RAPPORTO GFK

Consumi tech in picchiata in Italia. Ma crescono gli acquisti online

Effetto coronavirus anche sui device che soffrono un preoccupante calo della domanda. In controtendenza le vendite dei portali di distribuzione

di Gianni Rusconi

Crescono le vendite nel 2019. Boom del web, giu' i negozi

Effetto coronavirus anche sui device che soffrono un preoccupante calo della domanda. In controtendenza le vendite dei portali di distribuzione


3' di lettura

L’ultima settimana di febbraio, con vendite in discesa di circa l’8% a valore rispetto alla media delle quattro settimane precedenti, si era chiusa con un bilancio negativo che lasciava intuire periodi non facili per il mercato dei dispositivi tecnologici. I dati di «sell-out» (e quindi le consegne dai punti vendita ai clienti finali) raccolti da Gfk dalle principali insegne online e offline e relativi al periodo compreso fra il 9 e il 15 marzo sono infatti decisamente peggiorativi e parlano di un calo superiore al 27% in rapporto alla stessa settimana del 2019, per un giro d’affari calcolato nell’ordine dei 107 milioni di euro.

Effetto lockdown
L’impatto del Coronavirus sulla domanda di apparecchi e gadget digitali è quindi evidente e lo si capisce ancora meglio mettendo a confronto le cifre che fotografano il fatturato dell’anno passato di questo comparto e quello registrato all’inizio dell’anno e a cavallo fra lo scoppio del focolaio in Lombardia e il varo del Decreto «#IoRestoaCasa» del 9 marzo. Ebbene, nel 2019 si contavano circa 180 milioni di euro di incassi medi settimanali, di cui oltre l’82% generato nei negozi fisici e la restante parte online; nella prima quindicina di gennaio le vendite hanno viaggiato mediamente sul livello dei 175 milioni ogni sette giorni; nella settimana dal 24 febbraio al primo marzo ecco il primo scossone che ha stoppato il mercato sulla soglia dei 150 milioni (di cui poco meno del 19% derivante dai canali digitali); nella settimana successiva al «lockdown» che ha interessato l’intero Paese si è concretizzato il previsto tracollo del venduto, sceso complessivamente sotto i 110 milioni.

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Quasi raddoppiata la quota di ricavi da canali digitali
A differenza delle settimane precedenti, in cui l’andamento della domanda era generalmente ancora positivo e solo la Lombardia presentava trend negativi, dal 9 al 15 marzo la tecnologia di consumo è quindi andata in negativo in tutta la Penisola, facendo segnare una flessione del 41% nei punti vendita tradizionali, per un giro d’affari di 73 milioni. A compensare (solo parzialmente) la voragine di entrate, la crescita delle vendite online, salite a valore del 45% (a 35 milioni di euro) e arrivate a rappresentare nel periodo considerato oltre il 32% del mercato totale.

I prodotti che hanno guadagnato e quelli che hanno perso
Fra le 25 tipologie di apparecchi che compongono il paniere di Gfk è interessante notare come quelle legate direttamente a smart working e didattica a distanza abbiano «approfittato» della situazione contingente per segnare ottime prestazioni a valore. Le vendite all’utente finale di computer portatili, per esempio, sono aumentate nella seconda settimana di marzo del 131% (rispetto al +6% anno su anno dell’ultima di febbraio) e un andamento simile ha interessato anche le stampanti multifunzione, il cui giro d’affari è cresciuto addirittura del 148% (rispetto al +4% di due settimane prima). Buone anche le prestazioni di pc desktop e printer, che hanno invertito la tendenza al ribasso di fine febbraio, mentre un discorso a parte meritano gli smartphone.

Smartphone in rosso: vendite a valore giù del 50%
«Il mercato in Italia – ha spiegato Fabrizio Marazzi, Lead Market Insights di GfK Italia - è rimasto positivo a volume fino a febbraio, facendo registrare una crescita rispetto all’anno precedente del 4,5%, mentre scendeva del 2,4% a valore principalmente a causa del calo del prezzo medio di vendita. Se analizziamo il dato della settimana che va dal 9 al 15 marzo, invece, gli smartphone hanno sofferto come tutti gli altri prodotti di tecnologia per via della chiusura dei principali negozi fisici e delle limitazioni alla mobilità, segnando una flessione del 50% a valore sull’open market, escludendo quindi il dato degli operatori, per i quali avremo indicazioni solo a fine mese». Anche in questo caso, conferma l’esperto di Gfk, il canale online ha in qualche modo contribuito a contenere il crollo delle vendite dei retailer, con un aumento del 56,5% rispetto alla stessa settimana dello scorso anno, e portato l’incidenza delle piattaforme digitali a superare il 55% del totale fatturato. Si tratta ora di capire come l’ormai annunciata estensione del blocco fino a dopo Pasqua (il 18 aprile) impatterà ulteriormente su un comparto, quello delle tecnologie di consumo nel suo complesso, che ha già lasciato per strada qualche centinaio di milioni di euro.

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