Italia

Consulenti finanziari a misura di risparmiatore

di Carla Rabitti Bedogni

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(Fotolia)


3' di lettura

Il consulente finanziario è un professionista che assiste il cliente nel settore degli investimenti finanziari e delle scelte assicurative e previdenziali.

Nel mercato finanziario si scambiano prodotti complessi e lo stesso mercato è eccessivamente regolato da norme complicate. È evidente che per una protezione efficace del risparmiatore-investitore è necessario qualcosa in più delle regole e della stessa vigilanza. Il servizio di consulenza finanziaria può servire proprio a questo.

La direttiva Mifid II (2014/65/Ue), che entrerà in vigore a partire dal 3 gennaio 2018, ha valorizzato il servizio di consulenza finanziaria e lo ha reso come quasi essenziale nell’offerta dei servizi di investimento ai risparmiatori retail.

Oggi, infatti, la consulenza è un servizio centrale delle modalità distributive dei prodotti finanziari confermando la validità dei modelli di business già da tempo adottati dall’industria italiana.

L’obiettivo delle norme che disciplinano la consulenza finanziaria è la tutela degli investitori partendo dalla consapevolezza dei rischi del “fai da te”. In tal senso, le numerose regole di comportamento previste per la prestazione del servizio di consulenza nell’ambito di Mifid II è coerente con il nuovo assetto del mercato che ha fatto emergere specifiche esigenze di tutela.

Sono state quindi emanate regole più sofisticate per rendere questo servizio più congeniale rispetto alle nuove esigenze dei risparmiatori. La professionalità del consulente finanziario, proprio perché definisce le scelte d’investimento in ragione dell’orizzonte temporale, del profilo di rischio, dell’adeguatezza delle soluzioni alle caratteristiche e ai bisogni del cliente assume una fondamentale importanza.

Le esigenze che spingono gli investitori a rivolgersi a un consulente di fiducia sono: la pianificazione finanziaria di lungo periodo e la protezione del patrimonio.

Il consulente finanziario, per poter assolvere alla sua funzione, deve conoscere a tutto tondo il proprio interlocutore e “prendersene cura”: solo dopo aver valutato la sua situazione complessiva (personale, familiare, professionale, finanziaria, patrimoniale) può successivamente pianificare le scelte adeguate rispetto agli obiettivi che si intendono realizzare.

Il consulente crea con il cliente una relazione duratura nel tempo così lo potrà aiutare nel monitorare gli investimenti e eventualmente consigliare modifiche necessarie in caso di mutate condizioni (del mercato, dell’investitore e della sua famiglia); in questo modo egli aiuta il risparmiatore a comprendere al meglio la relazione tra rischio e investimento, che può variare nel tempo, salvaguardando sempre i suoi interessi e consentendogli di fare scelte di investimento consapevoli.

Il valore aggiunto che può apportare il servizio prestato dal consulente finanziario sta proprio nella sua preparazione qualificata e professionale. Fiducia e competenza sono entrambi elementi rilevanti e devono viaggiare di pari passo. La fiducia è inoltre intimamente collegata:

a)alle specifiche caratteristiche personali e abilità del consulente,

b)alla professionalità anche suffragata dalla certificazione delle competenze dell’esperto.

Questo significa che il consulente di oggi deve possedere in egual misura skill relazionali e competenze tecniche specialistiche. Nella storia dell’evoluzione dei consulenti, spesso ha prevalso l’una o l’altra capacità; oggi invece devono essere presenti entrambe in misura rilevante.

Il consulente finanziario, che gode della fiducia del cliente, lo aiuta a far emergere i suoi bisogni reali e a ridurre i comportamenti irrazionali.

L’investitore italiano, infatti, è ancora contraddistinto da una scarsa alfabetizzazione finanziaria rispetto alla media europea e il suo basso livello di conoscenza e cultura finanziaria, senza la guida di un professionista, influenza inevitabilmente le sue scelte e quelle della sua famiglia.

Possono essere diversi i canali grazie ai quali si entra in contatto con un consulente finanziario (abilitato all’offerta fuori sede e autonomo): referenze di familiari o amici, la banca di proprio riferimento, una pubblicità...

È fondamentale innanzitutto controllare che sia iscritto all’albo unico dei consulenti finanziari tenuto da Ocf che sarà suddiviso in tre sezioni (dei consulenti finanziari abilitati all’offerta fuori sede, dei consulenti autonomi e delle società di consulenza); questa è condizione necessaria per esercitare legittimamente l’attività.

Tutti i consulenti finanziari iscritti all’albo unico devono superare una prova valutativa molto selettiva o dimostrare di possedere una esperienza professionale rilevante, e sono soggetti alla verifica e al monitoraggio dei requisiti di professionalità e onorabilità. Ocf vigila sull’attività dei consulenti finanziari.

Infine, il consulente nell’accudire il cliente in modo ampio e strutturale attraverso un percorso informativo-valutativo condiviso svolge anche una importante funzione di educazione finanziaria per cui è stato creato ed opera il Comitato per la programmazione e il coordinamento delle attività di educazione finanziaria di cui Ocf (Organismo di vigilanza e tenuta dell’albo unico dei consulenti finanziari) è componente.

(Carla Rabitti Bedogni è presidente dell’organismo di vigilanza e tenuta dell’albo unico dei Consulenti finanziari – Ocf e componente del Comitato per la programmazione e il coordinamento delle attività di educazione finanziaria)

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