RAPPORTO COOP 2019

Consumi giù, la classe media fa la spesa al discount

di Enrico Netti


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3' di lettura

Stagnazione economica, buste paga sensibilmente più leggere rispetto ai colleghi d’Europa, una classe media che tra mille difficoltà arranca per arrivare a fine mese, un crescente divario tra Nord e Sud, un diffuso senso di insicurezza che si va a sommare ad una crescente infelicità. Oltre a una maggiore sensibilità verso l’ambiente tanto da desiderare una casa eco sostenibile e seguire stili di vita e di acquisti green. In cucina si trascorre molto meno tempo e nel carrello della spesa entrano più proteine rispetto agli scorsi anni oltre a frutta e verdure ricche di fibre.

È lo spaccato che emerge dal «Rapporto Coop 2019 - Consumi e stili di vita degli italiani» presentato ieri da Albino Russo, direttore generale di Ancc-Coop. Tra i dati chiave ci sono la ricchezza delle famiglie calata di nove punti percentuali dall’inizio della crisi mentre nello scorso anno la spesa media per nucleo, in termini reali, per la prima volta dal 2013 è calata di quasi un punto. Eppure un italiano su due “sente” e dichiara di appartenere alla classe media ed è la quota più alta in Europa. Alla prova dei fatti la metà di questo ceto ammette di arrivare con fatica alla fine del mese, un quarto si sente più infelice e ritiene di avere poche chance di potere migliorare la propria condizione se non ricorrendo a schemi italici come il network di conoscenze, il nascere da una famiglia abbiente, sperare nella fortuna. Ecco una classe media che va a fare la spesa in utilitaria al discount, va a caccia di offerte scontate e viaggi last minute online, che ricorre alla condivisione. «Ha una grande resilienza» commenta Russo. Inseguendo il sogno di una casa ecosostenibile: a desiderarla è un italiano su due ma forse è solo per alleggersi delle bollette per acqua, luce e gas perché alla famiglia i soldi finiscono presto. Tra il Nord Ovest e il Sud la differenza di reddito è intorno ai 10mila euro l’anno, per la precisione tra Lombardia, in sofferenza per il rallentamento della locomotiva tedesca, e Calabria ci sono circa 1.100 euro di differenza nella spesa mensile.

Eppure in Italia chi lavora lavora molto di più, in media 360 ore l’anno, rispetto ai tedeschi ma riceve una retribuzione decisamente inferiore a causa del minore valore aggiunto prodotto, inferiore di circa un terzo rispetto a quello di Berlino. C’è poi un altro nodo cruciale: si lavora tanto a discapito della vita personale. Quasi un terzo degli italiani si dice insoddisfatto della propria vita lavorativa e personale aprendo la porta alla voglia di smart working per bilanciare affetti e reddito.

In questo quadro si affermano nuove figure come i “perennials”, over 40 che cercano di sconfiggere il tempo che passa mantenendosi in forma, reinventandosi ogni giorno. Hanno una mentalità aperta, sono curiosi e addirittura sono più green dei loro figli millenials. Si affaccia poi la generazione Greta, che persegue stili di vita sostenibili per il proprio futuro ed è green a partire dall’abbigliamento, deve essere naturale o sostenibile un po’ come il carrello della spesa il più possibile plastic free.

Sul fronte del retail Coop Italia, a dirlo è stato il presidente Marco Pedroni, per quest’anno si attende un risultato in linea con i 13,4 miliardi del 2018 «in un quadro di razionalizzazione della rete e con un numero limitato di nuove aperture. In questa fase gli investimenti sono di oltre 500 milioni rivolti al miglioramento della rete di vendita». Con i consumi in stagnazione il presidente di Ancc-Coop, Luca Bernareggi, chiede di evitare il ricorso alle clausole di salvaguardia «che provocherebbe ulteriori contraccolpi negativi». Al nuovo governo «chiede una nuova politica sul lavoro che affianchi al reddito di cittadinanza la riduzione del cuneo fiscale».

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