nuovi focolai

Contagi dalla Romania, in Italia scatta l’allarme badanti. E Speranza impone la quarantena

In Lazio si studia l’ipotesi di test sierologici per chi arriva dal Paese dell’Est. Gli appelli delle Associazioni dei datori di lavoro domestico. Il ministero della Sanità dispone l’isolamento per chi negli ultimi 14 giorni abbia soggiornato in Romania e Bulgaria

di Mariolina Sesto

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(ANSA )

In Lazio si studia l’ipotesi di test sierologici per chi arriva dal Paese dell’Est. Gli appelli delle Associazioni dei datori di lavoro domestico. Il ministero della Sanità dispone l’isolamento per chi negli ultimi 14 giorni abbia soggiornato in Romania e Bulgaria


2' di lettura

Una settimana nera per la Romania sul fronte contagi Covid. Lunedi 20 luglio 681 contagi e 12 morti, martedì 21 mille contagi, mercoledì 22 si sale ancora a 1.030 nuovi casi in 24 ore, giovedì 22 record con 1.112 contagiati. Parallelamente in Italia cominciano a emergere casi di badanti rumene trovate positive insieme agli anziani da loro accuditi.È così che, in alcune regioni - come il Lazio e la Campania - è scattato l’allarme.Ed il ministro della Sanità Roberto Speranza è subito corso ai ripari firmando una ordinanza che dispone la quarantena per i cittadini che negli ultimi 14 giorni abbiano soggiornato in Romania e Bulgaria.

I casi nel Lazio e l’ipotesi test sierologici a chi torna dalla Romania

Giovedì 23 luglio è scattato l’allarme nella Regione Lazio. Due badanti di ritorno dalla Romania con gli autobus sono risultate positive nella Capitale. Secondo le informazioni fornite dalla Regione avevano viaggiato in pullman sulla tratta Bacau-Roma. Per questo è scattata subito l’indagine epidemiologica. Poiché nel frattempo sembra essere emerso qualche altro ulteriore caso, ora nel Lazio si starebbe valutando se mettere in campo iniziative come la possibilità di effettuare test sierologici a chi arriva dalla Romania. In questi giorni in molti, a partire dalle badanti, stanno rientrando nel Lazio a bordo di pullman che fermano alla stazione Tiburtina. A destare preoccupazione soprattutto chi lavora accanto agli anziani e alle persone più fragili che sono le categorie maggiormente a rischio per il Covid 19.

Focolaio anche in Campania
E iniziano a emergere casi di contagio da badanti ad anziani: a Conca della Campania, comune dell’Alto Casertano, una badante dell’Est Europa ha contagiato l’anziano che accudiva; il contagio si è così allargato ai familiari di quest’ultimo facendo scattare l’allarme nella piccola comunità. Il focolaio però sembra essere stato posto sotto controllo.

Italia-Romania, nessun controllo alle frontiere

L'allarme è scattato per la massiccia presenza di lavoratori romeni in Italia. La comunità dello Stato dell’Est conta oltre 1 milione di persone che vivono nelle nostre città. Le frontiere aperte tra i due Paesi sono ora nel mirino e preoccupano gli italiani, soprattutto per il settore assistenziale: sono davvero molte le colf e le badanti romene impiegate nelle famiglie. In molti casi,Dopo essere tornati in patria nel periodo più buio dell’epidemia italiana, ora tanti sono tornati e stanno rientrando in Italia. Proprio per riprendere il lavoro, specialmente di colf e badanti.Con quali controlli? Sulla carta nessuno. Dalla Romania non è previsto alcun blocco dal Governo italiano e le persone possono atterrare senza vincolo di quarantena (diversamente da quanto accade per Serbia, Montenegro, Kosovo). Per questo motivo un appello al ministero della Salute è stato lanciato dall’Associazione nazionale dei datori di lavoro domestico.

L’ordinanza di giugno di Zaia: test obbligatori alle badanti di rientro

In molti adesso guardano a Zaia che già a fine giugno aveva emanato un’ordinanza che rendeva obbligatori e gratuiti i test per le badanti di rientro in Italia dai Paesi extra Ue che riprendevano il loro servizio nelle famiglie in Veneto. Qui però non erano comprese le badanti provenienti dalla Romania, paese della Ue.

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