Pressioni su Mosca

Contatti Usa-Russia su Navalny L’oppositore «continua a peggiorare»

Il trasferimento in ospedale non riduce le preoccupazioni sulla sorte del critico del Cremlino. Intanto Putin accetta l’invito di Biden alla conferenza sul clima

di Antonella Scott

"Salvate Navalny, se muore chiederemo conto a Mosca"

I punti chiave

  • Concessa una visita di pochissimi minuti con l’avvocato: «Si vede che sta malissimo»
  • Colloquio telefonico Sullivan-Patrushev, responsabili della sicurezza nazionale
  • Lo sciopero della fame continua

2' di lettura

Vladimir Putin ha accettato l’invito di Joe Biden: il 22 aprile parteciperà alla grande videoconferenza sull’ambiente organizzata dagli Stati Uniti. Il presidente, fa sapere il Cremlino, «esporrà l’approccio della Russia tra le iniziative con cui la comunità internazionale conta di combattere le conseguenze del cambiamento climatico».

Ma ancora più urgenti del clima in questi giorni sono le condizioni di Aleksej Navalny, l’oppositore in sciopero della fame dal 31 marzo e ormai in condizioni gravissime: finito in coma nell’agosto scorso dopo un avvelenamento di cui lui stesso ha poi accusato i servizi russi, nella colonia penale in cui è stato rinchiuso al suo rientro in Russia Navalny ha iniziato ad accusare forti dolori alla schiena, e ha chiesto di poter essere visitato da medici di sua fiducia. Digiunerà finché non gli sarà permesso di vederli, malgrado le sue condizioni - seguite a distanza in base alle analisi diffuse dalle autorità penitenziarie - siano state definite disperate. I livelli di potassio e di creatinina fanno temere la possibilità di arresto cardiaco e insufficienza renale. «Può morire in qualunque momento», ha avvertito uno dei medici personali, Yaroslav Ashikhmin. Anche Josep Borrell, alto rappresentante per la Politica estera Ue, si è detto «preoccupato» per le sorti di Navalny.

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L’allarme per le pressioni russe sull’Ucraina

La sua sorte si intreccia all’allarme che suscita la mobilitazione di uomini e armamenti russi ai confini con l’Ucraina orientale: dopo l’annuncio delle sanzioni americane la settimana scorsa, che ha lasciato aperta la possibilità di organizzare un summit tra Putin e Biden, la speranza è che la decisione del presidente russo all’incontro sul clima voglia essere un segnale di disponibilità. Un secondo segnale potrebbe essere il colloquio telefonico avvenuto lunedì tra il consigliere per la Sicurezza nazionale Usa, Jake Sullivan, con Nikolaj Patrushev, segretario del Consiglio russo di difesa.

Nel corso della telefonata Patrushev avrebbe confermato la disponibilità a lavorare alla normalizzazione dei legami tra Russia e Stati Uniti. Ma si sarebbe parlato a lungo anche di Navalny, secondo una fonte americana. «Chiediamo che sia trattato umanamente - ha dichiarato in seguito la portavoce Jens Psaki -. Quello che gli succede è responsabilità del governo russo, che sarà ritenuto responsabile dalla comunità internazionale».

Le condizioni restano gravissime

Poco prima, dalla Casa Bianca avevano fatto sapere che per Navalny la linea che si preferisce tenere è quella dei contatti personali con Mosca. Nondimeno, la preoccupazione resta altissima, ed è difficile interpretare la notizia del trasferimento del leader dell’opposizione in un vicino penitenziario che dispone di un ospedale, sempre nella regione di Vladimir.

La prova, secondo i colleghi di Navalny, della gravità delle sue condizioni. Anastasia Vasilyeva, un altro medico vicino a Navalny, ha aggiunto che il luogo dove ora si trova non è un ospedale in cui si viene curati ma piuttosto una «prigione dove si tratta la tubercolosi». Al momento però ai medici personali non è stato permesso di vederlo. Uno dei suoi avvocati, Aleksej Liptser, dopo averlo visto per pochi minuti ha detto che la situazione sta «solo peggiorando». Ma che Navalny non intende interrompere lo sciopero della fame.

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