emergenza covid

Contagi, in arrivo il piano del governo per moltiplicare i tamponi

Si parte dalla bozza del microbiologo Crisanti, ora in mano al Cts. Allo studio anche un sistema per distinguere il Covid dall’influenza stagionale

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Si parte dalla bozza del microbiologo Crisanti, ora in mano al Cts. Allo studio anche un sistema per distinguere il Covid dall’influenza stagionale


2' di lettura

Il piano nazionale di tamponi vedrà la luce fra alcune settimane: si parte dalla bozza elaborata dal microbiologo Andrea Crisanti, che è ora in mano al Comitato tecnico scientifico: la valutazione comincerà questa settimana. L’obiettivo di entrare a regime nel periodo più delicato dell’influenza stagionale e del suo picco, per avere una «potenza diagnostica» triplicata o quadruplicata, cioè raggiungere anche 400mila tamponi al giorno. Sul tavolo degli esperti, secondo quanto si apprende, ci dovrebbe essere anche la possibilità di adottare nuovi test come quelli in grado di distinguere se i sintomi di un paziente sono riferibili al Covid o all’influenza.

La (fondamentale) macchina dei controlli

Si immagina come potenziare al massimo la macchina dei controlli, poiché è ormai evidente più che mai che la partita contro il virus si potrà combattere soprattutto con l’isolamento dei focolai che, vista la scarsa adesione degli italiani all’App Immuni, non potrà contare troppo sul sistema di tracciamento informatizzato dei contatti.

Non escluso il ricorso a centri diagnostici privati

Per potenziare il sistema non si esclude l’ipotesi di utilizzare centri diagnostici privati. Il viceministro della Salute Pierpaolo Sileri si è detto d’accordo sulla necessità di aumentare i tamponi nel periodo dell’influenza stagionale. Nel piano, «si propone poi di creare un tavolo di coordinamento nazionale gestito da Roma - aggiunge -. Quello attivo in questo momento ha subito un frazionamento regionale che non lo ha reso sempre efficace». Sui tamponi «stiamo lavorando a un buon ritmo, ma servirà un aumento. In sostanza l’obiettivo è quello di individuare questo criterio mirato di screening, concordandolo con le Regioni per rendere più omogeneo possibile il quadro dei controlli, e tenere sotto controllo i nuovi focolai».

I nuovi test in arrivo

Una delle novità riguarderà la scelta dei test, allargando l’utilizzo ad alcuni di ultimissima generazione in grado di distinguere i sintomi del Covid da quelli influenzali. Le regioni del Nord potrebbero essere le prime a sperimentarli. Il Cts sta lavorando a delle linee guida per indirizzare le Regioni e Sileri spiega di sperare che venga fatto anche in base alle categorie di lavoratori. «La proposta che ho inviato al Governo per un piano nazionale sui tamponi è una bozza, ancora informale, e avrei preferito fosse rimasta tale. Confermo che l’obiettivo è aumentare in modo esponenziale i test, fino a quadruplicare il numero attuale di tamponi per affrontare con più sicurezza la riapertura delle scuole e la ripresa di tutte le attività lavorative», ha poi spiegato il professor Crisanti. «È nato da una discussione informale con alcuni esponenti del Governo - ha aggiunto - Mi hanno chiesto cosa si poteva fare per contrastare maggiormente la diffusione del virus. Ho risposto che, se questo era il problema, potevo dare il mio contributo. Ma ripeto, con un piano informale, che ho dato al ministero perchè venga discusso, approfondito. Non è detto non sia perfettibile».

Pediatri: servono 30 milioni di tamponi in autunno

Tra gli interventi proposti dalla Società italiana di Pediatria Preventiva e Sociale (Sipps) per arrivare preparati a una possibile recrudescenza del virus nei mesi autunnali ci sono il rafforzamento della medicina territoriale: 30 milioni di tamponi per l’autunno con la possibilità di ottenere il risultato in 24/48 ore massimo. «Sarà importantissimo anche validare i test rapidi» consiglia Ernesto Burgio, membro del gruppo specialisti Covid-19 della Sipps.

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