre nel 1959, può esultare per la svolta compiuta: «In questa direzione non abbiamo competitor».

La direzione è quella imboccata col sistema meccanico, inventato dallo stesso Ivan, che permette di trasformare un anello da bambina in oro e pietre preziose, adattandolo al dito della mamma o della nonna senza cambiarne l’estetica. E senza usare molle e mollettine, come fanno altri. Si crea così un gioiello multi-taglia che segue le persone nel tempo, frutto di dieci anni di ricerca e protetto da un brevetto internazionale dell’azienda lombarda che esporta il 90% del fatturato, e che vuole caratterizzarsi sempre più per l’innovazione.

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«All’estero questo valore viene recepito grazie al made in Italy - dice Consoli che ha chiamato la societàThat’s Wow proprio per sottolineare la missione di sorprendere, senza fare “copia e incolla” di prodotti esistenti. «Noi facciamo solo invenzioni – precisa – non farò mai cose che fanno gli altri». Anche la decisione di costruire lo stabilimento a Grumello del Monte, paese di ottomila abitanti in provincia di Bergamo, va nella direzione di distinguersi da chi ha sede nei grandi centri.

Se nel 2020 segnato dal Covid i ricavi sono scesi (solo) del 4%, quest’anno That’s Wow prevede di crescere del 50% passando da 4,3 a circa 7 milioni di euro. In agosto gli ordini sono stati bloccati, perché la produzione - che viene fatta da un laboratorio esterno a Valenza - non era in grado di far fronte alla domanda. A trainare sono stati soprattutto i mercati nordeuropei e, in parte, gli Stati Uniti (che pesano meno del 10%).

«Nel 2022 vogliamo continuare a crescere – aggiunge Consoli - cercando di consolidare il Nord Europa e di sviluppare gli Usa». Ma prima di fare altri passi, l’imprenditore che guida l’azienda con la sorella Raffaella vuol affinare le tecnologie e sviluppare la parte produttiva. L’apertura di negozi monomarca non è tra i progetti. «Non seguiamo il mercato, vogliamo essere noi a proporre - precisa Consoli che predilige oro, diamanti e zaffiri -. La sostenibilità? Non utilizziamo metalli strani, i diamanti sono tutti certificati, non usiamo plastiche ma solo packaging naturali», afferma.

L’oscillazione del prezzo dell’oro che ha caratterizzato il mercato negli ultimi anni non ha ostacolato l’attività: «Piuttosto ci ha aiutato a posizionarci ancora più in alto, anche se di strada ne vogliamo fare ancora». Una strada da percorrere stimolando i collaboratori e puntando sul lavoro di squadra e sulla filiera corta. «So che cercheranno di copiare i nostri brevetti – conclude Consoli – ma questo significa che stiamo andando nella giusta direzione».

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