L’EMERGENZA CORONAVIRUS

Conte: ammorbidire le regole o faremo senza la Ue. Oggi l'Eurogruppo

Interviste alla Bild e alla BBc in vista del secondo round nell’Eurogruppo sul pacchetto di misure da adottare per contrastare la crisi economica scaturita dall’emergenza coronavirus

Coronavirus, nessun accordo all'Eurogruppo: rinvio di 24 ore

Interviste alla Bild e alla BBc in vista del secondo round nell’Eurogruppo sul pacchetto di misure da adottare per contrastare la crisi economica scaturita dall’emergenza coronavirus


3' di lettura

Secondo round di negoziati all’Eurogruppo sulla risposta economica della Ue alla crisi innescata dal coronavirus . Il 9 aprile i ministri delle Finanze torneranno a discutere un pacchetto condiviso di misure, dopo il flop della maratona negoziale che si è svolta tra il 7 e l’8 aprile: il confronto si è arenato sul veto olandese all’ipotesi di un ricorso al Meccanismo europeo di stabilità (Mes) a condizioni più leggere di quelle attuali, rispecchiando una frattura più ampia tra paesi di Nord e Sud Europa.

L’aut aut di Conte ai partner europei
Giuseppe Conte lancia un messaggio chiaro: i governanti europei, sottolinea in un’intervista alla tedesca Bild, «si devono rivelare all’altezza del loro compito o il tribunale della storia ci giudicherà. La Germania non abbia solo una visione economicistica, ma guardi anche ai valori dell’uomo. I valori dell’Europa - aggiunge - sono diversi. Priorità a valori della persona. I padri fondatori dell'Europa farebbero questo ragionamento». Una seconda intervista -alla BBc - ha veicolato messaggi analoghi.

Il premier: ammorbidire regole Ue o faremo senza l'Europa
«Non dobbiamo arretrare rispetto a Cina e Usa che mettono al momento a disposizione il 13% del loro Pil. Io chiedo un ammorbidimento delle regole. Altrimenti - è l'avvertimento che lancia il l capo del Governo italiano - dobbiamo fare senza l'Europa e ognuno fa per sé». Il premier ha sollecitato la velocità della reazione: «Non dobbiamo alla fine starcene lì con le mani incrociate: operazione riuscita, ma il paziente Europa è morto».

Servono gli eurobond, Italia solida
«Abbiamo bisogno degli eurobond per non far perdere competitività a tutta l’Europa - osserva ancora Conte -, servono strumenti finanziari nuovi per fronteggiare questa crisi». Nell’intervista il premier sottolinea come l'Italia abbia i conti in regola e non chiede a nessun altro paese di farsi pagare il suo debito, perchè il suo debito - ribadisce -se lo paga da sola, avendo fondamentali economici solidi e riforme di struttura , in un sistema integrato.

«Appuntamento con la storia»

Messaggi analoghi nell'intervista di Conte alla Bbc, in cui il premier sottolinea come l'epidemia di coronavirus metta a rischio il progetto dell'Unione europea: i leader Ue, ha detto, sono davanti «a un appuntamento con la storia» che non possono mancare e stanno affrontando il «più grande test dalla Seconda Guerra Mondiale».
«Se non afferriamo l'opportunità di infondere nuova vita nel progetto europeo - ha aggiunto -, il rischio di fallimento è reale». Riguardo alle critiche sulla lentezza della prima risposta al contagio, Conte ha dichiarato: «La perfezione non è di questo mondo e non sono così arrogante per pensare che il governo sia stato perfetto, ma se tornassi indietro farei esattamente lo stesso», perché «abbiamo un sistema completamente diverso dalla Cina. Per noi limitare in maniera drastica le libertà costituzionali è stata una decisione criica e dovevamo valutarla con attenzioe. Se avessimo suggerito un lockdown o limiti ai diritti costitizionali all'inizio, quando avevamo il primo cluster, la gente mi avrebbe preso per un pazzo».

Il nodo Mes divide la maggioranza
Alla vigilia della riunione decisiva per l’attivazione di un piano europeo anti-virus, il capo del Governo intravede una “luce verde” nel dibattito in Ue. La linea dura, portata avanti anche in queste ore, secondo fonti della maggioranza potrebbe portare i suoi frutti sul sì dei falchi al fondo di solidarietà proposta dalla Francia, da finanziare con debito comune europeo. Ma serve tempo. E, nel frattempo, potrebbe essere inevitabile che lItalia sia costretta, in qualche modo, ad accettare il Mes.

Vertice con Di Maio e Gualtieri a Palazzo Chigi
Di qui il vertice in serata a Palazzo Chigi tra il premier, il titolare del Mef Roberto Gualtieri e il ministro degli Esteri Luigi Di Maio e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Riccardo Fraccaro. Secondo fonti del ministero dell’Economia, la videoconferenza non ha riguardato i temi dell’Eurogruppo ma è stata una semplice riunione di lavoro sui temi dell’agenda di Governo. Nel pomeriggio il capo del Governo ha incontrato a Palazzo Chigi i capidelegazione di Pd, M5S e Leu.

Per approfondire:
Coronavirus, l'Olanda ferma l'Eurogruppo sul Mes, l'ira francese

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