Emergenza Covid

Contagi e ricoveri in aumento, il caso Nord-Est: Friuli, Alto Adige e Veneto sorvegliati speciali

Le tre regioni sono ai primi posti in Italia per incidenza dei nuovi casi

di Andrea Gagliardi

Coronavirus, terapie intensive al 4%, aree mediche al 5,3%, 53 casi ogni 100mila abitanti

3' di lettura

La quarta ondata di Covid-19 è in corso in Italia con un forza d’urto limitata rispetto alla maggior parte dei Paesi europei, grazie allo scudo dell’alto tasso di vaccinazione (siamo all’83,5% di over 12 immunizzati). I parametri sono però in crescita: dall’incidenza, che ha raggiunto i 53 casi per 100mila abitanti, all’indice di trasmissibilità Rt che si attesta sopra la soglia epidemica dell’1 (è a 1,15), ai ricoveri negli ospedali. Siamo ancora al di sotto delle soglie critiche sia in area medica che in terapia intensiva (rispettivamente 10% e 15%). Ma il tasso di occupazione delle terapie intensive è aumentato in una settimana dal 3,7 al 4 per cento e quello dei reparti ordinari dal 4,5 al 5,3 per cento. È il quadro fotografato dall’ultimo monitoraggio settimanale dell’Istituto superiore di sanità.

Nord Est sorvegliato speciale

La situazione nel Paese è comunque diversa a livello territoriale. Con un’area geografica del Paese sorvegliata speciale: il Nord est. È qui infatti che l’epidemia corre di più e che la situazione è più preoccupante anche a livello ospedaliero. L’allarme è maggiore in Friuli Venezia Giulia e Alto Adige. Ma il trend è in rapido peggioramento anche in Veneto. Tanto che il governatore Luca Zaia ha già messo le mani avanti e ha ammonito: «Il Veneto resta bianco ma non è una cosa scritta sulla pietra. Se continuiamo così, in poche settimane qualche viraggio di colore potrebbe accadere».

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Alto Adige, Friuli Venezia Giulia e Veneto al top per contagi

Cominciamo dai contagi. In base ai dati del monitoraggio Iss-Ministero della Salute (aggiornati al 4 novembre) al primo posto in Italia c’è l’Alto Adige a quota 189 ogni 100mila abitanti (erano 101,7 la settimana precedente). A tal proposito va ricordato che la provincia di Bolzano è al penultimo posto in Italia per tasso di vaccinazione (solo il 77,2% degli over 12 è immunizzato). Sul fronte contagi segue il Friuli Venezia Giulia con 139,6 nuovi casi ogni 100mila abitanti (erano 96,5 una settimana fa). Un’impennata trainata soprattutto dal caso Trieste. Nella provincia giuliana infatti i nuovi positivi, dopo l’ondata di proteste in piazza contro il green pass, hanno raggiunto la cifra record di 409 casi ogni 100mila abitanti. Ma preoccupa anche Gorizia (136). Non è un caso che le due province confinino con la Slovenia dove l’epidemia galoppa (siamo a oltre 800 casi ogni 100mila abitanti). Al terzo posto a livello nazionale c’è il Veneto a quota 75,3. Con la provincia di Padova (104) ad essere più colpita.

Ricoveri in aumento

Come noto esiste uno sfasamento temporale tra contagi e ricoveri in ospedali. Questi ultimi sono per il momento sotto controllo. Del resto per cambiare colore e passare dalla zona bianca (con minori restrizioni) a quella gialla (obbligo di mascherina anche all’aperto) una regione deve superare non solo quota 50 contagi ogni 100mila abitanti, ma anche entrambe le soglie di occupazione di posti letto in ospedale (15% nei reparti ordinari e 10% in terapia intensiva). Nessuna delle tre regioni è per il momento davvero a rischio. Ma non è un caso che l’Alto Adige registri il tasso di occupazione più alto in Italia nei reparti ordinari, (è all’11,6%, anche se i ricoveri in area medica sono sotto controllo al 3,8%) e che il Friuli Venezia Giulia sfiori la soglia limite delle terapie intensive (siamo al 9,1%, mentre la situazione dei reparti ordinati sembra ancora gestibile con il 7,7%).

Zaia: +50% terapie intensive in Veneto in una settimana

Lo scenario del Veneto sul fronte dei ricoveri è decisamente migliore per il momento. Il tasso di occupazione dei posti letto è al 3,1% nei reparti ordinari e al 3,9% in terapia intensiva. Eppure i segnali sono di rapida crescita. È stato lo stesso governatore Zaia a sottolineare come sia «aumentata del 50% in una settimana, da 30 a 46 pazienti, l’occupazione delle terapie intensive da parte dei malati di Covid-19 in Veneto».

Marche e Calabria sotto osservazione

Da monitorare le Marche e la Calabria. Le prime hanno una bassa incidenza di contagi (50 casi ogni 100mila abitanti) ma sono l’unica regione con le terapie intensive oltre la soglia limite (10,2%), anche se il dato delle aree mediche è rassicurante (6,1%). Contagi sotto controllo anche in Calabria (52) che registra però un tasso di ospedalizzazione in area medica al 10,2%. Ricoveri in aumento anche nel Lazio (4,8% le terapie intensive e 7% in area medica) e situazione più gestibile in Lombardia (rispettivamente 3,2% e 5,2%).

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