il messaggio per il 1° maggio

Conte: chiedo scusa per i ritardi nei pagamenti, in arrivo aiuti più pesanti e rapidi

Il post su Facebook: «Non farò finta di non sentire i vostri consigli, le vostre sollecitazioni, la vostra rabbia, la vostra angoscia. In 50 giorni sforzo economico pari alle manovre di 2 o 3 anni»

di Mariolina Sesto

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(ANSA)

Il post su Facebook: «Non farò finta di non sentire i vostri consigli, le vostre sollecitazioni, la vostra rabbia, la vostra angoscia. In 50 giorni sforzo economico pari alle manovre di 2 o 3 anni»


3' di lettura

«Ci sono stati e ancora continuano alcuni ritardi nelle somme da erogare, come pure complicata si sta rivelando la partita dei finanziamenti. Chiedo scusa a nome del Governo, e vi assicuro che continueremo a pressare perché i pagamenti e i finanziamenti si completino al più presto». Il primo maggio di Giuseppe Conte inizia con un messaggio via facebook agli italiani. Un messaggio in primo luogo di scuse per i ritardi con cui gli aiuti anti-Covid stanno arrivando. In prtikcolare ai lavoratori colpiti dalla crisi.

La rabbia sociale
L’augurio di buon primo maggio ai lavoratori sarebbe suonato retorico in periodo di emergenza economica acuta. E quindi Conte analizza senza sconti la situazione sotto gli occhi di tutti: «Non farò finta di non sentire i vostri consigli, le vostre sollecitazioni, la vostra rabbia, la vostra angoscia. Non cadono nel vuoto, non sono parole al vento. Sono piuttosto il vento che spinge più forte l’azione del Governo. Credo sia l’unico modo per onorare questo giorno, questo 1 maggio» scrive il premier su facebook.

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In arrivo aiuti più pesanti e rapidi
«Tanti hanno ricevuto un sostegno, altri lo riceveranno nei prossimi giorni. Abbiamo lavorato al massimo per far ripartire a pieno regime il motore dello Stato, perché questo poderoso sostegno pubblico si concretizzasse in pochi giorni» rivendica Conte. Che fa poi un nuovo annuncio: «È ai dettagli un nuovo provvedimento con aiuti e misure per la
ripartenza economica che saranno più pesanti, più rapidi, più diretti». Il riferimento è al decreto maggio che dovrebbe essere varato dal Consiglio dei ministri nella settimana del 4 maggio.

Dal 4 maggio al lavoro in sicurezza
Il pensiero del premier va poi ai 4 milioni circa di italiani che torneranno al lavoro lunedì 4 maggio: «Il mondo del lavoro è messo a dura prova. Tanti vivono con ansia e preoccupazione questa emergenza, fra attività chiuse e prospettive di lavoro a rischio. Molti nella fase più acuta di emergenza, hanno lavorato per assicurarci assistenza, soccorso, sicurezza e beni essenziali - ricorda Conte -. Oltre 4 milioni tornano a lavoro lunedì grazie ai primi risultati delle misure di contenimento: potranno confidare nell’applicazione di rigidi protocolli di sicurezza, su cui saremo intransigenti».

Le lettere dei lavoratori al premier
Ho letto alcune vostre lettere, racconta ancora il premier, ho provato a vestire i vostri panni e ne ho avvertito tutto il peso. Poi ne cita alcune: «Ho apprezzato la lettera di Elisabetta che ha un’attività da estetista a Pomezia. Come tante altre sue colleghe mi ha scritto per tornare a lavorare in sicurezza, determinata a evitare qualsiasi forma di lavoro in nero. Ho letto con interesse le soluzioni proposte da Luciana, che da Torino mi ha raccontato la sua passione per la ristorazione, un mestiere che ha imparato dopo una lunga gavetta in periferia, con una lunga lista di
consigli per ripartire il prima possibile, con vari accorgimenti per proteggere la salute. Ho percepito tutta la passione di Tonino per il suo salone di barbiere, aperto a Potenza nel 1978, l’attaccamento agli attrezzi del mestiere: le forbici, il rasoio. Sono sicuro che, con il rispetto delle regole adottate, in alcuni territori si potrà rallentare notevolmente la curva
del contagio», scrive il premier.

In 50 giorni sforzo pari a maovre di bilancio di 2 o 3 anni
«Lo Stato, così come tutti i lavoratori, non ha mai trovato di fronte a sé una minaccia sanitaria ed economica come questa. Negli ultimi 50 giorni abbiamo dovuto mettere in campo uno sforzo economico pari a quello di intere manovre di bilancio realizzate nell’arco di 2 o 3 anni. Tanti hanno ricevuto un sostegno, altri lo riceveranno nei prossimi giorni» conclude.

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