prima I partiti

Consultazioni al Quirinale, si riparte giovedì

di Nicola Barone

(AFP)

3' di lettura

Il Quirinale ha convocato il secondo giro di consultazioni per giovedì e venerdì prossimi. In questa circostanza partirà con i partiti a cui seguiranno le alte cariche istituzionali. Giovedì chiuderanno la giornata di consultazioni sempre i 5 stelle, mentre il centrodestra unito rimarrà nella casella già assegnata alla Lega al primo giro.

Tra Di Maio e Salvini è ancora, al momento, muro contro muro sull’ipotesi di dar vita a un esecutivo insieme. «Noi siamo impegnati a scrivere un contratto di governo», dice oggi il capo politico del M5S dal Molise. «Ma capisco che ci sono delle dinamiche interne alla coalizione di centrodestra e del Pd. Avremo bisogno di tempo per vedere l'evoluzione all'interno delle altre forze». Oggi alla Camera la supercommissione per le urgenze e nel pomeriggio è anche in agenda l'assemblea dei gruppi parlamentari del Pd.

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Di Maio: Cdp può diventare banca pubblica per investimenti
Ciò che tiene a sottolineare Di Maio come unica condizione è che è «finita l'epoca dei governi fatti per tirare a campare». O, detto in altri termini, bene Palazzo Chigi ma solo e soltanto «con una compagine che possa cambiare le cose». Ben diverso sarebbe il risultato in caso si dia vita a una pura sommatoria di anime diverse, pur di superare lo stallo. «Se facessimo un governo Di Maio-Salvini-Berlusconi-Meloni sarebbe per sederci su una poltrona senza fare nulla, nell'immobilismo. Io gliel'ho detto a Salvini: vuoi che ci mettiamo al lavoro e aboliamo la legge Fornero o vuoi stare con Berlusconi?». Anche di economia parla il leader penstastellato, con un occhio alle partite che aspettano l’esecutivo. «Cassa depositi e prestiti è una megabanca, da lì può nascere quel soggetto che faccia investimenti e fornisca alle imprese l'accesso al credito a tassi moderati». Così del resto delle riforme a cui il Movimento sta pensando. «All'estero gli investitori mi dicono che la questione non è la tassazione in Italia ma i tempi dei contenziosi. Quando noi parliamo di riforma di giustizia parliamo di soldi da mettere nel settore per far procedere il contenzioso».

Governo, scintille tra Di Maio e Salvini

Salvini: Di Maio? Se mi chiama rispondo
Alle consultazioni con il Capo dello Stato il centrodestra andrà compatto, come assicura Matteo Salvini presente alla cerimonia per il centosessantaseiesimo anno della Fondazione della polizia di Stato. Finita la cerimonia, il segretario leghista, giubbotto verde e cravatta, è stato preso dai cronisti ma ha evitato di rispondere su temi politici. Di Maio? «Se mi chiama rispondo, è buona educazione», l’unica battuta.

Martina in campo «per costruire una squadra»
Per il segretario “reggente” dei dem Maurizio Martina si avvicina il momento chiave dell’Assemblea che dovrà tratteggiare il futuro prossimo dopo le dimissioni di Renzi, partendo proprio dalla questione della guida del partito. «Mi sono candidato a segretario convinto che non sia un impegno che posso esaurire da solo, credo nella costruzione di una squadra, un gruppo, una collegialità. Non servono conte e divisioni, il 21 aprile sarà un passaggio di unità per ricostruire il progetto democratico, girando i territori. Non credo mai che queste esperienze possano essere sulle spalle solo di un leader», annota Martina. Stamani non ha escluso un suo impegno diretto Debora Serracchiani, che secondo diversi retroscena è data come un altro nome sicuro per la corsa alla segreteria. «Quando ci saranno le primarie farò una valutazione molto attenta della possibilità di essere tra le persone che si candidano a cambiare il Partito democratico, ritrovare un'identità che evidentemente abbiamo smarrito, dei valori che ci tengano insieme, ragionare di nuovo con chi ha pensato di uscire dal Partito democratico».

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