L’OMICIDIO DEL RICERCATORE ITALIANO

Conte su caso Regeni: l’Italia non avrà pace fino a quando non ci sarà la verità sulla morte

dal nostro inviato Ge.P.


Regeni, in arrivo i primi indagati

2' di lettura

PECHINO - È stato il primo tema sollevato dal premier italiano, Giuseppe Conte nell'incontro bilaterale con il presiedente egiziano, Al Sisi subito dopo la cena di questa sera con il presidente cinese Xi Jinping a conclusione del secondo Forum sulla nuova Via della Seta. In mattinata Conte aveva letto la lettera dei genitori di Giulio Regeni pubblicata su Repubblica e ne era rimasto molto colpito. Così quando ha incontrato in serata il presidente egiziano ha chiesto nuove informazioni. «Perché l'Italia – ha detto il premier - non può avere pace fino a quando non avrà la verità. Non c'è alcun concreto passo avanti che ci lasci intravedere un accertamento dei fatti plausibile ma il Governo non verrà mai meno a questo impegno: arrivare a una verità giudiziaria che sia plausibile e che abbia risconti oggettivi e inoppugnabili».

Al Sisi: daremo tutto l'aiuto necessario
In una nota dal Cairo si ricorda che nell'incontro con il premier Conte, il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi ha «sottolineato il proprio totale sostegno alla cooperazione fra le istituzioni competenti egiziane e italiane per svelare le circostanze del caso, identificare gli autori e assicurarli alla Giustizia». Il portavoce della presidenza, l'ambasciatore Bassam Radi, nel terzo capoverso del testo si è limitato a premettere che «la riunione ha riguardato un certo numero di dossier relativi ai rapporti bilaterali fra i due Paesi e gli ultimi sviluppi dell'inchiesta sul caso dello studente italiano Regeni». A Conte Al Sisi ha risposto che «le investigazioni della magistratura egiziana continuano».

Conte: l’Italia non ha strumenti per arrivare a verità
L'Italia, ha spiegato sempre Conte, «non ha strumenti per ottenere una verità giudiziaria: anche la nostra magistratura ha avviato una inchiesta che però da quanto ho capito non ha ancora portato a risultati. Non possiamo intervenire e sostituirci alla magistratura egiziana”. Anche su eventuali ritorsioni economiche Conte è molto cauto rispetto a quanto aveva detto a suo tempo il suo vice Luigi Di Maio. “Non abbiamo strumenti – ha insistito Conte - per ottenere una verità giudiziaria. Quello che posso fare è mettere in campo le mie iniziative, la mia pressione, l'influenza che il Governo può esprimere nel rapporto con il governo egiziano e con il presidente Al Sisi. Non posso che continuare su questa strada e non mi fermerò finché non avrò riscontri oggettivi”.

Genitori Giulio Regeni chiedono risposta definitiva
Nella lettera al presidente del Consiglio pubblicata su Repubblica i genitori di Giulio Regeni chiedevano di “andare oltre i consueti proclami e promesse” nel corso dell'incontro con il leader egiziano e di ottenere “una risposta, concreta, vera e definitiva” sulla fine del ricercatore sequestrato, torturato e ucciso più di 3 anni e mezzo fa dai servizi segreti egiziani perché ritenuto una spia. I genitori chiedevano che non vi fossero più “ulteriori dilazioni o distrazioni di sorta”.

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