Corte costituzionale

Consulta, in Parlamento si riapre la partita per eleggere il giudice mancante

di Marta Paris

(LAPRESSE)

2' di lettura

Si riapre oggi la partita per eleggere il giudice “mancante” della Corte costituzionale. Alle 14 il Parlamento si riunirà in seduta comune come deciso la scorsa settimana dalla capiguruppo di Montecitorio, dopo il richiamo alle Camere del capo dello Stato. Dovrà essere sostituito Giuseppe Frigo, eletto nel 2008 in quota Forza Italia, che ha lasciato in anticipo per motivi di salute all’inizio di novembre. Una vacatio che dura ormai da sei mesi con un Consulta che ha dovuto procedere a ranghi ridotti - 14 componenti su 15 - questioni importanti come quella sull’Italicum. E molti in Parlamento già pensano che la posta in gioco possa essere utile per avvicinare le posizioni di Silvio Berlusconi sulla legge elettorale. Anche se gli azzurri si trincerano dietro un no comment su possibili candidature di “area”.

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Quella di oggi pomeriggio sarà la seconda votazione dopo quella dell’11 gennaio scorso che si era conclusa con una fumata nera per la decisione del Pd,il partito con il maggior numero di grandi elettori (attualmente dopo la scissione di Mdp 382) di votare scheda bianca. Un nulla di fatto destinato a ripetersi probabilmente per la seconda volta. Si procede a scrutinio segreto e il quorum resta ancora alto, i due terzi dei componenti l’assemblea (634 voti) previsto dalla legge costituzionale 2/1967 per i primi tre scrutini. Oltre il terzo si scende ai tre quinti (570).

E proprio questo sembra essere lo spartiacque per entrare nel vivo delle intese. «Inutile fare nomi ora, le prime tre votazioni hanno un quorum troppo alto. Convenzionalmente si sa che sono passaggi da superare rapidamente per arrivare a una votazione utile», spiega il senatore azzurro e vicepresidente del Senato, Maurizio Gasparri. Step dunque formali per arrivare a una maggioranza più abbordabile, tanto che al momento non ci sono state ancora particolari consultazioni. «Poi vedremo di mettere in campo dei nomi – aggiunge Gasparri – certo sarebbe logico attingere a un’area culturale giuridica accademica di centrodestra».

Si procede a scrutinio segreto e il quorum resta ancora alto, i due terzi dei componenti l’assemblea (634 voti) previsto dalla legge costituzionale 2/1967 per i primi tre scrutini. Oltre il terzo si scende ai tre quinti (570)

Il precedente

Sei mesi sono già trascorsi e la partita potrebbe essere più complicata del previsto. Basti pensare che l’ultima volta c’è voluto più di un anno e mezzo e 31 scrutini andati a vuoto con la Corte costituzionale costretta a lavorare senza plenum. Allora, era dicembre 2015, il Parlamento aveva eletto i tre candidati frutto dell'accordo tra Pd, M5s e centristi su una terna di giuristi, Augusto Barbera, Franco Modugno e Giulio Prosperetti, indicati rispettivamente da Dem, pentastellati e centristi. Con Fi tagliata fuori dagli accordi istituzionali sulle elezioni degli organi costituzionali per la prima volta dal 1994. Ora con l’uscita anticipata di Giuseppe Frigo per il centrodestra si potrebbero riaprire i giochi.

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