l’esperimento di coop

Consumi, etica e sostenibilità nel carrello degli italiani. Ma il prezzo resta cruciale

di Giovanna Mancini


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2' di lettura

Non solo buone intenzioni: gli italiani si dimostrano sempre più consapevoli che le proprie scelte d’acquisto possono avere importanti effetti per il futuro della sulla società e dell’ambiente e sono disposti a spendere di più per comperare prodotti rispettosi di valori etici ed ecologici. Magari non tutti i giorni, ma lo fanno.

Lo dimostrano non soltanto le risposte agli oltre 2mila questionari che Coop Italia ha distribuito in 37 punti vendita in occasione del Cash Mob etico che si è svolto a metà maggio. La conferma di questa crescente sensibilità dei consumatori italiani è anche nei fatti: in occasione del Cash Mob, infatti, Coop Italia ha riallestito 22 dei 37 punti vendita coinvolti nell’iniziativa, realizzando un lay out che mettesse in evidenza i prodotti di qualità superiore, le linee di fascia Premium, quelle di filiera, quelle certificate, biologiche e del commercio equo solidale. Ebbene, le vendite dei prodotti che rispondono ai requisiti di sostenibilità ambientale, economica e sociale sono aumentate del 17,6% rispetto allo stesso giorno della settimana successiva.

Un dato particolarmente interessante, spiegano da Coop, perché dimostra «l’innesco di un effetto sostituzione: le persone hanno acquistato i prodotti responsabili “in sostituzione” di quelli convenzionali e non “in aggiunta a”». E questo lascerebbe pensare che questi consumatori potrebbero, in futuro, cambiare le loro scelte di acquisto in favore dei prodotti sostenibili. Ovviamento il fattore prezzo non è indifferente: gli intervistati mettono in evidenza anche le difficoltà economiche necessarie per essere coerenti con questo comportamenti d’acquisto.

CONSUMATORI RESPONSABILI

Da qui la definizione «Vorrei ma non sempre posso» proposta da Coop Italia, che rileva in sotanza «una propensione potenziale a pagare un prezzo maggiore a fronte di qualità aggiunte al prodotto» da parte degli italiani, con il 54,4% del campione disposto a spendere di più per prodotti di qualità e punte che sfiorano il 60%quando al prodotto si associa alla tutela dei diritti umani dei dipendenti. Il 57,5% accetta un prezzo maggiorato se le materie prime sono unicamente italiane, il 55,9% se l’impresa produttrice è radicata sul territorio.

Superano il 50% anche i consumatori interessati alle indicazioni «prodotto rispettoso dell’ambiente», «con materie certificate», «con informazioni chiare e numerose», «in grado di indicare tutti i passaggi della filiera».

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