ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùLa manovra e la diretta Facebook

Contanti, immigrati, App18: Meloni rivendica le scelte ma media con alleati e Ue

La premier rivendica l’innalzamento del tetto e i limiti all’uso del Pos: la parola definitiva a Bruxelles. Mezza marcia indietro sul bonus ai 18enni: resta ma sarà riservato ai redditi bassi

di Emilia Patta

18App, Meloni: "Non vogliamo abolire il bonus cultura"

4' di lettura

Difesa a spada tratta delle misure più controverse della manovra finanziaria all’esame delle Camera, a partire dal tetto al contante che si vuole portare da 2mila e 5mila euro e dall’esenzione dall’obbligo di usare il pos per i pagamenti inferiori a 60 euro, e difesa a spada tratta delle linea sui migranti: «Su questo punto non molliamo: in Italia si entra solo legalmente. Per questo stiamo lavorando per nuove norme per fermare la tratta dei migranti irregolari».

La diretta Facebook e la difesa dei temi identitari

I toni sono pacati e argomentati, ma è chiaro che Giorgia Meloni - nella seconda puntata settimanale dell’appuntamento su Facebook ”Gli appunti di Giorgia”, che dopo la pausa social di Mario Draghi riportano Palazzo Chigi a dialogare direttamente con i cittadini sul filone inaugurato da Matteo Renzi con “Matteo risponde” - cerca di non perdere il filo identitario con il “suo” elettorato nel momento stesso in cui la pratica del governo la costringe a più di un compromesso e di un bagno di realtà.

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Vino, carne e decontribuzione: l’interesse nazionale in Ue

Il filone è sempre quello della difesa degli interessi nazionali: per questo Meloni inizia la sua diretta Facebook di una ventina di minuti con la rivendicazione dei dati sulla crescita («cresciamo più di Francia, Germania e Spagna») e con i “successi” dei giorni scorsi a  Bruxelles: «Siamo riusciti a vincere la battaglia di non mettere il vino e la carne tra gli alimenti e i prodotti considerati nocivi per la salute: una battaglia che ci consente di difendere le nostre eccellenze agroalimentari e il Made in Italy», dice. Non da meno il via libera della Ue alla proroga a tutto il 2023 di decontribuzione Sud. «È una misura che vogliamo rendere strutturale, e annuncio che presenteremo un emendamento alla manovra per estendere al 2023 anche i crediti di imposta per le aziende che assumono al Sud, per le Zone economiche speciali, per le aree terremotate».

La doppia politica sui migranti: in Italia e in Europa

Quanto all’immigrazione, il ribadito slogan «no agli ingressi irregolari» si scontra quanto mai con la realtà. Perché gli sbarchi continuano indisturbati e la stessa Meloni, in accordo con il ministro degli Esteri forzista Antonio Tajani, nei giorni scorsi ha frenato le velleità “bellicose” del ministro degli Interni Matteo Piantedosi riguardo allo sbarco di altre navi ong e riguardo ai respingimenti alla frontiera francese dei migranti arrivati in Italia, respingimenti legittimi in base agli accordi di Dublino: la via per cambiare le regole in ambito europeo è quella di rispettarle. E l’urgenza ora per il governo è recuperare l’asse con la Francia su questo ed altri fronti dopo l’incidente diplomatico sul caso della Ocean Viking rifiutata dall’Italia e infine sbarcata a Tolone.

Il nodo della lotta all’evasione e degli impegni del Pnrr

Per venire alla questione del tetto ai contanti e dei limiti all’uso del pos all’attenzione di Bruxelles, è vero quello che ricorda Meloni, ossia che «proprio in questi giorni l’Europa ha deciso di fissare un tetto ai pagamenti con i contanti a 10mila euro, cioè il doppio di quanto previsto dal governo italiano. Allora vorrei chiedere a chi ci ha accusato di voler favorire gli evasori: questo significa che l’Ue vuole favorire gli evasori? Non credo». Ma è anche vero che l’impegno dell’Italia a combattere un’evasione più alta della media Ue è stato preso con il Pnrr anche tramite la via del limite ai pagamenti in contanti. Non a caso lo ha ricordato il commisario Ue agli Affari economici, l’ex premier italiano Paolo Gentiloni, che pure anticipa un giudizio favorecole sulla legge di bilancio («apprezziamo la scelta di prudenza sui conti pubblici»). «L’Unione europea ha sempre inviato un ampio invito sui pagamenti elettronici e la fatturazione elettronica - è il monito di Gentiloni -. È un impegno già preso dal governo italiano con il Pnrr e non possiamo contraddire impegni presi da pochi mesi». Come sempre, l’ultima parola sarà di Bruxelles.

Dalla cancellazione alla revisione: il nodo del bonus ai 18enni

Last but non least, la mezza marcia indietro sul bonus cultura di 500 euro a tutti i diciotteni introdotto dal governo Renzi e confermato da tutto i suoi successori (Gentiloni, Conte e Draghi). Inizialmente l’ipotesi era una abolizione di App 18 per destinare i fondi alle categorie degli operatori dell’arte e della cultura. Ora, dopo le polemiche e la sollevazione delle opposizioni per una volta unite, la versione di Meloni è che il governo non ha mai avuto intenzione di abolire la misura ma solo di aggiornarla. «Negli ultimi giorni c’è stata molta polemica su questo emendamento presentato dai partiti della maggioranza sul tema del famoso bonus ai diciottenni per la cultura: in realtà non vogliamo abolirlo - rivendica Meloni -. Noi crediamo che sia molto importante avvicinare i giovani alla cultura. Tant’è che parallelamente a quello che già c’è, il ministro Sangiuliano sta lavorando a una “carta cultura” facendo un lavoro con tutti gli operatori del settore per favorire i contenuti culturali per i giovani, per dar loro ulteriori possibilità. Però sicuramente 18app è una misura che va rivista. Per alcuni motivi banali: il primo è che questi 500 euro al compimento dei 18 anni vengono riconosciuti a tutti, indipendentemente dal reddito. Credo che vada introdotto un limite al reddito di chi accede a questa misura, che vadano meglio definiti i contenuti e le cose che si possono acquistare con queste risorse e credo anche che occorra lavorare sulle truffe, perché su questa misura ne abbiamo viste diverse».

La premier tra identità a e compromesso

La difficile arte di navigare tra due esigenze contrapposte, insomma: da una parte la rivendicazione della coerenza identitaria davanti al proprio elettorato di riferimento, dall’altra la necessità del compromesso e della presa d’atto della realtà da parte di chi si trova a governare un Paese complesso, fortemente indebitato e bisognoso - come e più degli altri partner - dello scudo della Ue.

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