PRIMI BILANCI

Consorzio Asiago Dop: cresce nel 2020 nonostante Covid, ma teme i dazi Usa

I consumi sono in aumento soprattutto sul mercato domestico, ma anche l'export ha chiuso un buon 2019 e confermato il trend nei primi 4 mesi dell’anno

di Giambattista Marchetto

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Asiago Dop

I consumi sono in aumento soprattutto sul mercato domestico, ma anche l'export ha chiuso un buon 2019 e confermato il trend nei primi 4 mesi dell’anno


2' di lettura

La crisi Covid19 non ha intaccato la crescita sul mercato dell'Asiago Dop e anche il post si annuncia con il segno positivo. «Non ci attendiamo incrementi poderosi – chiarisce il presidente del Consorzio di tutela Fiorenzo Rigoni – ma il 2020 dovrebbe chiudersi con un buon 3-4% in miglioramento rispetto al 2019, che già è stato un anno buono. Il periodo del lockdown ha portato a un incremento dei consumi di qualità e i prodotti Dop ne hanno goduto». Anche per questo la vera preoccupazione, ora, è lo spettro dei dazi ipotizzati da Trump anche sul made in Italy.

Un 2019 in positivo, in controtendenza

Il Consorzio ha infatti appena chiuso il bilancio 2019 – l'anno del quarantennale - registrando una produzione totale di 1.559.039 forme, con giacenze al minimo, registrando un incremento dei consumi in Italia del +1,6% a volume e del +4,9% a valore, in controtendenza rispetto al calo delle vendite nazionali dei formaggi semiduri. «Il risultato positivo premia il piano di valorizzazione della produzione Asiago Dop e delle sue qualità distintive – rimarcano dal Consorzio -. Proprio questi elementi sono oggi il punto di partenza del nuovo disciplinare di produzione che nasce da una ferma scelta di tutta la compagine sociale di percorre la strada di una decisa innovazione e valorizzazione del legame tra prodotto e territorio. Seguendo un percorso virtuoso che andrà dalla scelta di non utilizzare nell'alimentazione delle bovine materie prime esogene come il cotone, all'eliminazione dell'utilizzo del lisozima, il nuovo disciplinare di produzione sarà sempre più rispettoso dei cicli naturali e del legame con le origini». Scelte orientate alla sostenibilità e a cogliere gli stimoli che vengono dalle scelte del consumatore. A conferma della strada intrapresa, i soci hanno votato all'unanimità la scelta d'aderire alla valutazione volontaria sul benessere animale CReNBA (Centro di Referenza Nazionale per il Benessere Animale).

Export strategico, in Messico aumento del 300%

I consumi sono in crescita soprattutto sul mercato domestico, ma anche l'internazionale ha chiuso un buon 2019 confermato dai primi 4 mesi del 2020. Grazie all'intensa attività del Consorzio all'estero, Stati Uniti , Svizzera e Francia sono oggi i tre paesi a maggiore diffusione dell'Asiago Dop. «Solo in Usa e Canada il nostro prodotto ha segnato un aumento del +16,8% a volume rispetto al 2018 – evidenziano quelli del consorzio – . Contemporaneamente l'azione di tutela attiva e di promozione internazionale inizia a portare risultati su nuovi mercati, come il Messico che ha visto un aumento della diffusione del prodotto del 300% a volume e un +352% a valore». Se dunque le aspettative sono positive nonostante l'impatto ancora non sopito del Covid19, la vera preoccupazione sono i dazi statunitensi. «Abbiamo la spada di Damocle di una possibile imposizione di dazi al 100% da parte del governo americano– conclude Rigoni –. Siamo sul chi va là, perché gli Stati uniti sono uno dei mercati più interessanti, con incrementi notevoli anche nel 2019. Nel frattempo è cambiato il mondo e stiamo cercando di aggredire nuovi mercati, concentrandoci sulla qualità garantita dalla Dop come biglietto da visita».

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