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Coronavirus, contagi fuori controllo e nuovi aiuti in arrivo: conti pubblici da rifare?

Il contesto che va delineandosi potrebbe tradursi in previsioni ancor più negative rispetto a quanto lo stesso Governo ha previsto nella Nadef, nel caso in cui si fosse appunto materializzato lo scenario meno favorevole, direttamente connesso alla ripresa esponenziale dei contagi

di Dino Pesole

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Il contesto che va delineandosi potrebbe tradursi in previsioni ancor più negative rispetto a quanto lo stesso Governo ha previsto nella Nadef, nel caso in cui si fosse appunto materializzato lo scenario meno favorevole, direttamente connesso alla ripresa esponenziale dei contagi


2' di lettura

L’impennata dei contagi per il Coronavirus e le nuove misure di emergenza in arrivo sia sul versante degli indennizzi alle categorie colpite dal “semi-lockdown” disposto dall’ultimo Dpcm, sia su quello del rifinanziamento della cassa integrazione e degli ulteriori interventi a sostegno dell'economia, pongono non pochi interrogativi sulla tenuta del quadro macroeconomico e di finanza pubblica appena definito con la Nota di aggiornamento al Def. Conti da rifare?

Cosa accade se si delinea lo scenario “più avverso”

Il contesto che va delineandosi potrebbe tradursi in previsioni ancor più negative rispetto a quanto lo stesso Governo ha previsto nella Nadef, nel caso in cui si fosse appunto materializzato lo scenario meno favorevole, direttamente connesso alla ripresa esponenziale dei contagi. Non più una contrazione del Pil del 9% quest'anno con un “rimbalzo” del 6% nel prossimo, ma economia in caduta libera con il Pil a - 10,5% e una ripresa molto contenuta (il governo ha previsto l'1,8%) che potrebbe addirittura azzerarsi. Con inevitabili ricadute su debito e deficit. L'Ufficio parlamentare di Bilancio, nell'ultima nota congiunturale prova a ipotizzare alcuni scenari possibili. La premessa è che nello scorcio finale dell'anno «l’impulso positivo derivato dal rallentamento della pandemia durante l'estate si esaurirebbe». In tal modo, la variazione congiunturale del Pil «sarebbe appena positiva nella previsione di base, che tuttavia non considera la nuova ondata dell’epidemia». Gli effetti recessivi dell’impennata dei contagi potrebbero variare da tre a otto punti percentuali di Pil, a seconda della gravità dell’emergenza sanitaria. Ne deriva che la crescita del Pil del 2020 subirebbe un peggioramento tra circa uno e due punti percentuali, con un effetto negativo di trascinamento sul 2021 tra circa tre e sei punti percentuali. Se questo scenario si realizzasse, il risultato sarebbe il sostanziale azzeramento della crescita nel 2021 e l’inevitabile rinvio al 2022 di una prima inversione di tendenza.

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L'impatto sui conti pubblici dell'impennata dei contagi

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e il ministro dell'Economia, Roberto Gualtieri assicurano che per il finanziamento delle nuove misure in arrivo non sarà necessario prevedere un ulteriore scostamento del deficit che resterebbe fissato per l'anno in corso al 10,8% del Pil, con il debito al 158% del Pil. Nel totale l'impegno finanziario in ballo si aggira attorno ai 6,8 miliardi. Si fa fronte con una sorta di bacino di “disponibilità” che vale attorno 10-12 miliardi, così da finanziare il nuovo decreto e quello che verrà varato nelle prossime settimane. Disponibilità di cassa rese disponibili dal buon andamento delle entrate garantito anche dalla scelta di molti contribuenti di versare gli acconti con il metodo storico, basato cioè sui dati 2019 anziché con il metodo “previsionale”. In soccorso anche circa 3 miliardi di spese inserite nei saldi di finanza pubblica ma non ancora utilizzate (in particolare per la cassa integrazione).


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