Emergenza Covid

Contagi raddoppiati in Italia, ma tutte le regioni (per ora) restano bianche grazie ai ricoveri bassi

L'ipotesi è quella di introdurre una soglia del 5% per le terapie intensive e del 10% per i letti ospedalieri per passare in zona gialla. Oggi tutte le regioni sono al di sotto

di Andrea Gagliardi

Covid, verso la revisione dei parametri per i colori delle regioni

2' di lettura

Siamo ormai in piena quarta ondata del Covid, scatenata dalla diffusione della variante Delta. I contagi in Italia sono raddoppiati nell’ultima settimana. Siamo a livello nazionale a 29 nuovi casi settimanali ogni 100mila abitanti. E il trend è in crescita. Il Governo nel decreto legge in arrivo forse già mercoledì prorogherà lo stato di emergenza almeno fino a ottobre e amplierà l’obbligo del green pass. Nel provvedimento entreranno anche i nuovi parametri che decideranno i colori (e le restrizioni) nelle Regioni in base all'andamento dell’epidemia. Già oggi nella Conferenza i governatori formalizzeranno le loro proposte sulle quali c'è convergenza con il Governo.

Nessuna regione in fascia gialla (per ora)

Si punta in sostanza a dare meno peso al dato dell’incidenza dei contagi. Oggi retrocede in zona gialla (dove vige l’obbligo di mascherina anche all’aperto) chi supera i 50 casi settimanali ogni 100 mila abitanti. Si tratta di un parametro che porterebbe sicuramente la Sardegna (61 casi settimanali ogni 100mila abitanti) ma probabilmente anche Sicilia, Lazio e Veneto (tutte a ridosso di quota 50) da lunedì in quella fascia. Non sarà così perché a prevalere sarà il parametro di occupazione dei letti ospedalieri anche per l’ingresso in questa zona.

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Più peso ai ricoveri, le richieste delle regioni

L'ipotesi iniziale filtrata dal ministero della Salute era quella di una soglia del 5% per le terapie intensive e del 10% per i letti ospedalieri, oltre le quali sarebbe scattata la “retrocessione” in fascia gialla. Ma le regioni sono in pressing per alzare l’asticella, portando la soglia fino al 15% per le terapie intensive e al 20% per i ricoveri nei reparti ordinari, per restare in zona bianca. Possibile una mediazione a metà strada. Con la ridefinizione dei parametri si va anche verso un numero minimo di test da eseguire, che le regioni fissano in 150 tamponi ogni centomila abitanti da effettuare ogni giorno.

Situazione sotto controllo nelle terapie intensive

Al di là della soglia precisa, va registrato che l’aumento dei contagi, la campagna di vaccinazione sta garantendo uno scudo efficace rispetto a ricoveri (sia pure in leggero aumento) e decessi. La media italiana di occupazione di posti letti sia nelle terapie intensive che nei reparti ordinari è per entrambe del 2%. In Sardegna siamo al 2% in terapia intensiva e al 4% nell’area non critica. In Sicilia rispettivamente al 3 e 5%. Nel Lazio al 3 e 2%. Situazione ancora più sotto controllo in Veneto (1% in entrambi i reparti). Quindi le retrocessioni di colore sono scongiurate, almeno per ora.

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