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Conte, bonus fino 2mila euro per pagamenti digitali

«Arriveremo a liquidare nei conti correnti fino a 2mila euro» a beneficio di chi effettuerà pagamenti digitali. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ospite di diMartedì in onda stasera su La7

(ANSA)

3' di lettura

«Credo che arriveremo a far trovare nei conti correnti fino a 2mila base come superbonus per i pagamenti digitali. Offriremo un ampio ventaglio di pagamenti digitalizzati». Così il premier Giuseppe Conte ospite di
“diMartedì”, su La7.
Conte ha ribadito che il governo non ha introdotto pignoramenti e nuove tasse. «Se in 100 giorni abbiamo trovato 23 miliardi, in un anno quanto pensate che troveremo?».
Lotta evasione, tesoretto da 100 miliardi
Il Presidente del Consiglio ha posto l’accento sulla «lotta all'evasione che ci frutterà molto: il nostro tesoro, il tesoretto del Paese - spiega - è di 100 miliardi (la cifra che quota l'evasione in Italia, ndr). Ricaveremo molto da questa lotta. E da questo gruzzolo potremo destinare una parte per tagliare del 20, 30 fino al 50% le tasse. Non so se li recupereremo tutti ma questo è l'obiettivo».

Popolare Bari: Conte, mai sentiti i vertici della banca
In merito all’audio che riportava un colloquio tra il presidente e amministratore della Banca popolare di Bari nel quale si dice, tra le altre cose, che l'attenzione sulla Popolare era anche condivisa dai vertici del governo, il premier ha dichiarato: «Si è sbagliato. Io non mai sentito loro e non c'è stato nessun vertice con la banca popolare di Bari e mi sembra che sia stato smentito».
«Il nostro progetto non è nazionalizzare banche, nazionalizzare imprese. Dobbiamo fare di necessità virtù. Cosa succede con 2.770 dipendenti e 600 mila clienti? Cosa facciamo? Li mandiamo a carte e 48? Il governo, “cum grano salis”, con intelligenza interviene. Ma sulle responsabilità del management saremo inflessibili».

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Mes: dibattito serio maggioranza,lo stiamo migliorando
Sulla riforma del fondo salva stati, «c'è stato un dibattito serio e costruttivo delle forze di maggioranza, che ringrazio». Il Mes «lo stiamo migliorando, a conferma che non era concluso nulla e io non ho sottoscritto nulla» ha ribadito il premier Giuseppe Conte.(

Con Alpa nessuna associazione di fatto nè di diritto
I rapporti con Guido Alpa? «Non stiamo parlando di un’inchiesta penale, anzi non ci sarebbero neppure gli estremi per una impugnazioneamministrativa. Nessuno lo ha fatto e nessuno si è mai lamentato alcunchè» ha risposto il premier.
Dire che con Alpa «ero socio in affari - ha aggiunto - è al limite della diffamazione. Ho chiarito e lo ripeto che non ho mai avuto una associazione di fatto o di diritto con il professor Alpa: eravamo coinquilini. Siamo stati un medesimo cliente; il Garante ha conferito un mandato difensivo ad Alpa e Conte, e succede comunemente. Non si crea una associazione nè di fatto nè di diritto. Non abbiamo mai avuto neppure un conto in comune, sempre distinte attività professionali”, ha quindi spiegato.

«Cannabis non è materia di Governo»
Il presidente del Consiglio ha affrontato anche il tema della cannabis, il cui emendamento alla manovra è stato bloccato dal presidente del Senato Elibsabetta Casellati. «Quello della droga leggera è un tema che non rientra tra i punti programmatici del Governo. Non si parla di nulla di particolarmente illecito, non c’è in realtà una legalizzazione, ma non è una materia di governo»

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