conferenza fine anno

Conte: priorità Pa semplice, meno tasse e più infrastrutture. Reddito di cittadinanza: «Migliorare le prospettive di lavoro»

Il premier fa il punto sull’azione di governo, dopo il via libera alla manovra 2020


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Il premier Giuseppe Conte durante il discorso di fine anno

4' di lettura

Parla della manovra 2020 appena approvata, che sterilizza, per il prossimo anno, le clausole Iva, e inizia un percorso di riduzione delle tasse sul lavoro, a vantaggio dei redditi fino a 35mila euro l’anno. Il premier, Giuseppe Conte, inizia così il discorso di fine anno, ricordando i 29 punti «ambiziosi» del programma di governo: «Davanti a noi - afferma - c’è una maratona di tre anni». Poi, alla prima domanda, annuncia lo sdoppiamento del Miur e la nomina di due nuovi ministri, Lucia Azzolina all’Istruzione, Gaetano Manfredi all’Università e ricerca.

Il Miur si sdoppia

Per il dopo Fioramonti il premier, Giuseppe Conte, ha quindi individuato i suoi successori. L’attuale sottosegretaria Lucia Azzolina viene promossa ministro, e si occuperà di scuola. Gaetano Manfredi, attuale presidente della Crui (la conferenza dei rettori), guiderà l’Università e la ricerca. Il precedente sdoppiamento del Miur risale al governo Prodi II nel 2006. Allora, all’Istruzione (a quel tempo si chiamava Pubblica istruzione) venne nominato Beppe Fioroni (il ministro del famoso quaderno bianco sulla scuola, a oggi l’unica operazione organica di revisione del settore concordata con il Mef). All’università e ricerca, arrivò invece Fabio Mussi. Con il nuovo governo Berlusconi, del 2008, il Miur si riaccorpò e venne affidato a Mariastella Gelmini.

Pa più semplice e digitale
Conte ha poi parlato degli impegni, da realizzare nelle prossime settimane. Il primo che cita è la semplificazione della Pa e la svolta verso il digitale per migliorare i rapporti con cittadini e imprese, e spingere la competitività del Paese.

Velocizzare i processi
Altro punto del programma ambizioso del Conte II è la velocizzazione dei processi: «Questo - spiega il premier - sarà un pilastro del nostro disegno riformatore. Siamo molto ambiziosi, dobbiamo mettere mano alla giustizia tributaria. Il mio obiettivo è quello di ridurre un grado di giudizio, per la giustizia tributaria devono essere sufficienti solo due gradi».

Semplificare fisco e lotta all’evasione
Conte ha poi detto che occorre rilanciare il sistema fiscale, semplificare e rimodulare e ridurre le aliquote, per abbassare la pressione fiscale. Da aggredire è il sommerso che il presidente del Consiglio quantifica, secondo vari studi, in circa 100 miliardi di euro. L’Iva verrà rimodulata? «La rimodulazione dell’Iva non è all’ordine del giorno - è la risposta del premier -. Vedremo quanto riusciremo a recuperare dal sommerso con le misure anti-evasione».

Pil e rilancio del Sud
Altro tavolo di lavoro dell’esecutivo “giallo-rosso” è il piano strutturale per il Sud, di cui una parte fondamentale sarà l’incremento delle infrastrutture. «Non siamo così velleitari da pensare che porremo fine alla questione meridionale - dice Conte - ma se il Sud non riparte il Pil avrà sempre percentuali scarse». «Il 34% della spesa pubblica dovrà a priori essere destinato al Sud, è il principio che abbiamo fissato».

Infrastrutture, serve manutenzione più efficace
Sul capitolo infrastrutture, Conte afferma che «bisogna lavorare per incrementare le infrastrutture, migliorare e manutenerle in modo efficace: quello che abbiamo osservato fino qua non ci piace. Serve una
manutenzione più efficace, ordinaria e straordinaria».

Prescrizione? Avremo garanzie in riforma penale
Il presidente del Consiglio annuncia che siamo in dirittura d’arrivo sulla
riforma del processo penale, nella quale, evidenzia, «introdurremo meccanismi di garanzia» per quanto riguarda la riforma della
prescrizione: «Su questo obiettivo ci ritroveremo tutti». «La prescrizione sospesa alla sentenza di primo grado non è un obbrobrio giuridico -aggiunge Conte -, c’è in Germania, c’è in Francia, ma rischieremmo di andare in difficoltà sul piano della garanzia ai diritti dei cittadini senza meccanismi di garanzia per la durata ragionevole del processo».

Su decreti sicurezza recepiremo premure Colle
Rispondendo a un’altra domanda, Conte afferma che uno dei 29
punti del programma «ambizioso» è intervenire sui decreti sicurezza, per recepire le premure, le preoccupazioni espresse dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Finora non ci siamo riusciti
perché cento giorni sono pochi. Ora potremo lavorare a questo
tema».

Pop Bari: non escludiamo soluzione di mercato
Il premier parla anche della Banca Popolare di Bari, affermando: «Mettiamo in sicurezza i risparmi dei cittadini e un polmone creditizio fondamentale per il territorio, ma in prospettiva non escludiamo una soluzione di mercato. Non è un salvataggio, ma un sostegno dello Stato».

Il passaggio dal Conte I al Conte II
Il premier Conte, quest’anno, ha dovuto affrontare la crisi di agosto, innescata dalla Lega. In pochi giorni, dal governo “giallo-verde” si è passati all’attuale esecutivo “giallo-rosso”.

Reddito di cittadinanza: «Da conservare, in 8 mesi -60% povertà»
Sulla misura bandiera del Movimento Cinque Stelle, il reddito di cittadinanza, Conte ha dichiarato: «La ritengo una misura di cui sono orgoglioso, la rivendico e mi batterò con tutte le mie forze per conservarla». Il premier ha aggiunto «Dobbiamo migliorarla in fase applicativa: è molto efficace per contrastare la povertà assolutà, in 8 mesi abbiamo -60% della povertà. Dobbiamo migliorare la prospettiva occupazionale».
«I centri per l'impiego hanno bisogno di un coordinamento. Non mi rassegnerò fino a quando non avremo un progetto di reddito di cittadinanza che non sia solo assistenziale, ma anche per la formazione e la riqualificazione dei lavoratori», ha aggiunto Conte.

Quota 100: distinguere tra i lavori usuranti o no
«Quota 100? Torneremo a interrogarci. È chiaro che il modo migliore, come indirizzo politico, è affrontare il tema distinguendo i lavori usuranti da quelli che non lo sono e operare le decisioni conseguenti» ha risposto Giuseppe Conte a una delle domande conclusive della conferenza stampa di fine anno.

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