emergenza coronavirus

Contagi, quando può scattare un lockdown mirato. Tamponi in quasi tutti gli aeroporti, manca ancora Milano

Il coordinatore del Comitato tecnico scientifico, Agostino Miozzo, ha parlato di chiusure mirate nel caso in cui il numero di contagi dovesse superare quota 1000 casi al giorno

di An.Ga.

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(via REUTERS)

Il coordinatore del Comitato tecnico scientifico, Agostino Miozzo, ha parlato di chiusure mirate nel caso in cui il numero di contagi dovesse superare quota 1000 casi al giorno


3' di lettura

Mercoledì 19 agosto è in programma una riunione del Comitato tecnico scientifico che esaminerà la situazione contagi (anche in vista della riapertura della scuola). Il coordinatore del Cts, Agostino Miozzo, è stato chiaro: «Se andiamo avanti così, con l'aumento giornaliero dei casi positivi, presto supereremo quota mille. A un certo punto decideranno i numeri: di fronte al superamento di alcuni limiti, saranno necessarie chiusure. Parlo di lockdown localizzati, questo sia chiaro. Limitati a un certo paese o a un determinato quartiere». Nella peggiore delle ipotesi, potrebbero esserci «zone rosse molto localizzate». Per le scuole «il presupposto della distanza, della mascherina e dell'igiene resta. In casi del tutto eccezionali, limitatissimi, indicati dalle autorità scolastiche, in numeri ridotti e per un periodo brevissimo entro il quale vengono trovate soluzioni, si potrà rendere obbligatoria la mascherina (al banco, ndr), ma anche l'areazione dei locali frequentati».

Ad aeroporto Fiumicino individuati altri positivi

Intanto dopo i cinque casi positivi dello scorso giorno, nella mattina del 18 agosto sono stati individuati all’aeroporto di Fiumicino altri tre casi positivi ai test rapidi. Si tratta di una ragazzo spagnolo proveniente da Siviglia, un ragazzo romano e uno toscano provenienti anch'essi dalla Spagna. Sono asintomatici e sono stati posti in isolamento. A Fiumicino e Ciampino sono arrivati a tempo di record 30mila kit per i test rapidi del coronavirus da destinare al monitoraggio dei passeggeri di rientro dai paesi a maggiore rischio contagio (Spagna, Croazia, Grecia e Malta). A partire da mercoledì 19 agosto anche Milano - Malpensa e Linate - dovrebbe correre ai ripari e fare lo screening alle persone che tornano a casa.

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La situazione negli altri scali

All'aeroporto di Torino Caselle sono stati fatti quasi cento test ai passeggeri di rientro da Ibiza. Al 'Marconi' di Bologna, su prenotazione, il 20 agosto si sperimenterà il tampone sui ritorni dai paesi a rischio. Allo scalo di Pescara sono risultate positive tre persone provenienti da Malta. In migliaia intanto si sono prenotati per test e tamponi: oltre 4500 in Toscana, più di 8mila richieste a Milano negli ultimi tre giorni, cifra 'boom' tanto che è stato fatto rientrare dalle ferie il personale sanitario necessario per smaltire la domanda. E nel Veneto sono risultati positivi 48 turisti rientrati.

Tamponi ai passeggeri negli scali di Catania e Palermo

Medici, 15 infermieri e 10 operatori informatici sono gli uomini impegnati da martedì 18 agosto all'aeroporto di Catania per eseguire i tamponi ai passeggeri che provengono dai paesi a rischio contagio quali Grecia, Croazia, Malta e Spagna. Nello scalo è presente anche un autista che porterà i tamponi ai laboratori per verificare eventuali contagi. Una squadra simile opera anche al Falcone e Borsellino, diretto dall'Asp di Palermo, dove oggi sono previsti i tamponi su tutti i 480 passeggeri in arrivo dai paesi sotto osservazione.

Tamponi rapidi anche in aeroporti sardi

Anche in Sardegna sono partiti i tamponi radipi negli aeroporti per chi arriva dai Paesi a rischio. Il primo ad attrezzarsi è stato lo scalo di Cagliari. A Olbia le postazioni verranno montate mercoledì 19 agosto, nei prossimi giorni toccherà allo scalo internazionale di Alghero. Nessuna indicazione invece è ancora arrivata all'Autorità del mare di Sardegna per estendere i tamponi anche nei porti dell'Isola. Il primo a partire sarà comunque quello di Porto Torres, attivo nei collegamenti con Barcellona. Spagna e Malta sono dunque i Paesi sorvegliati speciali per i sardi che hanno scelto di trascorrere le vacanze all'estero: Croazia e Grecia infatti, inseriti nell'ultimo dpcm del governo con l'obbligo di tampone al rientro in Italia, non sono collegati direttamente con la Sardegna nè con voli nè con navi.

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