il confronto e le reazioni

Conte: 2,4% tetto massimo, disponibili a contenimento. Kurz: Ue bocci manovra

di A.Carli e V.Nuti

Conte: l'Ue ci consenta di spiegare la manovra, eviti pregiudizi

5' di lettura

Quasi in contemporanea con il recapito a Bruxelles della lettera del Governo italiano alla Commissione Ue, in risposta ai rilievi scritti ricevuti il 18 ottobre, il premier Giuseppe Conte incontra la Stampa estera a Roma per ribadire che «noi siamo assolutamente in Europa». Il grande problema con l’Ue, prosegue, «è di chi programma la crescita allo “zero virgola”, noi la programmiamo all’1,5%. Ma abbiamo tante riforme strutturali da fare, alcune le abbiamo già fatte e le altre le realizzeremo per incidere lì dove dobbiamo crescere».

2,4% tetto massimo, patrimoniale esclusa se Pil delude
Conte sottolinea poi che il 2,4% del rapporto Deficit/Pil deve essere considerato come «il tetto massimo», e che il Governo è disponibile «a pensare a un contenimento» della percentuale che preoccupa i mercati «nel corso di attuazione della manovra». Da escludere in ogni caso, chiarisce, l’idea di ricorrere a una patrimoniale: «Se dovessimo andare in difficoltà adotteremmo tagli di spesa per rientrare negli obiettivi prefigurati», nel caso «la crescita del Pil non assecondasse le nostre previsioni».

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Salvini: «Se manovra bocciata da Ue non ridurremo deficit»
Conte possibilista su un ritocco della manovra «nel corso di attuazione» rischia però di innescare l’ennesimo corto circuito interno alla maggioranza. Il vicepremier Matteo Salvini, in conferenza stampa a Milano, esclude infatti alcuna ipotesi di modifiche sul testo della manovra, e respinge in particolare l’ipotesi di ribassare le previsioni sul rapporto deficit/Pil.«Se per motivi tecnici mi dicono che la riforma delle pensioni entrerà in vigore il 10 febbraio, invece che il primo gennaio, non è un problema, stiamo parlando di qualche settimana», spiega ai giornalisti in via Bellerio. «Siamo pronti a dialogare - ribadisce - a confrontarci, anche io personalmente da Moscovici e Juncker, chiunque avesse voglia di confrontarsi come me troverà porte spalancare, ma sui principi cardine, numeri e investimenti, indietro non si torna.

«Da un Commissario Ue pregiudizio inaccettabile»
Noi, ha chiarito Conte alla Stampa estera, «vogliamo dialogare con le istituzioni Ue, vogliamo che quest'interlocuzione si svolga nello spirito di un dialogo costruttivo, non mettiamo in discussione i ruolo della commissione Ue». Nella lettera «abbiamo spiegato perché l'abbiamo impostata in questi termini, abbiamo spiegato la direzione della nostra politica economica, gli obiettivi che intendiamo raggiungere», ha proseguito il premier, «ma siamo disponibili a metterci a un tavolo per proseguire una interlocuzione con la Commissione europea». Poi Conte ha fatto riferimento agli attacchi ricevuti negli ultimi giorni da alcuni esponenti dell’Esecutivo Ue, in particolare dal commissario al Bilancio Oettinger: «Se un commissario Ue prima di leggera la manovra e prima che arrivi la lettera dell'Ue mi dice che questa manovra verrà rigettata, io dico che che è un pregiudizio e che è inaccettabile che provenga da chi rappresenta un'istituzione» come l'Ue.

«Outlook stabile Moody's prova fondamentali buoni»
Tra i temi usati dal premier per difendere la politica di bilancio del Governo spicca l'outlook stabile appena decretato da Moody's, che «ci fa capire che i fondamenti sono buoni: l'Italia gode di buona salute. Mi pare che anche i mercati a caldo lo hanno segnalato». Conte ha ammesso che «c'è stata un po' di preoccupazione per la manovra» ma questa «è stata ben meditata, pensata. È una manovra fatta sposando anche dei fondamenti delle teorie economiche più accreditate», ha aggiunto. E tornando sulla disponibilità a correggere il previsto rapporto deficit/Pil, Conte ha chiarito ai giornalisti che se ammettesse oggi «abbiamo sbagliato e riscriviamo la manovra», questo vorrebbe dire «ammettere che abbiamo fatto una manovra sbagliata, non meditata e articolata. Ma non è così».

In Dl Fisco «non c'è condono o rientro di capitali»
Nel corso delle conferenza stampa riservata ai soli corrispondenti esteri a Roma il premier è poi tornato a difendere l’ultima versione del controverso decreto fiscale: «Si era parlato di condono, capitali stranieri che tornavano dall'estero: no. La norma è più precisa e consente di integrare a chi ha fatto già una dichiarazione per il 30% di quanto già dichiarato fino a 100mila euro per anno, pagando un 20%». Nessun dubbio anche sul Consiglio dei ministri straordinario che sabato 20 ottobre ha deliberato una nuova versione del decreto fiscale: «Così abbiamo fatto in piena trasparenza, verificando meglio i testi, ripassando l'accordo raggiunto e confezionando un testo che traduce fedelmente i termini dell'accordo».

L’altolà dell’Austria
Ma la linea del dialogo e del confronto senza cedimenti prospettata dal premier Conte si infrange con il muro di sbarramento che in queste ore arriva da molti esponenti di primo piano degli altri governi Ue, preoccupati di una deriva dei conti italiani. L’Europa deve dimostrare di aver imparato dalla crisi della Grecia e quindi, se non ci saranno correzioni da parte di Roma, «la Commissione europea deve respingere la manovra» italiana, sottolinea ad esempio il cancelliere austriaco Sebastian Kurz secondo quanto riferisce l’Apa. Anche il ministro delle Finanze austriaco Hartwig Loeger è sulla stessa linea dura e avverte che una violazione delle regole, se restasse impunita, spingerebbe altri Paesi a fare altrettanto.Il portavoce del presidente della Commissione europea Juncker ha chiarito che la Commissione ha ricevuto la lettera del Governo italiano e domani, 23 ottobre, il collegio dei commissari discuterà come procedere all’interno delle regole del Semestre europeo e determinerà le prossime tappe. Tra chi teme un braccio di ferro Italia-Commisisone c’è anche il ministro delle Finanze tedesco,
Olaf Scholz, che invita il governo italiano alla prudenza nella manovra, alla luce dell'alto livello di debito. «Se il tuo debito è al 130% del Pil, devi essere cauto», ha detto Scholz in una chat con gli elettori a Ludwigshafen, secondo quanto riporta
Bloomberg.

Conte replica a Kurz: «Parole incaute sull’Italia»
La risposta del premier all’affondo del massimo leader politico austriaco arriva a tarda mattinata. Conte bolla come «dichiarazioni incaute» le parole sull’Italia del cancelliere Kurz. «Se noi siamo in Europa e diciamo che dobbiamo rispettare le procedure», in questa fase scavalcare chi è chiamato a interloquire, ovvero la Commissione Ue e il governo italiano, «significa non rispettare le regole», ha spiegato il premier in un passaggio del suo incontro con la Stampa estera a Roma.

Moscovici a Italia: aumentare la spesa non rilancerà la crescita
Poche ore prima che Tria inviasse la lettera a Bruxelles, la Commissione europea ha ribadito le sue perplessità sulla manovra 2019. Il Commissario europeo agli affari economici Pierre Moscovici ha messo in evidenza, in un'intervista a France Iter, che il governo italiano fa previsioni di crescita che «nessun economista fa. Pensano che aumentare la spesa pubblica creerà della crescita, l'opinione della maggioranza degli economisti è che non sarà così». Moscovici ha ricordato che Bruxelles «non vuole una crisi» con l'Italia, ma ha invitato il governo a «fare la propria politica di bilancio, ma rispettando delle regole comuni». Il debito, ha spiegato, «lo pagheranno le generazioni future».

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