71° Instant Report ALTEMS Covid-19

Contagi in ripresa: Friuli-Venezia Giulia, Veneto, Umbria ed Emilia-Romagna le regioni più a rischio

L'aumento dei contagi lascia intravedere un fine ottobre rosso: per la settimana appena trascorsa risulta positivo in Italia un soggetto ogni 16 nuovi individui testati, dato in aumento rispetto alla settimana precedente

di Francesca Cerati

Coronavirus: il bollettino del 27 ottobre 2021

I punti chiave

  • Quadro epidemiologico
  • Terza dose
  • Copertura vaccinale reale

5' di lettura

L'epidemia in ripresa, con l'aumento dei contagi, lascia intravedere un fine ottobre rosso: per la settimana appena trascorsa risulta positivo in Italia un soggetto ogni 16 nuovi individui testati, dato in aumento rispetto alla settimana precedente.

Le regioni più a rischio sono Friuli Venezia Giulia, Veneto, Umbria, Emilia Romagna, almeno secondo un indice che tiene conto di cinque fattori impattanti l'andamento dell'epidemia (la proporzione dei nuovi positivi tra i testati, l'incidenza dei contagi, lo stress sulle terapie intensive, la mortalità e la proporzione di popolazione non vaccinata).

Loading...

«L'Indice Epidemico Composito (Iec) elaborato dall'Alta Scuola di Economia e Management dei Sistemi sanitari dell'Università Cattolica mostra nuovi elementi di preoccupazione per la ripresa della pandemia - afferma Americo Cicchetti, direttore Altems -. L'Indice mostra che quattro Regioni attualmente si trovano in uno scenario su cui porre più attenzione: Friuli-Venezia Giulia, Veneto, Umbria ed Emilia-Romagna».

A livello nazionale si registrano le seguenti percentuali di somministrazioni delle prime dosi per le fasce di età considerate: 12-19 anni (70%), 20-49 anni (81%), 50-69 (85%), 70-79 (90%), over 80 anni (93%). La media nazionale (che considera la fascia di età maggiore di 12 anni) è pari all'83%.

È quanto emerso dalla 71ma puntata dell'Instant Report Covid-19 , una iniziativa dell'Alta Scuola di Economia e Management dei Sistemi Sanitari dell'Università Cattolica di confronto sistematico dell'andamento della diffusione del Sars-Cov-2 a livello nazionale.

L'analisi riguarda tutte le 21 Regioni e Province Autonome italiane. La finalità è comprendere le implicazioni delle diverse strategie adottate dalle Regioni per fronteggiare la diffusione del virus e le conseguenze del Covid-19 in contesti diversi, per trarne indicazioni per il futuro prossimo e per acquisire insegnamenti derivanti da questa drammatica esperienza.

Quadro epidemiologico

I dati (al 25 ottobre) mostrano che la percentuale di casi attualmente positivi (74.654) sulla popolazione nazionale è pari a 0,13% (stabile rispetto ai dati del 18/10 in cui si registrava lo 0,13%). La percentuale di casi (4.743.720) sulla popolazione italiana è passata dal 7,91% al 7,95%.

La settimana appena trascorsa evidenzia un aumento dell'incidenza settimanale, registrando un valore nazionale pari a 37 ogni 100.000 residenti (in aumento rispetto ai dati del 18/10, quando era pari a 25 ogni 100.000 residenti).

Il primato per la prevalenza periodale sulla popolazione si registra in PA Bolzano (14,68%), in Val d'Aosta (9,91%), in Veneto (9,85%) ma è in Emilia-Romagna e Veneto (0,20%) e PA Bolzano (0,17%) che oggi abbiamo la maggiore prevalenza puntuale di positivi, con valori in leggero aumento nelle altre regioni, e con un media nazionale pari a 0,13% (stabile rispetto ai dati del 18/10, pari a 0,13%).

Letalità (rapporto decessi su positivi)

Nell'ultima settimana il dato più elevato di letalità si registra in Sardegna pari a 5,15 x 1.000 e in Friuli-Venezia Giulia pari a 5,13 x 1.000, nonostante siano ben lontani dal valore massimo registrato a marzo; la letalità grezza apparente, a livello nazionale, è pari al 2,26 per 1.000, in calo rispetto ai dati del 18/10 (2,45 x 1.000).

Mortalità

Nell'ultima settimana, la mortalità grezza apparente, a livello nazionale, è pari a 0,36, in leggero calo rispetto ai dati del 18/10 (0,39 x 1.000). Il dato più elevato si registra in Friuli-Venezia Giulia al 0,75, seguito da Sicilia al 0,70 e Lazio 0,59.

Indice di positività settimanale

L'indicatore differisce dall'indice di positività calcolato su base giornaliera, che valuta invece, il rapporto tra i nuovi casi positivi ed i nuovi tamponi effettuati, e comprende anche i tamponi effettuati per il monitoraggio del decorso clinico e l'eventuale attestazione della risoluzione dell'infezione. In particolare, l'indice registra un valore massimo dell'14,96% in Veneto e del 13,85% in Emilia-Romagna. In Italia l'indice di positività al test è pari al 6,30%: risulta positivo, dunque, circa 1 paziente su 16 nuovi soggetti testati, in aumento rispetto alla settimana precedente.

Tamponi molecolari e tamponi antigenici

La Regione associata a un numero maggiore di tamponi antigenici realizzati risulta essere la P.A di Bolzano (96,60 per 1.000 abitanti), mentre quella associata a un numero maggiore di tamponi molecolari realizzati risulta essere il Friuli-Venezia Giulia (19,25 per 1.000 abitanti).

A livello nazionale, il numero di nuovi tamponi molecolari settimanali è pari a 9,77 per 1.000 abitanti, mentre il numero di nuovi tamponi antigenici è pari a 37,81 per 1.000 abitanti.

Terapie intensive

Il valore medio registrato nel contesto italiano è pari a 0,27 x 100.000 ab. in aumento rispetto ai dati del 18/10 (pari a 0,24). Le regioni che hanno evidenziato più ingressi nel setting assistenziale della terapia intensiva durante l'ultima settimana sono l'Umbria (0,69 x 100.000 ab.), la PA Bolzano (0,56 x 100.000 ab.) e il Friuli-Venezia Giulia (0,50 x 100.000 ab.).

Tassi di saturazione dei posti letto

Al 25 ottobre tutte le regioni registrano tassi di saturazione, sia in riferimento ai posti letto di Terapia Intensiva che di Area Non Critica, al di sotto delle rispettive soglie del 10% e 15%. In particolare, Valle d'Aosta e Basilicata registrano tassi di saturazione di posti letto in Terapia Intensiva pari a zero.

Andamento vaccinazioni Covid-19 in Italia

A livello nazionale si registrano le seguenti percentuali per le fasce di età considerate: 12-19 anni (70%), 20-49 anni (81%), 50-69 (85%), 70-79 (90%), over 80 anni (93%). La media nazionale (che considera la fascia di età maggiore di 12 anni) è pari all’83%. Analizzando l'andamento delle somministrazioni giornaliere (prima e seconda dose) considerando il valore soglia pari a 500.000 somministrazioni giornaliere, dal 31 luglio 2021 le somministrazioni giornaliere risultano essere ancora sotto questa soglia.

La Puglia, il Lazio e la Toscana hanno vaccinato la quota maggiore di over 70 nel contesto nazionale. La Sicilia rappresenta la regione con la percentuale minore in termini di copertura vaccinale della popolazione over 70 (83,28%).

Terza dose

Somministrazioni totali (3°dose/100.000) in rapporto alla popolazione residente di età superiore ai 12 anni nell'ultima settimana: il Molise è la regione che ha somministrato il maggior numero di 3° dosi (634,51/100.000) mentre la Valle d'Aosta è la regione in cui tale somministrazione riporta il valore più basso (73,22/100.000).

Copertura vaccinale reale

Considerando la percentuale su base regionale di individui sopra i 12 anni che hanno ultimato il ciclo vaccinale, la regione con la copertura più alta è la Lombardia (76,1%) mentre la P.A. di Bolzano si configura come la regione con la percentuale di individui che hanno completato il ciclo vaccinale più bassa (62,1%). In Italia il 72,3% della popolazione risulta totalmente immunizzata.

Il gruppo di lavoro dell'Università Cattolica è coordinato da Americo Cicchetti, professore ordinario di Organizzazione Aziendale presso la Facoltà di Economia dell'Università Cattolica del Sacro Cuore con l'advisorship scientifica del professor Gianfranco Damiani e della dottoressa Maria Lucia Specchia, del dipartimento di Scienze della Vita e Sanità Pubblica (Sezione di Igiene). A partire dal Report #4 la collaborazione si è estesa al Centro di Ricerca e Studi in Management Sanitario dell'Università Cattolica (professor Eugenio Anessi Pessina) e al Gruppo di Organizzazione dell'Università Magna Græcia di Catanzaro (Professor Rocco Reina). Il team multidisciplinare è composto da economisti ed aziendalisti sanitari, medici di sanità pubblica, ingegneri informatici, psicologi e statistici.

Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti