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Contante, il tetto doveva scendere e invece salirà a 5mila euro. Come funziona in Europa

FdI ha anticipato che l’aumento al tetto del contante entrerà nella prima legge di bilancio. Allo stato attuale dal 2023 la soglia dovrebbe scendere da 2mila a mille euro, ma la mossa del centrodestra può far saltare la stretta

di Andrea Carli

Tetto al contante, Fazzolari (FdI): “Aumento sarà già in manovra”

3' di lettura

Ci risiamo. Ancora una volta l’asticella della soglia sugli acquisti con il contante si appresta all’ennesima variazione, questa volta verso l’alto. Si delinea dunque ancora un’inversione di tendenza nella strategia di lotta al contante, considerato che - stando alle regole attualmente in vigore - dall’anno prossimo la soglia fatidica dovrebbe scendere dagli attuali 2mila a mille euro. Il condizionale è d’obbligo. Il nuovo livello giudicato più probabile è quello dei 5mila euro.

Fazzolari (Fdi), aumento tetto contate già in Manovra

Dall’esecutivo di centrodestra sono giunte nelle ultime ore indicazioni chiare. La Lega ha depositato un progetto di legge per alzare il tetto del contante a 10mila euro. Il senatore di FdI, Giovanbattista Fazzolari, ha anticipato che «l’aumento al tetto del contante è da sempre nel programma di FdI, del centrodestra, lo faremo già nella prima legge di bilancio». Considerato che la manovra targata Meloni-Giorgetti entrerà in vigore a gennaio 2023, l’ennesimo ritocco al valore limite potrebbe aggiungere un nuovo capitolo alla storia infinita del tetto al contante. Nel corso degli anni, infatti, il valore della soglia limite all’utilizzo del contante è stato modificato ripetutamente (almeno una decina di volte), in un’altalena continua sospinta dalle strategie fiscali messe in campo dai diversi governi che si sono succeduti.

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Meloni, metteremo mano a tetto a contante, penalizza poveri

«Confermo che metteremo mano al tetto al contante» che tra l’altro, «penalizza i più poveri», come emerge anche dai richiami «alla sinistra da parte della Bce», ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni in replica dopo la discussione sulla fiducia al Senato, sottolineando anche che da un lato la misura «rischia di non favorire la nostra competitività» visto che paesi come Austria o Germania non ce l’hanno.

Il tetto al contante nei Paesi europei

Ma qual è la strategia promossa dagli altri Paesi in materia di tetto al contante? A scattare una fotografia è l’European consumers center. Se in Austria, Germania, Lussemburgo, Olanda, Ungheria, Irlanda, Estonia, Finlandia e a Cipro non ci sono limiti, in Grecia è 500 euro. In Spagna, Francia, e Svezia la soglia è di mille euro. In Romania è 2mila euro; 2.700 in Danimarca, 3.300 in Polonia. In Belgio e Portogallo e Lituania il limite è di 3mila euro. In Bulgaria, Slovacchia e Slovenia è 5mila; 7.200 euro in Lettonia. La soglia è di 10mila euro in Repubblica Ceca e a Malta. In Croazia sale a 15mila, che così risulta prima nella classifica della soglia più elevata.

Allo stato attuale il 1 gennaio 2023 la soglia dovrebbe passare da 2mila a mille euro

Se l’indicazione di Fazzolari, prevista nel programma elettorale del centrodestra, venisse confermata, l’innalzamento del limite annullerebbe, con un tackle quasi in “zona Cesarini”, quanto previsto lo scorso febbraio dal decreto Milleproroghe (comma 6-septies dell’articolo 3, Dl 228/2021, aggiunto con emendamento durante l'iter di conversione in legge del “Milleproroghe”, che ha visto il Governo andare sotto): il provvedimento della scorsa primavera ha infatti previsto che dal 2023 il limite per il cash diminuisse, e passasse dagli attuali 2mila euro a mille euro. Ora se, come annunciato in queste ore da Fdi, tra le misure delle legge di Bilancio entrerà l’innalzamento della soglia attuale (2mila euro), il primo giorno dell’anno prossimo - ovvero in cui entrerà in vigore la manovra 2023 - il limite da applicare sarà quello più elevato, e non più i mille euro contemplati dal Milleproroghe. La stretta, prevista allo stato attuale, sarebbe non solo annullata, ma anche ribaltata.

L’altalena infinita

Stare dietro alle variazioni della soglia del contante non appare operazione facile. Ecco qualche passaggio: il 9 maggio 1991 il tetto è venti milioni di lire, il 26 dicembre 2002 la soglia diventa 12.500 euro, il 30 aprile 2008 scende a 5mila per poi tornare il 25 giugno dello stesso anno a 12.500 euro, quindi ancora 5mila euro dal 31 maggio 2010, il 13 agosto 2011 cala a 2.500 euro, il 6 dicembre dello stesso anno scende ancora a mille euro, risale (a 3mila) nel gennaio 2016, quindi 2.000 nel luglio 2020, mille da gennaio 2022, 2mila per tutto quest’anno. Nella manovra si giocherà la partita sul 2023. L’altalena continua. E non è una novità.

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