ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùil governo e la pandemia

Conte cambia rotta: più Parlamento, più dialogo con l’opposizione e meno dirette Fb

Troppi passi falsi. Il premier costretto a mutare strategia e comunicazione, complice l’appello all’unità del presidente Mattarella

di Manuela Perrone


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(EPA)

2' di lettura

Troppi passi falsi, da ultimo la diretta Facebook di sabato 21 marzo quasi a mezzanotte per annunciare il lockdown a testo non ancora pronto. Così Giuseppe Conte, premier per caso ritrovatosi timoniere della nave Italia nella più grave tempesta del secondo dopoguerra, è costretto a correre ai ripari. Con una ricetta a base di tre ingredienti: più coinvolgimento del Parlamento, più dialogo con le opposizioni, meno dirette Facebook e meno dichiarazioni senza alcun contraddittorio.

L’apertura alle opposizioni
Il cambio di rotta è stato sancito lunedì 23 marzo quando a Palazzo Chigi, complice la nuova esortazione del Quirinale, il premier ha convocato i leader del centrodestra. Nessuna intesa concreta, sia chiaro, ma un segnale di disgelo dopo giorni di silenzio e di mancato confronto diretto. Segnale che ha permesso al numero uno della Lega di mettere sul tavolo la richiesta di una cabina di regìa per la gestione dell'emergenza allargata all'opposizione. Una necessità, quella di non estromettere il centrodestra, condivisa dal Pd, ora più che mai la sponda più solida del premier. L’appello alla “concordia operativa” del dem Goffredo Bettini, consigliere del segretario Nicola Zingaretti, va letto in quest’ottica: cerca di tenere insieme le diverse istanze senza però aprire a governissimi o a larghe intese.

L’impegno a coinvolgere il Parlamento
Il giorno dopo, martedì 24, Conte ha proseguito nella strategia riparatoria, annunciando nel nuovo decreto legge approvato dal Consiglio dei ministri una specifica norma che impegna il Governo a riferire ogni 15 giorni al Parlamento sulle azioni di contrasto alla pandemia. È la risposta a chi ha criticato l’accentramento delle decisioni in capo all’Esecutivo e il ricorso allo strumento del Dpcm (decreto del presidente del Consiglio) per introdurre le misure restrittive necessarie al distanziamento sociale. Oggi alla Camera si comincia con la prima informativa urgente del premier dall’inizio dell'epidemia. Domani, 26 marzo, toccherà al Senato.

Tornano le conferenze stampa
Lo stesso obiettivo - ripristinare corrette dinamiche democratiche di dialogo - si ravvisa nel ritorno, ieri dopo il Cdm, della conferenza stampa da Palazzo Chigi, seppure con i giornalisti videcollegati. A cui si è aggiunta in serata l’intervista allo speciale Tg5. Si spera sia l’addio alle dirette notturne dalla sua pagina personale su Facebook, con le tv costrette a riprenderle interrompendo la normale programmazione e con l’impossibilità di porre domande e ottenere risposte. I cittadini e le imprese a cui si stanno chiedendo sacrifici hanno il diritto a una comunicazione ordinata e rigorosa. Conte oggi gode di un consenso molto elevato: sa di non potersi permettere di disperderlo. In caso di governissimi, la prima poltrona a saltare sarebbe la sua.

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