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Conte bis, subito scontro sulle concessioni: M5S contro De Micheli

All’indomani del giuramento in Quirinale, rischia di saltare il compromesso che prevede la «revisione» dei contratti in essere. La ministra Pd esclude la revoca ad Autostrade per l’Italia e rilancia il progetto della Gronda. Dura reazione dei pentastellati

di Giorgio Santilli


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Il ministro delle Infrastrutture Paola De Micheli definisce «non all’ordine del giorno» la revoca delle concessioni ad Atlantia. Ira M5S

2' di lettura

Il giorno dopo il giuramento del governo è già scontro fra Pd e M5s sulle concessioni autostradali. Rischia di saltare l’accordo di compromesso messo a punto durante la stesura del programma che prevede una «revisione» piuttosto severa delle concessioni (con una tariffa unica ispirata al metodo del price cap come previsto dalla delibera 71/2019 dell’Autorità di regolazione dei trasporti e una accelerazione degli investimenti), ma rimanda al presidente del Consiglio Giuseppe Conte qualunque decisione sulla revoca della concessione di Autostrade per l’Italia, sulla base di un parere giuridico voluto dal precedente governo. In quel parere si esprimono esprime perplessità molto forti sulla revoca per gli indennizzi che lo Stato dovrebbe pagare e si consiglia di mettersi al tavolo per una «rinegoziazione».

Quel che è successo nelle ultime ore è che la ministra delle Infrastrutture, Paola De Micheli, ha subito ricordato in alcune interviste i termini dell’accordo di governo, escludendo che la revoca sia all’ordine del giorno e aggiungendo di voler sbloccare il progetto della Gronda cui si era opposto l’ex ministro pentastellato Danilo Toninelli. «Questa opera - ha detto la ministra a Sky Tg 24 - rientra nel piano collegato alle concessioni autostradali. Deve essere chiaro che non c’è un obiezione politica, quindi il ministero si occuperà di sviluppare un percorso che acceleri e porti all’obiettivo».Un cambio di rotta netto rispetto al precedente governo sulle concessioni ma, come è chiaro dal tono, anche sui tempi delle grandi opere. Nel giorno in cui il titolo di Atlantia, azionista di controllo di Aspi, torna a superare in Borsa i livelli della quotazione precedente al crollo del Ponte Morandi.

Dal M5s le reazioni non sono tardate. E mentre nei giorni scorsi vari esponenti di punta - tra cui Luigi Di Maio e Manlio Di Stefano - si erano limitati ad alzare di nuovo la bandiera grillina della revoca della concessione ad Aspi, la questione ha preso il tono dello scontro. E il senatore Mario Giarrusso ha minacciato di non votare la fiducia senza un chiarimento.

«Le dichiarazioni attribuite al ministro De Micheli - afferma un comunicato di M5s nazionale- preoccupano. Se fossero vere, darebbero il via a una lotta molto dura con il Movimento ligure. Il fatto che si debba revisionare la situazione concessioni di Autostrade per l’Italia è certo. Revisione significa anche revoca delle concessioni per la tratta ligure della A10». Il comunicato conferma la contrarietà al progetto della Gronda e il favore per la cosiddetta Piccola Gronda nei confronti della quale, invece, la De Micheli aveva chiaramente detto no. A sostegno della De Micheli il sindaco di Genova, Marco Bucci, e il governatore della Liguria, Giovanni Toti, che plaudono al via alla Gronda.

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