I dati

Consulenza a due velocità, ora il barometro volge al bello

di Chiara Bussi

2' di lettura

Una galassia molto variegata di circa 24mila società che ha chiuso il 2020 a due velocità. Così il settore della consulenza d’impresa ha archiviato l’anno della pandemia. Ma il 2021 promette bene con una crescita dell’8,5% e nel 2022 è attesa un’accelerazione del 9,7 per cento.

Secondo l’Osservatorio di Assoconsult lo scorso anno il fatturato complessivo è arretrato del 4,2% a 4,6 miliardi. Ma come sempre il dato medio nasconde numerose sfumature. Così i big con oltre 50 addetti hanno visto crescere i ricavi del 3,5% mentre hanno sofferto le società di minori dimensioni: il calo è stato del 3,8% per quelle di taglia media (fino a 49 addetti, pari all’1,9% del totale) e a doppia cifra per le piccole (-15,6%) e le micro-società di consulenza (-19,5%) fino a due addetti che sono anche le più numerose (l’87% del totale). «La differenza così marcata - sottolinea il presidente di Assoconsult, Marco Valerio Morelli - è legata ai clienti di riferimento e alla tipologia di consulenza: le grandi società affiancano in prevalenza grandi società di servizi che avuto un impatto minore dalla situazione di emergenza, anzi, in alcuni casi hanno accelerato la loro domanda di consulenza. Molte realtà di minori dimensioni sono invece focalizzate su una clientela di Pmi manifatturiere che hanno subito i contraccolpi della pandemia». Non solo. «Le grandi - aggiunge Morelli - presentano un’offerta molto variegata di servizi a supporto della trasformazione digitale, molto richiesta durante l’emergenza, mentre molte “piccole” sono più focalizzate su attività tradizionali. Tra queste chi ha invece puntato su un’offerta innovativa è riuscito a viaggiare controcorrente e a chiudere l’anno in crescita». Proprio le tecnologie, insieme alla strategia, sono le aree che hanno dato maggiore soddisfazione. La prima, che è anche la principale in valore, ha registrato un aumento del fatturato del 5,8% a quota 926 milioni, mentre la seconda ha segnato +2,7% a 667 milioni. «Il 2021 - spiega Morelli - è partito bene. Le nostre società stanno aiutando i clienti a pianificare la nuova normalità. L’innovazione, il green e la sostenibilità saranno le direttrici della crescita». Il settore, fa notare Morelli, «avrà inoltre un ruolo determinante per aiutare le imprese più piccole a integrarsi nella filiera». Anche il divario tra le classi dimensionali dovrebbe ridursi, con una crescita stimata tra il 7 e il 9% per le grandi, uno scatto del 13,7% per le piccole e del 9,3% per le micro società.

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Il trend positivo proseguirà anche nel 2022 con un balzo del 10,5% per le grandi e dell’8,6% per le medio-piccole grazie alle ricadute positive dei progetti legati all’attuazione del Pnrr.

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