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Consulenza, giro d’affari in crescita. Faro sulle opportunità del Pnrr

di Andrea Biondi

2' di lettura

Quello della consulenza manageriale è «un settore in forte crescita». Ci sono però «ancora ampi margini di miglioramento, visto che il livello dei prezzi in Italia è strutturalmente più basso di altri grandi Paesi europei. Penso a Francia, Germania e Uk. Ma soprattutto nel pubblico esistono ampi margini di miglioramento e profittabilità».

Marco Valerio Morelli, ad di Mercer Italia, si appresta a chiudere il suo mandato di presidente Assoconsult, carica che ha ricoperto fra 2018 e 2022. Il prossimo presidente, che sarà nominato con l’assemblea di domani, si troverà a quidare un settore fatto da società che, anche in questi anni di emergenza legata al Covid, hanno saputo non solo districarsi sul mercato, ma addirittura crescere. I dati dell’Osservatorio del Management Consulting, realizzato da Assoconsult in collaborazione con l’Università di Roma Tor Vergata, segnalano per il 2021 un fatturato aumentato del 10,9%, rimbalzando in modo sostanziale dopo la prima fase di pandemia da Covid 19, arrivando ora a superare un valore aggregato stimato di 5,1 miliardi. Per il 2022 ci si attende un ulteriore +11,4 per cento. Il traino più forte è arrivato dai big del settore, per i quali il 2021 si è concluso con +10,2% seguito al +3,5% del 2020. Ripresa (+12,2%) anche per le medie società di consulenza, dopo però una perdita del 3,8% nel 2020. Quanto alle piccole e micro società di consulenza sono cresciute rispettivamente del 10% e del 13,1%: una crescita sostenuta che però non è riuscita a coprire il calo 2020 (rispettivamente del -15,6% e del -19,5%).

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Nei fatti quello della consulenza è un settore polarizzato: le micro società, con meno di 3 addetti, sono quasi 21.500. Dal 2010 sono scese dal 30% a meno del 16% del fatturato del settore. Le grandi società (oltre 50 addetti) sono 36 e dal 2010 sono salite dal 41% al 60% del fatturato del settore. «È anche vero – puntualizza Morelli – che il 2021 ha rappresentato un anno di crescita per tutti. E questo è positivo, come va sottolineato un altro nostro punto di forza che sta nell’abbinamento fra crescita del fatturato e sviluppo di occupazione altamente qualificata. Nel 2021 abbiamo occupato quasi 46mila professionisti laureati: +10,3%». Tutto questo in un quadro in cui il management Consulting nel 2021 ha occupato oltre 52mila persone, con all’interno circa 45.900 professional. Rispetto al 2010 l’occupazione dei professional è cresciuta ad un tasso medio del 5,4%, allineata all’incremento medio del fatturato. I big hanno aumentato del 9,6% ogni anno, mentre le altre società sono cresciute a tassi medi annui tra il 2,4% e il 5%.

UN SETTORE POLARIZZATO
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«Intorno al 30% del management apicale delle aziende quotate ha avuto un’esperienza in consulenza. Vuol dire che di fatto noi siamo scuola di leadership e creiamo valore», chiosa il presidente uscente Morelli che invita ora a non sprecare l’occasione d’oro del Pnrr: «Servono capacità e persone fortemente motivate e skillate. Il Pnrr si basa anche su misurazioni dei risultati fondamentali per il rispetto delle milestones. Quindi servono competenze, metodo e la possibilità di fare benchmarking che la consulenza è in grado di assicurare. Ecco i punti di forza sui quali il settore può e dovrà dare il suo contributo».

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