incontri con i vertici Ue

Conte a Bruxelles, focus su modifica del Patto di stabilità e riforma di Dublino

Il premier vedrà la presidente designata della Commissione Ursula von der Leyen, e quello uscente Jean-Claude Juncker; il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk, e quello designato Charles Michel. Oltre al presidente dell'Europarlamento David Sassoli

di Andrea Gagliardi


La squadra dei nuovi commissari Ue di Ursula von der Leyen

2' di lettura

Giornata fitta di incontri con i vertici delle istituzioni comunitarie per il premier Giuseppe Conte oggi a Bruxelles dopo la nomina di Paolo Gentiloni a commissario agli Affari economici, senza dubbio un successo che il presidente del Consiglio può vantare in sede internazionale, con l’Italia ben inserita nei meccanismi istituzionali della Ue. Conte ha visto tutti i pesi massimi: la presidente designata della Commissione Ursula von der Leyen e quello uscente Jean-Claude Juncker; il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk e quello designato Charles Michel. Oltre al presidente dell'Europarlamento David Sassoli.

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Le priorità le ha elencate lo stesso Conte in un post su Fb. «Non abbiamo tempo da perdere - ha scritto - ritengo sia prioritario accelerare per raggiungere tre obiettivi fondamentali e strategici per l'Italia e gli interessi degli italiani: la modifica del Patto di stabilità a favore della crescita, il superamento del Regolamento di Dublino sui flussi migratori, un regime di misure e interventi straordinari che favoriscano la crescita e lo sviluppo del nostro Mezzogiorno».

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«La manovra si fa in Italia» ha detto ieri Conte in risposta a chi sosteneva che sarebbe stata scritta a Bruxelles. È indubbio che il premier chiederà maggiore flessibilità per i conti pubblici italiani e che per sterilizzare l’aumento Iva e abbassare il cuneo fiscale ci sarà bisogno di margini di deficit in più rispetto a quelli programmati.

Per Conte «occorre sostenere gli investimenti, a partire da quelli ambientali e sociali nell’ottica di uno sviluppo sostenibile che dia nuovo impulso al mercato del lavoro italiano, evitando un'impostazione di bilancio pro-ciclica non adeguata alle prospettive economiche del continente».

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Sul tema migratorio l’intenzione, già evidenziata nel discorso alle Camere per la fiducia è continuare a lavorare per una gestione «strutturale e non emergenziale dei flussi migratori». L’obiettivo è «raggiungere un'intesa su un meccanismo automatico di sbarchi e redistribuzione, con un'efficace politica europea dei rimpatri». La richiesta, oltre alla riforma del Trattato di Dublino è di una strategia Ue sui corridoi umanitari.

Quanto al Mezzogiorno «dobbiamo provare a ottenere dall'Europa il riconoscimento di uno statuto speciale per poter varare misure straordinarie per lo sviluppo». L'intenzione, con il nuovo Governo, è «svolgere un ruolo di primo piano in questa fase di rinnovamento dell'Unione europea». L’auspicio è di «poter riscontrare un elevato grado di convergenza con la nuova Commissione europea».

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